L'iscrizione è incisa su uno strato di malta che copre un reticolo di consolidamento della parete della trincea.
L'autore, tale militare Mancin, ricorda la sua appartenenza al 77° Reggimento Fanteria della Brigata Toscana, che operò nel settore ad est di Monfalcone nei primi nove mesi del 1917 e che destinò suoi reparti ai lavori di consolidamento delle fortificazioni.
Fino al 12 agosto 1916 la prima linea austro-ungarica, partendo dal sistema difensivo del Monte Sei Busi, costeggiava la Quota Pelata e il Monte Cosich, lambiva le pendici del Monte Debeli e quindi raggiungeva le Quote 121, 85, 77 e 57, muniti capisaldi posti di fronte alla prima linea italiana. Ci furono reiterati e sanguinosi tentativi di conquista di queste posizioni che, nella giornata del 12 agosto 1916 vennero abbandonate definitivamente dagli Imperiali per occupare altre posizioni più arretrate e ritenute dai comandi austro-ungarici meglio difendibili. Le trincee del Cosich e del Debeli, dopo lavori di riattamento e ripristino, divennero capisaldi italiani e punti di partenza per gli attacchi alle posizioni di Quota 144 (Arupacupa).
Sull'Albo d'Oro dei Caduti della Grande Guerra è ricordato il Soldato Napoleone Mancin, Classe 1883, di Contarina (oggi Comune di Porto Viro, in Provincia di Rovigo), appartenente al 77° Reggimento Fanteria della Brigata Toscana, morto nel 1918 per malattia: che si tratti dell'autore dell'incisione?
La rappresentazione di tre ramoscelli di olivo può ritenersi espressiva di un moto di opinione contrario alla guerra che, nel 1917, toccò il culmine della diffusione anche nei ranghi del Regio Esercito.