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Iscrizione dell'anno 1917 - Rese di Scorluzzo

Settore: Stelvio - Ortler-Cevedale

Codici

Codice
000687
ESC - Ente Schedatore
Gruppo Storico Friuli Collinare - Museo della Grande Guerra di Ragogna

OG - Oggetto

OGTT - Tipo oggetto
Iscrizione
OGTE - Epoca origine
Bellica

LC - Localizzazione

PVCS - Stato
Italia
PVCR - Regione
Lombardia
PVCP - Provincia
Sondrio
PVCC - Comune
Sondrio
PVCL - Località principale
Rese di Scorluzzo
PVSL - Località specifica
Rese Basse di Scorluzzo
PVSO - Localizzazione attuale
In situ

LS - Localizzazione storica

LTSS - Settore
Stelvio - Ortler-Cevedale
LTST - Toponimo storico località principale
Rese di Scorluzzo
LTSL - Toponimo storico località specifica
Rese Basse di Scorluzzo

AU - Autore

ESBS - Stato belligerante
Regno d'Italia
ESBE - Forza Armata
Regio Esercito Italiano

RE - Notizie storiche

RENN - Notizia storica
Improvvidamente abbandonata dagli italiani, la cima dello Scorluzzo (3.095 m.) fu occupata dagli Austro-Ungarici il 4 giugno 1915, grazie a un'azione comandata dal Capitano dei Kaiserjäger, assegnato alla Gendarmeria, Andreas Steiner. Dopo la conquista, la linea difensiva avanzata imperiale correva quindi dalla Dreischprachenspitze (Cima Garibaldi / Piz das Trais Lenguas) alla Hohe Schneide (Monte Cristallo), passando appunto per lo Scorluzzo e la Nagler Spize (Punta del Chiodo).
Per fronteggiare le posizioni imperiali sullo Scorluzzo, gli Italiani realizzarono gli importanti sbarramenti difensivi del Filone dei Môt e delle Rese, quest'ultimo articolato in due sezioni: Rese Basse, appena sopra la IV Cantoniera, e Alte, a ridosso della cima dello Scorluzzo.
L'iscrizione qui presentata compare all'ingresso di una galleria ricovero nel complesso fortificato delle Rese Basse, in cui sono tutt'ora individuabili trincee, baraccamenti in pietra, gallerie ricovero, una cannoniera in galleria per 6 pezzi (con aperture dominanti l'alta Valle del Braulio e il Passo dello Stelvio) e postazioni d'artiglieria all'aperto. Il complesso era servito da una larga strada militare che, partendo poco sotto la III Cantoniera, raggiungeva iil sito con 6 tornanti e uno sviluppo di circa 2,5 chilometri. Il Tenente Arnaldo Berni ha lasciato testimonianza di lavori di realizzazione di tali strutture e della continua opera di disturbo degli Austro-Ungarici, dalle loro posizioni dominanti.
Così scriveva dalla III Cantoniera il 5 febbraio 1916: "Miei cari tutti: mai fui e sarò così grande! Dovete sapere che oggi copro tre importantissime cariche: 1) Comando di Distaccamento della III Cantoniera col Piccolo Posto delle Rese, il più avanzato della zona. 2) Dirigo i grandi lavori stradali che si stanno facendo per portare i cannoni di grosso calibro alle Rese, essendo andato in licenza il tenente del Genio che li dirigeva. 3) Comando la Sezione Fotoelettrica del settore Stelvio, essendo andato in licenza l'ufficiale specialista d'artiglieria che la comanda. ... Pure anche col maltempo noi non restiamo oziosi. Anzi proprio oggi cominciamo un grande lavoro alle Rese. Si tratta di nostre gallerie nella roccia, ricoveri per soldati, viveri, munizioni, trincee tutte in roccia per poter meglio resistere ai colpi dell'artiglieria nemica, perché fino ad ora, per quanti lavori si siano fatti ce li hanno sempre buttati giù. Vedremo ora. E' un lavoro grandioso ed io ne ho la direzione. Da militare si deve saper fare di tutto, e specialmente gli ufficiali degli alpini devono essere onnipotenti. Se dopo la guerra verremo quassù insieme, vi farò vedere le mie opere stradali ed edilizie".

 

RENF - Fonte
Belotti Walter, DALLO STELVIO AL GARDA ALLA SCOPERTA DEI MANUFATTI DELLA PRIMA GUERRA MONDIALE, Vol.2, Museo della Guerra Bianca in Adamello 1915-1918, 2004.Belotti Walter, LE TESTIMONIANZE DELLA GRANDE GUERRA NEL SETTORE BRESCIANO DEL PARCO NAZIONALE DELLO STELVIO, Museo della Guerra Bianca in Adamello, Temù 2001.Magrin Giuseppe (a cura di), IL CAPITANO SEPOLTO NEI GHIACCI, Editrice Alpinia, Bormio 2012.von Lempruch Anton, DER KÖNIG DER DEUTSCHEN ALPEN UND SEINE HELDEN, in "Ortlerkämpfe 1915-1918" (a cura di Golowitsch Helmut), Verlag Buchdienst Südtirol, Nürnberg 2005.von Lempruch Anton, DER KÖNIG DER DEUTSCHEN ALPEN UND SEINE HELDEN, in "Ortles - La guerra tra i ghiacci e le stesse" (a cura di Pozzato Paolo e Volpato Paolo), Itinera Progetti, Bassano del Grappa 2005.
REVI - Data
1917/00/00

TE - Testo epigrafe

LSIL - Lingua
Italiano
LSII - Trascrizione testo graffito
1917
LSIO - Trascrizione testo originale
1917
LSIN - Interpretazione
1917
LSIC - Tecnica di costruzione
Incisione in cavo
LSIM - Materiali utilizzati
Pietra
LSDM - Dimensioni
Piccola

CO - Stato di conservazione

STCC - Stato di conservazione
Integro

DO - Fonti e documenti di riferimento

CM - Compilazione e aggiornamenti

CMPR - Ruolo interventoCMPN - NomeCMPD - Data
Foto diSergio Cassia27/06/2021
RilevamentoDiego Cassia, Sergio Cassia27/06/2021
RitrovamentoDiego Cassia, Sergio Cassia27/06/2021
Notizia storicaSergio Cassia11/07/2021
InserimentoSergio Cassia11/07/2021

AN - Annotazioni

OSS - Osservazioni
All'ingresso della galleria su cui compare l'iscrizione descritta era collocata una targa, ora scomparsa; ne rimane solo la sagoma in cavo.

Gallery

  • a. L'iscrizione dell'anno 1917
  • b. L'epigrafe prima dell'evidenziazione
  • c. L'ingresso della galleria con l'iscrizione
  • d. La sagoma in cavo della targa scomparsa
  • e. L'ingresso della galleria con l'iscrizione
  • f. Ora e allora: i baraccamenti delle Rese Basse di Scorluzzo e la IV Cantoniera
  • g. L'arco a tutto sesto con pietre disposte a conci all'ingresso della galleria cannoniera
  • h. L'ampia strada militare alle Rese Basse
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