L'iscrizione presentata è incisa in una chiave di volta accuratamente lavorata, in origine collocata - con tutta probabilità - in uno dei manufatti realizzati (principalmente) dagli Alpini della 206ª Compagnia del Battaglione Val Cordevole tra la primavera e l'autunno del 1916 a servizio delle forze a presidio del Passo Ombretta. La loro consistenza è dettagliata in un prospetto del Comando Regione Ombretta-Serauta del 15 novembre 1916 (allegato nelle immagini del corredo fotografico, sub lett. f.).
Il testo e significato dell'iscrizione non sono affatto chiari; l'Autore dell'articolo "Un'insolita chiave di volta", cit., ha avanzato l'ipotesi che l'iscrizione originale recitasse "Mec Kinley".
La 206ª Compagnia, comandata dal Capitano Arturo Andreoletti, venne posta all’inizio del 1916 alle dipendenze tattiche del 51° Reggimento e schierata a presidio del versante meridionale della Marmbolada e del Passo Ombretta. Nell'aprile 1916, il Capitano Andreoletti ottenne il comando della regione Ombretta e Ombrettòla, passando alle dipendenze dirette della Brigata Alpi (comandata dal Alessandro Generale Saporiti) e stabilendo il Comando al Rifugio Ombretta (ora Rifugio O. Falier).
Alla 206ª Compagnia (coadiuvata da tre reparti speciali del 51° Reggimento Fanteria, denominati "plotoni d’alta montagna", e da una sezione di artiglieria con pezzi da 65 montagna, sempre affidati al comando del Capitano Andreoletti) furono assegnati i compiti di consolidare le posizioni già acquisite e di procedere all’occupazione del massiccio delle Cime d’Ombretta e il Sasso Vernale, nonché l’orlo inferiore della Vedretta del Vernale, al fine di dominare la testata della Val Contrin, ove si trovava la Contrinhaus, già rifugio del Club Alpino di Norimberga e sede del Comando austro-ungarico.
Così racconta il Capitano Andreoletti: “Il presidio che fin dall'inizio venne stabilito al Passo dell’Ombretta era costituito da due ufficiali alpini (V.E. Fabbro e V. Frisinghelli), da un ufficiale di artiglieria e da uno di fanteria con centodieci uomini distribuiti fra i vari posti di vigilanza, i più importanti dei quali erano contraddistinti con i nomi di 'Camorzera Superiore’ (m 2.892), ‘Camorzera Inferiore’ (m 2.622) e ‘Costoncino’ (m 2.622), tutti al di là del valico, nella parte superiore della Val Contrin”.
Quando gli alpini della 206ª raggiunsero il Passo Ombretta per sostituire il 51° Reggimento Fanteria "il loro primo compito fu quello di completare la sistemazione difensiva di questa importante posizione, sgomberando dalla neve e dal ghiaccio le vecchie trincee. … Sul rovescio del passo, sotto la parete sud della Marmolada si dovette sgombrare dal ghiaccio che l’aveva invaso un ricovero iniziato e mai utilizzato. Gli ufficiali e i telefonisti trovarono un riparo alla meglio in una piccola baracca a ridosso di uno spuntone roccioso al centro del valico” (cfr. Viazzi e Andreoletti, op. cit., pagg. 126 ss).
Successivamente la posizione al Passo Ombretta fu migliorata con la costruzione di un ampio ricovero di quaranta posti e di un trincerone blindato e con il posizionamento di due cannoni da 70 montagna della 52ª batteria someggiata.
Vennero poi realizzati una teleferica a motore, in due tronconi, per il collegamento con il Rifugio Ombretta (impossibile a piedi durante la stagione invernale, per il pericolo di valanghe), una stazione fotoelettrica da 50 cm e un ampio accantonamento di legna: “nessuno si illudeva più - come nei primi mesi - sulla brevità della guerra: tutti ormai avevano capito che essa sarebbe durata ancora a lungo e comprendevano che bisognava prepararsi ad affrontare un altro inverno su quelle cime”.