Le Alture di Monfalcone sono formate da una bassa catena collinosa che delimita a nord-est la piana di Monfalcone, rappresentando il settore più meridionale dell'altopiano carsico isontino. La catena delle alture è disposta in direzione nordovest-sudest, presentando come prime elevazioni ad occidente i colli del Sochet, come rilievo centrale e altimetricamente maggiore la Quota 121 (Cima di Pietrarossa), come ultima propaggine orientale le quote di Moschenizza.
Durante la Grande Guerra, le Alture di Monfalcone costituirono un importante campo di battaglia all'estremo mezzogiorno del fronte dell'Isonzo. Furono coinvolte da combattimenti e campagne fortificatorie, sviluppate da entrambi gli eserciti contendenti, per l'intero periodo compreso fra il giugno del 1915 (Primo sbalzo offensivo) e l'ottobre del 1917 (ritirata di Caporetto). Più precisamente, durante la fase iniziale del conflitto (fino alla Sesta Battaglia dell'Isonzo, avvenuta nell'agosto del 1916), gli schieramenti avanzati dei rispettivi eserciti e quindi i combattimenti diretti fra le opposte fanterie ne coinvolsero la porzione occidentale e soprattutto quella centrale. In seguito, fino alla Decima Battaglia dell'Isonzo (maggio 1917), l'epicentro tattico si spostò nell'area centro-orientale delle Alture. Dopo la Decima Battaglia dell'Isonzo e fino alla ritirata di Caporetto, le forze italiane mantennero il possesso dell'intero gruppo collinoso in parola, imperniando le proprie linee avanzate sulle alture più orientali, divenute posizioni di partenza per gli attacchi italiani contro le difese austro-ungariche del settore Flondar-Hermada-San Giovanni
Fino al 6 agosto 1916, sulla Quota 121 gli austro-ungarici organizzarono un importante caposaldo difensivo, reiteratamente e violentemente attaccato dagli italiani. Con la Sesta Battaglia dell'Isonzo, il Regio Esercito Italiano conquistò l'altura, ribaltando, rafforzando e ampliando secondo le proprie necessità fortificatorie le precedenti difese austro-ungariche. Pertanto, dall'agosto del 1916 fino alla Decima Battaglia dell'Isonzo del maggio 1917, il sistema difensivo italiano di Quota 121 rappresentò un cardine della prima linea difensiva italiana del settore, fronteggiante le posizioni austro-ungariche di Quota 77 - Quote 92 - Quota 144. Dopo l'avanzata italiana scaturente dalla Decima Battaglia dell'Isonzo e fino alla ritirata di Caporetto, le fortificazioni di Quota 121 vennero ulteriormente integrate e implementate nel contesto della seconda e della terza fascia difensiva italiana organizzate all'estrema destra del settore carsico.
Le incisioni in censimento, riportanti le indicazioni del II Reparto Zappatori del 78° Reggimento Fanteria della Brigata Toscana, vennero realizzate durante i primi nove mesi del 1917 durante le fasi di ribaltamento, rafforzamento e presidio italiano delle fortificazioni di Quota 121.
Riguardo alla vicenda del 78° Reggimento Fanteria della Brigata Toscana, si segnala come nei primi mesi del 1917, dopo aver compiuto alcuni turni in trincea nel settore di Monfalcone, l'unità partecipò alla Decima Battaglia dell'Isonzo (12-28 maggio 1917), operando a nord e a est della Palude del Lisert (a sud dell'attuale omonimo casello autostradale), contro la Quota 77 e i tunnel ferroviari compresi fra Sablici e San Giovanni di Duino.