Lapide scomparsa del Capitano Maffei Livio della 575ª Compagnia Mitraglieri (Fiat), morto sul Carso il 24 maggio 1917 per ferite riportate in combattimento, decorato di Medaglia di Argento al Valor Militare (con la seguente motivazione: “Durante due anni di guerra, rimasto ferito ben quattro volte, mantenne sempre alta la fede e l’entusiasmo, tanto da essere in ogni circostanza, primo fra i primi, esempio costante di valore e sprezzo del pericolo. Mentre, sotto l’infuriare del tiro dell’artiglieria nemica, percorreva impavido la linea per scegliere le posizioni ove avviare le sezioni mitragliatrici della sua compagnia, cadde colpito a morte - Nad Bregom, 23 maggio 1917”) e di due Medaglie di Bronzo (come da Albo d’Oro).
In base all’elenco dei caduti redatto dai reparti cimiteriali austro-ungarici nell’estate 1918, la lapide è da attribuire alla sepoltura n° 450.
Il Maffei non riposa al Sacrario militare di Redipuglia; pertanto è da ritenere che sia stato esumato da Micoli nel primo dopoguerra e traslato in altra sede, con tutta probabilità presso il comune di nascita (Graglia).
Il Cimitero di Guerra di Micoli era sorto verso la fine del 1916 e rimase attivo fino all’ottobre 1917 a servizio delle strutture sanitarie italiane dislocate in quella località del Vallone.
Classificato nel 1918 dai reparti cimiteriali austro-ungarici come Soldatenfriedhof links der Strasse Paljkišce-Mikoli Nr. 34, custodiva a quella rilevazione 529 militari, in 472 fosse singole e 20 comuni, di cui 465 Italiani e 64 Austro-Ungarici. Al termine della fase di “sistemazione provvisoria” avviata nel primo dopoguerra dalle Autorità italiane, il Cimitero venne mantenuto, delimitato da un muro e classificato come Mikoli n. 1 “Maggiore La Villa”. Custodiva 755 militari di cui 499 italiani e 256 austro-ungarici.
Al momento della sua dismissione (metà anni '30) i caduti italiani furono traslati al Sacrario di Redipuglia (o alla propria residenza di origine) mentre quelli austro-ungarici vennero mantenuti in loco e traslati nel 1970 al Cimitero Militare austro-ungarico di Prosecco.