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Iscrizione del Soldato Ferro D., Classe 1886 - Cima di Terrarossa

Settore: Valli del Fella - Tarvisiano - Basso Gail

Codici

Codice
003304
ESC - Ente Schedatore
Gruppo Storico Friuli Collinare - Museo della Grande Guerra di Ragogna

OG - Oggetto

OGTT - Tipo oggetto
Iscrizione
OGTE - Epoca origine
Bellica

LC - Localizzazione

PVCS - Stato
Italia
PVCR - Regione
Friuli Venezia Giulia
PVCP - Provincia
Udine / Udin
PVCC - Comune
Chiusaforte / Scluse
PVCL - Località principale
Cima di Terrarossa
PVSL - Località specifica
Forca di Terrarossa
PVSO - Localizzazione attuale
In situ

LS - Localizzazione storica

LTSS - Settore
Valli del Fella - Tarvisiano - Basso Gail
LTST - Toponimo storico località principale
Cima di Terra Rossa
LTPE - Altra denominazione
Cima Terra Rossa
LTSL - Toponimo storico località specifica
Cima di Terra Rossa - Scharte

AU - Autore

ESBS - Stato belligerante
Regno d'Italia
ESBE - Forza Armata
Regio Esercito Italiano

RE - Notizie storiche

RENN - Notizia storica

Iscrizione lasciata il 14 agosto 1916 da parte di un non meglio identificato Soldato Ferro D., Classe 1896, sul muro paraschegge posto a rinforzo di un ricovero incavernato. Molto probabilmente, il soldato ventenne autore dell'incisione fu anche il costruttore dell'opera muraria in oggetto.

Il cognome Ferro risulta diffuso in tutta l'Italia e, particolarmente, nelle regioni settentrionali. Sfogliando l'Albo d'Oro dei Militari Caduti nella Guerra Nazionale 1915-1918, non emergono nominativi di Caduti aventi dati sovrapponibili.

 

La Cima di Terrarossa fu mantenuta dalle truppe italiane durante i primi anni di guerra, dall'inizio del conflitto ai giorni della ritirata di Caporetto. Essa garantiva il dominio tattico sulla Spragna e una buona osservazione sopra le posizioni austro-ungariche della Val Saisera, dello Schwarzenberg e del massiccio dello Jôf Fuart. Il suo possesso favoriva anche il controllo delle impervie pareti settentrionali-orientali che caratterizzano l'intera cresta compresa fra lo Jôf di Montasio e il Cregnedul, lungo cui correva la prima linea italiana; tali pareti saltuariamente venivano scalate dalle pattuglie imperiali, con intenti di ricognizione e di disturbo ai danni degli insediamenti italiani posti sulle vette e forcelle sommitali.

Segnatamente, dalla Forca di Terrarossa precipita verso est sulla Spragna l'impressionante canalone della Huda Paliza. Per quanto ripido, pauroso e opponente difficoltà alpinistiche nella parte alta, questo burrone costituisce il più facile e diretto passaggio naturale che consente di valicare la cresta del Montasio, anche d'inverno (s'intende con adeguate attrezzatura e abilità alpinistiche; oggi è noto per il blasonato e severo itinerario di sci alpinismo che lo percorre). Ecco spiegato come, fra il 1915 e il 1917, la Huda Paliza rappresentasse un possibile itinerario di attacco per gli alpieri austro-ungarici, da sorvegliare costantemente per parte delle compagini italiane dislocate sulle Forca e Cima di Terrarossa; e come fosse proprio il canalone della Huda Paliza a incrementare il valore tattico difensivo delle citate posizioni d'alta quota, che lo dominavano direttamente dalla sua la testata morfologica.

Le guarnigioni che per quasi due anni e mezzo si alternarono nel presidio della Cima di Terrarossa, così come quelle deputate alla difesa delle posizioni dello Jôf di Montasio, di Cima Verde, di Forca da lis Sieris, del Buinz e di tutto l'aspro crinale roccioso che si estende verso il Cregnedul, erano composte in parte prevalente da truppe alpine (grossomodo, fino alla metà del 1916 appartenenti al 1° Reggimento Alpini, successivamente e fino al 27-28 ottobre del 1917 all'8° Reggimento Alpini). Fra loro spiccavano le squadre dei reparti specializzati, come i plotoni skiatori, i plotoni pattugliatori e i plotoni guide.

Seppure non coinvolto dalla "battaglia di materiali" e dagli assalti in massa  che hanno insanguinato tragicamente altri fronti, questo settore di alta montagna richiese alle truppe che lo calcarono sforzi non comuni, oltre alla robustezza, all'addestramento, all'organizzazione logistica e a tutte le capacità necessarie per sopravvivere e agire in un contesto ambientale difficile. Ciò valse soprattutto nelle stagioni fredde, quando si susseguivano temperature rigidissime, copiose nevicate e letali slavine, come in una lettera del 13 marzo 1916 concludeva l'allora Sottotenente Giuseppe Garrone (allora comandante di un plotone skiatori del 1° Reggimento Alpini, figura destinata a diventare un simbolo dell'eroismo alpino - Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria): "Ancora non sono uscito a perlustrare la zona, perché infuria il maltempo, e dall'alto dei monti scrosciano giù a valle, devastando ogni cosa nel loro passaggio, continue valanghe. Si ha come l'impressione quassù che quest'ira di Dio non debba più cessare".

RENF - Fonte
Archivio privato di Davide Tonazzi: ZONA CARNIA (XII° CORPO D’ARMATA), SCHIZZO DELLE LINEE SUCCESSIVE DI DIFESA E DOCUMENTI ALLEGATI CIRCA LA SISTEMAZIONE DIFENSIVA, OTTOBRE 1917.Garrone Eugenio, Garrone Giuseppe, LETTERE E DIARI DI GUERRA 1914-1918, a cura di Alessandro Galante Garrone e Virginia Galante Garrone, Garzanti Editore, Milano 1974.https://www.vecio.it/cms/eroi/capitano-giuseppe-garroneKugy Julius, LA MIA GUERRA NELLE GIULIE, in tre lingue, a cura di Davide Tonazzi, Edizioni Saisera, Tavagnacco 2008.Lukas Hans, DER KRIEG AN KÄRNTENS GRENZE 1915 - 1917, Lenkam Verlag, Graz 1938.Marini Dario, Galli Mario, ALPI GIULIE OCCIDENTALI, Società Alpina delle Giulie Sezione di Trieste del CAI, Trieste 1977.Ministero della Guerra, RIASSUNTI STORICI DEI CORPI E COMANDI DELLA GUERRA 1915 - 1918, ALPINI, Libreria dello Stato, Roma 1930 - 1931.Nau Norbert, DER KRIEG IN DER WISCHBERGGRUPPE, Leykam Verlag, Graz 1937.Pallasmann Karl, Tonazzi Davide, KRIEGSWEGE - SENTIERI DI GUERRA, Edizioni Saisera, Udine 2016.Pascoli Marco, Teot Luigi, Vazzaz Andrea, O LA'... O ROMPI, STORIA DELL'8° REGGIMENTO ALPINI, Aviani & Aviani Editori, Udine 2020.Scolè Pierluigi (a cura di), DEGNI DELLE GLORIE DEI NOSTRI AVI - ALPINI E ARTIGLIERI DA MONTAGNA DECORATI NELLA GRANDE GUERRA, Centro Studi Associazione Nazionale Alpini, Milano 2019.www.cadutigrandeguerra.it
REVI - Data
1916/08/14

TE - Testo epigrafe

LSIL - Lingua
Italiano
LSCT - Categoria
Classe di nascita; Data; Prevalentemente individuale
LSII - Trascrizione testo graffito
Soldato
Ferro D
Classe 1896
il 14-8-16
LSIO - Trascrizione testo originale
Soldato
Ferro D
Classe 1896
il 14-8-16
LSIN - Interpretazione
Soldato Ferro D (D rappresenta l'iniziale del nome proprio)
Classe 1896
il 14 agosto 1916
LSIC - Tecnica di costruzione
Incisione in cavo
LSIM - Materiali utilizzati
Cemento
LSDM - Dimensioni
Piccola

CO - Stato di conservazione

STCC - Stato di conservazione
Integro

DO - Fonti e documenti di riferimento

CM - Compilazione e aggiornamenti

CMPR - Ruolo interventoCMPN - NomeCMPD - Data
RitrovamentoDino Ceschia, Aldo Pascoli, Marco Pascoli02/10/2014
Foto diMarco Pascoli02/10/2014
RilevamentoDino Ceschia, Aldo Pascoli, Marco Pascoli02/10/2014
InserimentoSergio Cassia, Giorgio Pisaniello02/04/2022
Foto diSergio Cassia03/09/2023
Notizia storicaMarco Pascoli26/08/2025

AN - Annotazioni

OSS - Osservazioni
Si noti come nell'espressione della data, il numero "14" sia stato reso senza lasciare uno spazio fra 1 e 4 (anzi agganciando tout court il carattere dell'1 a quello del 4). Invero, questa particolarità potrebbe generare un dubbio sulla corretta interpretazione della data: 14 o 4 agosto 1916

Gallery

  • a. L'iscrizione del Soldato Ferro D., classe 1886
  • b. L'iscrizione all'esterno di un ricovero
  • c. L'epigrafe prima dell'evidenziazione
  • d. L'iscrizione nel 2014
  • e. L'iscrizione all'esterno di un ricovero incavernato
  • f. L'orrido canalone della Huda Paliza, dalla Forca di Terrarossa; sullo sfondo lo Jôf Fuart e le Cime Castrein
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