Settore: Giudicarie - Alto Garda - Vallagarina
Il graffito raffigura un legionario romano, ben riconoscibile dal caratteristico elmo crestato, ed è stato trovato all'ingresso di un deposito con all'interno una vasca per l'acqua. Tutto il muro di accesso al locale è ben smaltato con cemento liscio su cui è inciso un decoro realizzato con precisione per simulare una parete di mattoni su cui, ricompreso nel riquadro di una mattonella centrale, si trova il disegno del soldato romano. In letteratura esistono vari riferimenti storici riguardo all'uso del mito di Roma e del paragone tra l'esercito italiano e quello romano per motivare le truppe durante la Prima Guerra Mondiale. Questa strategia comunicativa fu un pilastro della propaganda bellica, specialmente dopo la disfatta di Caporetto (1917), quando divenne vitale ricostruire il morale dei soldati. L'esercito italiano veniva presentato come l'erede diretto delle legioni romane. I soldati venivano chiamati Nuovi Legionari o Fanti Legionari, impegnati a difendere il suolo sacro della patria. Tra i principali artefici di questa retorica vi era Gabriele D'Annunzio: nelle sue opere, come i Canti della guerra latina (scritti tra il 1914 e il 1918), esaltava la stirpe latina contro la barbarie germanica, utilizzando termini arcaici e riferimenti classici per nobilitare lo sforzo bellico e motivare i soldati italiani.
disegno di un muro di mattoni con un legionario romano nel riquadro di una mattonella