L'eccezionale frammento epigrafico faceva parte di un monumento eretto dal 123° Reggimento Fanteria (Brigata Chieti) il 24 maggio 1916, in occasione del compimento del primo anno della guerra patriottica, allorché l'unità si trovava a presidio, in alternanza con la Brigata Barletta, delle linee di Polazzo e Redipuglia.
È lo stesso autore del monumento Armando Lodolini, volontario di guerra, "ufficiale mazziniano" in forza al 123° Reggimento Fanteria dal luglio del 1915 all'ottobre del 1917, pluridecorato al Valor Militare (Medaglie d'Argento e due Medaglie di Bronzo al V.M.), che nel suo libro "Quattro anni senza Dio" ricorda la costruzione del manufatto:
24 maggio. Ci siamo portati da qualche giorno al trincerone di Polazzo, ove si sta benissimo. Tanto che in pochi giorni ho messo su un monumento commemorativo del primo anno di guerra e ho fatto tempo a inaugurarlo oggi, compresa una lapide di pietra arenaria incisa in poche ore
LEGIO MARUCINA CXXIII
EQUITE IOHANNE BERTOLLIO DUCE
QUUM LIBERTATIS BELLUM IN GERMANOS
ITALIA CLAMAVIT
HOS MONTES ACRITER OPPUGNAVIT
A. BELLI I
Dicono tutti che sembra la tomba del colonnello Bertolli, il quale ... gira alla larga!
L'aggettivo marrucinus (inciso con una sola "r") fa riferimento al popolo italico dei Marrucini; di lingua osco-umbra, i Marrucini si stanziarono nel I millennio a.C. lungo la costa adriatica, nell'attuale Abruzzo, stabilendo uno dei loro maggiori centri urbani a Teate, l'attuale Chieti.
L'aggettivo, da un lato, fa evidente riferimento al toponimo della Brigata cui apparteneva il 123° Reggimento Fanteria, la Brigata Chieti appunto; dall'altro, si contrappone alla connotazione degli avversari come Germani, riportando il conflitto in essere nel più ampio contesto dell'atavico scontro tra il popolo italico e quello germanico.
Il testo della lapide riportato da Lodolini nei suoi ricordi, composti probabilmente nell'inverno 1918-1919, differisce in parte da quello emergente dall'epigrafe: l'aggettivo marucina e l'avverbio acriter sono anteposti a legio e hos montes; è inoltre probabile che le parole equite (da eques, cavaliere, riferito al Tenente Colonnello Giovanni Bertolli, Comandante del 123° Reggimento Fanteria dall'8 novembre 1915 al 25 settembre 1917, decorato di Medaglia di Bronzo al Valor Militare) e in Germanos non siano state incise, tenuto conto del limitato spazio dell'ovale costituente lo specchio epigrafico.
Il danneggiamento del manufatto impedisce di stabilire se la datazione anno belli primo (nel primo anno di guerra) sia stata effettivamente incisa.
L'impiego della Brigata Chieti sul fronte carsico (luglio 1915 - agosto 1916)
La Brigata Chieti, formata dai Reggimenti 123° e 124° Fanteria, giunse sul fronte del Carso il 28 luglio 1915; schierata in prima linea a ovest di Fogliano, fu protagonista, nei primi sei giorni di agosto, della conquista della Trincea delle Frasche, a prezzo di un notevole tributo di sangue. Dalle posizioni conquistate, il 17 agosto, il III Battaglione del 123° Reggimento avanzò ulteriormente, conquistando un trinceramento avversario verso q. 118, senza tuttavia riuscire a prendere il controllo dell'altura.
Dopo un periodo di riposo, il 25 ottobre la Brigata tornò in prima linea tra q. 118 e q. 110 a est di Polazzo, agendo durante la III Battaglia dell'Isonzo contro le trincee dei Sassi Rossi e ad Ipsilon; nonostante il vigoroso impegno e le rilevanti perdite, nella prima metà di novembre risultava consolidato il possesso di solo una porzione della Trincea ad ipsilon.
Ancora a riposo tra il 20 novembre e il 12 dicembre, la Brigata ritornò in linea nelle medesime posizioni, impegnata in lavori di sistemazione e di approccio.
Nel corso del 1916 e fino alla Battaglia di Gorizia, la Brigata Chieti si alternò con la Barletta in turni di linea nelle posizioni di Polazzo e Redipuglia e periodi di riposo; svolse lavori di rafforzamento e condusse puntate offensive (in particolare, contro le posizioni del Ridottino e dei Monticelli Rossi), sostenendo sensibili perdite; si segnala l'azione del II Battaglione del 123° Reggimento, che portò alla riconquista della trincea di q. 70 di Selz del 29 giugno.