L'interessante iscrizione testimonia l'impiego di prigionieri di guerra russi nella costruzione del cimitero militare di Unterbreth (ora Log pod Mangartom).
Il cimitero militare di Log è dedicato ai difensori del Monte Rombon e ai caduti nelle battaglie della conca di Plezzo, deceduti nell'ospedale militare allestito in paese.
Al centro del cimitero spicca l'imponente opera dello scultore praghese Ladislav Kofránek. Essa riproduce, con grande dettaglio, un fante bosniaco e un tiratore di montagna austriaco: le due figure tendono lo sguardo in alto, verso il monte che difesero valorosamente e per il quale caddero i soldati sepolti nel cimitero.
Sul basamento in roccia del monumento sono presenti targhe in serbo-croato (in corrispondenza del fante bosniaco), tedesco (sulla parte anteriore) e in sloveno (in corrispondenza del tiratore di montagna) e gli acronimi dei reparti che combatterono su Rombon e nella conca di Plezzo. Sempre sul basamento in roccia è indicato l'autore della struttura del monumento e, verosimilmente, della sistemazione dell'intero cimitero: la Quartiermeister Abteilung della 10ª Divisione (i Reparti quartiermastri erano incaricati del sostentamento logistico del Comando d'Armata).
Il cimitero, articolato in quattro terrazze alle spalle del monumento e una davanti allo stesso, accoglie almeno 834 sepolture, individuate da croci per i caduti di religione cristiana e, per quelli di fede musulmana, da nišan (lapidi verticali diffuse nelle aree di influenza turca).
Tra i caduti si annoverano fanti del k.u.k. Bosnisch-hercegovinische Infanterie Regiment Nr. 4, tiratori di montagna del K.K. Landwehr Infanterie Regiment Nr. 4 "Klagenfurt" e del Nr. 27 "Laibach" (poi K.K. Gebirgsschützen-Regimenter Nr. 1 e Nr. 2), fanti del K.K. Landsturm Bataillon Nr. 41, del K.K. Landwehr Infanterie Regiment Nr. 26 "Marburg", del K.u.K. Infanterie Regiment Nr. 7 "Graf von Khevenhüller" e del K.u.K.Infanterie Regiment Nr. 59 “Erzherzog Rainer”; sono infine presenti le tombe di alcuni tedeschi che presero parte all’attacco del 24 ottobre 1917 e di prigionieri di guerra russi e serbi.
Amplius, cfr. scheda cod. 001286.