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Iscrizione di nominativo di militare - Rese di Scorluzzo

Settore: Stelvio - Ortler-Cevedale

Codici

Codice
000686
ESC - Ente Schedatore
Gruppo Storico Friuli Collinare - Museo della Grande Guerra di Ragogna

OG - Oggetto

OGTT - Tipo oggetto
Iscrizione
OGTE - Epoca origine
Bellica

LC - Localizzazione

PVCS - Stato
Italia
PVCR - Regione
Lombardia
PVCP - Provincia
Sondrio
PVCC - Comune
Sondrio
PVCL - Località principale
Rese di Scorluzzo
PVSL - Località specifica
Rese Alte di Scorluzzo
PVSO - Localizzazione attuale
In situ

LS - Localizzazione storica

LTSS - Settore
Stelvio - Ortler-Cevedale
LTST - Toponimo storico località principale
Rese di Scorluzzo
LTSL - Toponimo storico località specifica
Rese Alte di Scorluzzo

AU - Autore

ESBS - Stato belligerante
Regno d'Italia
ESBE - Forza Armata
Regio Esercito Italiano

RE - Notizie storiche

RENN - Notizia storica

Improvvidamente abbandonata dagli italiani, la cima dello Scorluzzo (3.095 m.) fu occupata dagli Austro-Ungarici il 4 giugno 1915, grazie a un'azione comandata dal Capitano dei Kaiserjäger, assegnato alla Gendarmeria, Andreas Steiner. Dopo la conquista, la linea difensiva avanzata imperiale correva quindi dalla Dreischprachenspitze (Cima Garibaldi / Piz das Trais Lenguas) alla Hohe Schneide (Monte Cristallo), passando appunto per lo Scorluzzo e la Nagler Spize (Punta del Chiodo).
Per fronteggiare le posizioni imperiali sullo Scorluzzo, gli Italiani realizzarono gli importanti sbarramenti difensivi del Filone dei Môt e delle Rese, quest'ultimo articolato in due sezioni: Rese Basse, appena sopra la IV Cantoniera, e Alte, a ridosso della cima dello Scorluzzo.

 

Il complesso fortificato delle Rese Alte, dove compare l'epigrafe qui presentata, era costituito dalle opere di prima linea ai piedi del Monte Scorluzzo e da fabbricati a servizio, protetti dalla cresta sovrastante. Era raggiungibile dalla III Cantoniera, passando per le Rese Basse, o dalla Chiesetta di San Ranieri, dalla quale partiva una mulattiera con numerosi e stretti tornanti. Era altresì collegato con due teleferiche dal Pian di Scorluzzo. La prima si staccava a lato della mulattiera, a q. 2550, e con un'unica campata superava i 250 metri di livello sino a q. 2803. A tale posizione giungeva anche il secondo impianto, con stazione a valle circa a q. 2620, poco distante dalla riva orografica destra del Rio di Scorluzzo, dove sono ancora visibili due ridottine semicircolari.

Il Tenente Arnaldo Berni ha lasciato testimonianza di lavori di realizzazione di tali strutture e della continua opera di disturbo degli Austro-Ungarici, dalle loro posizioni dominanti.
Così scriveva dalla III Cantoniera il 5 febbraio 1916: "Miei cari tutti: mai fui e sarò così grande! Dovete sapere che oggi copro tre importantissime cariche: 1) Comando di Distaccamento della III Cantoniera col Piccolo Posto delle Rese, il più avanzato della zona. 2) Dirigo i grandi lavori stradali che si stanno facendo per portare i cannoni di grosso calibro alle Rese, essendo andato in licenza il tenente del Genio che li dirigeva. 3) Comando la Sezione Fotoelettrica del settore Stelvio, essendo andato in licenza l'ufficiale specialista d'artiglieria che la comanda. ... Pure anche col maltempo noi non restiamo oziosi. Anzi proprio oggi cominciamo un grande lavoro alle Rese. Si tratta di nostre gallerie nella roccia, ricoveri per soldati, viveri, munizioni, trincee tutte in roccia per poter meglio resistere ai colpi dell'artiglieria nemica, perché fino ad ora, per quanti lavori si siano fatti ce li hanno sempre buttati giù. Vedremo ora. E' un lavoro grandioso ed io ne ho la direzione. Da militare si deve saper fare di tutto, e specialmente gli ufficiali degli alpini devono essere onnipotenti. Se dopo la guerra verremo quassù insieme, vi farò vedere le mie opere stradali ed edilizie".

 

RENF - Fonte
Belotti Walter, DALLO STELVIO AL GARDA ALLA SCOPERTA DEI MANUFATTI DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE, Vol.2, Museo della Guerra Bianca in Adamello 1915-1918, 2004.Belotti Walter, LE TESTIMONIANZE DELLA GRANDE GUERRA NEL SETTORE BRESCIANO DEL PARCO NAZIONALE DELLO STELVIO, Museo della Guerra Bianca in Adamello, Temù 2001.Magrin Giuseppe (a cura di), IL CAPITANO SEPOLTO NEI GHIACCI, Editrice Alpinia, Bormio 2012.von Lempruch Anton, DER KÖNIG DER DEUTSCHEN ALPEN UND SEINE HELDEN, in "Ortlerkämpfe 1915-1918" (a cura di Golowitsch Helmut), Verlag Buchdienst Südtirol, Nürnberg 2005.von Lempruch Anton, DER KÖNIG DER DEUTSCHEN ALPEN UND SEINE HELDEN, in "Ortles - La guerra tra i ghiacci e le stesse" (a cura di Pozzato Paolo e Volpato Paolo), Itinera Progetti, Bassano del Grappa 2005.

TE - Testo epigrafe

LSIL - Lingua
Italiano
LSCT - Categoria
Prevalentemente individuale
LSII - Trascrizione testo graffito
Salon F
LSIO - Trascrizione testo originale
Salon F
LSIN - Interpretazione
Salon F
LSIC - Tecnica di costruzione
Incisione in cavo
LSIM - Materiali utilizzati
Cemento
LSDM - Dimensioni
Molto piccola

CO - Stato di conservazione

STCC - Stato di conservazione
Parzialmente danneggiato

DO - Fonti e documenti di riferimento

CM - Compilazione e aggiornamenti

CMPR - Ruolo interventoCMPN - NomeCMPD - Data
Foto diSergio Cassia27/06/2021
RilevamentoDiego Cassia, Sergio Cassia27/06/2021
RitrovamentoDiego Cassia, Sergio Cassia27/06/2021
Notizia storicaSergio Cassia11/07/2021
InserimentoSergio Cassia11/07/2021

AN - Annotazioni

Gallery

  • a. L'iscrizione di nominativo di militare
  • b. L'iscrizione presso q. 2803; sullo sfondo l'Ortler e lo Scorluzzo
  • c. L'epigrafe prima dell'evidenziazione
  • e. Un'iscrizione a reticolo presso i baraccamenti di q. 2620
  • f. Le Rese Alte di Scorluzzo
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