Iscrizione lasciata il 3 gennaio 1917 da soldati della 544ª Centuria Lavoratori, appartenenti alla terza categoria della classe 1879, provenienti dai Distretti di Reggio Emilia (57°) e di Padova (7°).
La 544ª Centuria Lavoratori era un reparto di militari addetti prevalentemente a lavori edilizi, di scavo, di falegnameria, di riordino, di trasporto e simili, avente per centro di mobilitazione il 2° Distretto (Piacenza). In generale, le Centurie Lavoratori vennero concepite a fine gennaio 1916 come reparti addetti al lavoro, formati da 100 militari (da cui la denominazione) e comandati da ufficiali del genio di milizia territoriale, possibilmente laureati in ingegneria. Le prime Centurie Lavoratori si costituirono nel febbraio del 1916, con i soldati della terza categoria della Classe 1881, di professione sterratori, falegnami, muratori e affini. Le notevoli esigenze di manodopera favorirono un rapido sviluppo e un grande incremento delle Centurie Lavoratori. Per completarne gli organici, già dall'aprile del 1916 si impiegarono uomini appartenenti a categorie e classi diverse da quelle anzidette, pur scelti fra il personale non idoneo o poco atto alle fatiche di guerra di tutte le classi e categorie, già riformato, di classi anziana, di terza categoria oppure presente presso i battaglioni di Milizia Territoriale dislocati in Paese e avente attitudine ai lavori di terrazziere e manovale. Le Centurie Lavoratori venivano formate e alimentate dai distretti militari/di reclutamento o dai depositi reggimentali di varie Armi. Sovente, risultavano amministrate dalle compagnie del Genio a cui venivano aggregate e distribuite sul fronte direttamente dal Comando d'Armata o di Corpo d'Armata autonomo, a seconda delle necessità. Alla fine del 1916 risultavano costituite 821 Centurie Lavoratori, tutte dislocate nella zona di guerra per attendere a lavori di difesa e lavori infrastrutturali.
Malga dei Busi fu un importante centro logistico per il settore del Monte Pasubio. Verso la fine di luglio 1916 venne costruita una centrale di produzione d'aria compressa, azionata mediante un motore Diesel, per alimentare i martelli pneumatici, permettendo così di realizzare lavoro di scavo in quota (gallerie e fori di mina, trincee e camminamenti, ricoveri e postazioni); attraverso quattro tubazioni primarie, la centrale consentiva il funzionamento dei perforatori nelle zone di Porte del Pasubio (dove oggi sorge il Rifugio Achille Papa), di Fontana d'Oro, della testata di Val Camossara e della Bella Laita.
Dal maggio 1917 entrò in funzione anche un secondo impianto, in parallelo al primo. La scelta di realizzare la centrale presso Malga dei Busi fu probabilmente presa in ragione della presenza di una sorgente d'acqua, necessaria al raffreddamento dei motori; l'acqua, così riscaldata, poteva poi essere impiegata dalle truppe a riposo per lavarsi. Sempre grazie a quell'abbondante sorgente, dalla fine di aprile del 1917 venne garantito l'approvvigionamento idrico anche in quota, attraverso una tubazione risalente il canalone di Fontana d'Oro. Nei pressi di Malga dei Busi, venne infine realizzata una cabina di smistamento e trasformazione dell'energia elettrica.