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Iscrizione dell'anno 1917 - Quota Pascoli

Settore: Carnia - Medio Gail

Codici

Codice
004086
ESC - Ente Schedatore
Gruppo Storico Friuli Collinare - Museo della Grande Guerra di Ragogna

OG - Oggetto

OGTT - Tipo oggetto
Iscrizione
OGTE - Epoca origine
Bellica

LC - Localizzazione

PVCS - Stato
Italia
PVCR - Regione
Friuli Venezia Giulia
PVCP - Provincia
Udine / Udin
PVCC - Comune
Forni Avoltri / For Davôtri
PVCL - Località principale
Quota Pascoli
PVSO - Localizzazione attuale
In situ

LS - Localizzazione storica

LTSS - Settore
Carnia - Medio Gail
LTST - Toponimo storico località principale
Quota Pascoli
LTPE - Altra denominazione
Quota 1985 (Bordaglia)

AU - Autore

ESBS - Stato belligerante
Regno d'Italia
ESBE - Forza Armata
Regio Esercito Italiano

RE - Notizie storiche

RENN - Notizia storica

L'iscrizione rimanda con ogni probabilità all'anno di approntamento della caverna che la ospita. Tale caverna ha un'apertura verso il Lago Bordaglia e la provenienza da Passo Giramondo, e due aperture per mitragliatrice a battere le provenienze dal Passo Val d'Inferno.

 

Quota Pascoli - promontorio che guarda verso Passo Val d'Inferno, sovrasta il versante nord del Lago Bordaglia ed è a sua volta sovrastato da Creta Bordaglia - non fu presidiato stabilmente all'inizio della guerra.

Nel 1916 venne presidiato dagli Italiani in un primo momento solo nelle ore notturne, poi invece più stabilmente, visti i frequenti tentativi di colpi di mano austriaci; vide quali principali protagonisti il X Battaglione Bersaglieri Ciclisti (fino ai primi di gennaio 1917) e la Compagnia Volontari Alpini Gemona (fino a inizio dicembre 1916). La quota infatti è dedicata alla memoria del sottotenente Pascoli Salvatore del X Battaglione Bersaglieri Ciclisti, che vi cadde in un'azione dimostrativa il 23 giugno 1916.

Vi prestarono servizio anche il II Battaglione del 147° Reggimento Fanteria ed il 10° Reggimento Fanteria (fine ottobre 1916-fine febbraio 1917). Nel 1917 vi furono adibiti il 19° Reggimento Bersaglieri e la 1046^ Compagnia Mitragliatrici, ai quali si può probabilmente attribuire la paternità dell'iscrizione, in quanto presenti sulla quota nel 1917 fino alla ritirata di Caporetto.

 

Nel corso del tempo, sulla quota furono collocate a periodi alterni diverse armi automatiche, tra cui una delle due mitragliatrici Colt in dotazione alla Compagnia Volontari Alpini Gemona e la sezione pistole mitragliatrici Fiat del II Battaglione del 147° Reggimento Fanteria; vi fu collocato anche un lanciabombe Thevenot, che finì per esplodere il 2 ottobre 1916 (feriti il volontario alpino Boezio Oggero ed un bersagliere ciclista). A inizio febbraio 1917 risulta sul posto una mitragliatrice Colt da posizione, non assegnata a reparti. Il 4 febbraio 1917 un pattuglione austriaco di 60 uomini sopraffece le vedette (10° Reggimento Fanteria), fece prigionieri 25 soldati e 1 ufficiale, sottraendo anche la mitragliatrice Colt ed un lanciabombe, prima di essere messo in fuga. Seguì un'inchiesta dal Comando Zona Carnia che, per l'accaduto, ritenne colpevoli gli Italiani fatti prigionieri e li condannò in contumacia per essersi arresi al nemico.

 

Si riporta l'interessante testimonianza di uno dei volontari alpini, che dimostra l'estrema importanza delle postazioni di mitragliatrici presenti sulla quota: “Una notte, avendo davanti una pattuglia nemica, dopo una scaramuccia tale arma venne per precauzione puntata sulla porta d’ingresso dell’appostamento, così da poterci difendere più agevolmente. Simile precauzione fu sperimentata con felice esito dai fanti del 10° reggimento quando gli austriaci, d’inverno, circondarono la quota e, pugnalata la vedetta, presero prigionieri tutti gli uomini del presidio, ad eccezione di quelli addetti alla mitragliatrice, che poterono ritirarsi iniziando un fuoco continuo con l’arma.”. L'evento è aderente a quello del febbraio 1917, quando i volontari alpini non erano più in quel tratto di fronte e dunque ne vennero a conoscenza in maniera indiretta.

RENF - Fonte
Giampaoli Pierluigi, LA GRANDE GUERRA IN VAL DEGANO, Aviani&Aviani Editori, Udine 2012.Siega Marco, COMPAGNIA VOLONTARI ALPINI GEMONA, Aviani&Aviani Editori, Udine 2018.

TE - Testo epigrafe

LSIL - Lingua
Italiano
LSCT - Categoria
Data
LSII - Trascrizione testo graffito
1917
LSIO - Trascrizione testo originale
1917
LSIN - Interpretazione
1917
LSIC - Tecnica di costruzione
Incisione in cavo
LSIM - Materiali utilizzati
Pietra
LSDM - Dimensioni
Piccola

CO - Stato di conservazione

STCC - Stato di conservazione
Integro

DO - Fonti e documenti di riferimento

CM - Compilazione e aggiornamenti

CMPR - Ruolo interventoCMPN - NomeCMPD - Data
Foto diMarco Siega27/07/2025
RilevamentoMarco Siega27/07/2025
RitrovamentoMarco Siega27/07/2025
Notizia storicaMarco Siega02/08/2025
InserimentoMarco Siega02/08/2025

AN - Annotazioni

Gallery

  • a. L'iscrizione dell'anno 1917
  • b. Particolare dell'iscrizione prima dell'evidenziazione
  • c. Particolare dell'iscrizione dopo l'evidenziazione
  • d. Visuale dell'iscrizione con due rami di caverna
  • e. Insieme della postazione in direzione del Lago Bordaglia, con l'ingresso della caverna
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