La Val San Liberale costituiva un fondamentale centro logistico a supporto dell'Armata del Grappa; ospitava baraccamenti, postazioni di artiglieria (con direzione di tiro verso la Val delle Mure e i Solaroli) ed era collegata alle strutture in quota da numerose mulattiere, cinque impianti a fune e uno dei più grandi impianti idrici del Massiccio, capace di pompare la preziosa risorsa per più di 1.100 metri di dislivello.
Attesa la notoria scarsità di sorgenti naturali in quota, ogni piccola fonte doveva essere sfruttata; di tale fondamentale esigenza è testimonianza la vaschetta qui presentata, capace di captare una modesta, ma essenziale vena d'acqua lungo l'erto percorso verso la cima.
L'iscrizione in oggetto è opera della 689ª Centuria Lavoratori, un reparto di militari addetti prevalentemente a lavori edilizi, di scavo, di falegnameria, di riordino, di trasporto e simili, avente per centro di mobilitazione il 2° Distretto (Piacenza).
In generale, le Centurie Lavoratori vennero concepite a fine gennaio 1916 come reparti addetti al lavoro, formati da 100 militari (da cui la denominazione) e comandati da ufficiali del genio di milizia territoriale, possibilmente laureati in ingegneria. Le prime Centurie Lavoratori si costituirono nel febbraio del 1916, con i soldati della terza categoria della Classe 1881, di professione sterratori, falegnami, muratori e affini. Le notevoli esigenze di manodopera favorirono un rapido sviluppo e un grande incremento delle Centurie Lavoratori. Per completarne gli organici, già dall'aprile del 1916 si impiegarono uomini appartenenti a categorie e classi diverse da quelle anzidette, pur scelti fra il personale non idoneo o poco atto alle fatiche di guerra di tutte le classi e categorie, già riformato, di classi anziana, di terza categoria oppure presente presso i battaglioni di Milizia Territoriale dislocati in Paese e avente attitudine ai lavori di terrazziere e manovale. Le Centurie Lavoratori venivano formate e alimentate dai distretti militari/di reclutamento o dai depositi reggimentali di varie Armi. Sovente, risultavano amministrate dalle compagnie del Genio a cui venivano aggregate e distribuite sul fronte direttamente dal Comando d'Armata o di Corpo d'Armata autonomo, a seconda delle necessità. Alla fine del 1916 risultavano costituite 821 Centurie Lavoratori, tutte dislocate nella zona di guerra per attendere a lavori di difesa e lavori infrastrutturali.