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Iscrizione del nominativo "Gervasoni" - Cima Capi

Settore: Giudicarie - Alto Garda - Vallagarina

Codici

Codice
004039
ESC - Ente Schedatore
Gruppo Storico Friuli Collinare - Museo della Grande Guerra di Ragogna

OG - Oggetto

OGTT - Tipo oggetto
Iscrizione
OGTE - Epoca origine
Bellica

LC - Localizzazione

PVCS - Stato
Italia
PVCR - Regione
Trentino-Alto Adige/Südtirol
PVCP - Provincia
Trento
PVCC - Comune
Ledro
PVCL - Località principale
Cima Capi
PVSO - Localizzazione attuale
In situ

LS - Localizzazione storica

LTSS - Settore
Giudicarie - Alto Garda - Vallagarina
LTST - Toponimo storico località principale
Cima Capi
LTPE - Altra denominazione
Monte Sperone; Quota 906
LTSL - Toponimo storico località specifica
Quota 700

AU - Autore

ESBS - Stato belligerante
Regno d'Italia
ESBE - Forza Armata
Regio Esercito Italiano

RE - Notizie storiche

RENN - Notizia storica

L'iscrizione - collocata su una esposta cengia affacciata sulla parte terminale della Val di Ledro e situata poche decine di metri al di sotto del caposaldo italiano di quota 700 - riporta il cognome "Gervasoni", con tutta verosimiglianza un militare assegnato al presidio o alla sistemazione dell'avamposto.

 

All'interno dell'Abschnitt Riva, facente parte del III Rayon Südtirol, Cima Rocca e Cima Capi costituivano gli ultimi formidabili baluardi della linea trincerata austroungarica sui crinali della Val di Ledro, collegate alle opere della Tagliata della Ponale (Ponalsperre) mediante le postazioni del Defensionmauer (quote 700, 550 e 500).
Cima Rocca, Cima Capi e il Defensionmauer vennero investiti dall'offensiva italiana condotta tra il 5 e il 21 aprile 1916 dagli alpini del Battaglione Val Chiese, dai bersaglieri dell’VIII Battaglione del 7° Reggimento e dai finanzieri del III Battaglione (coadiuvati dai fanti del 62° Reggimento della Brigata Sicilia ed da un reparto di Volontari Bresciani).

Nella prima fase dell’offensiva verso Cima Capi, gli Italiani riuscirono a conquistare quota 700 del Defensionmauer, con notevoli perdite.
Il cappellano militare don Primo Discacciati, assegnato all'Ospedaletto da campo n. 25 di Storo, restituisce nel suo diario alcune significative impressioni della battaglia: "le autolettighe continuano a sgombrare feriti" (6 aprile); "questa notte 42 nuovi feriti, conciati in tutti i modi" (9 aprile); "continuano ad arrivare truppe di rincalzo: fanteria, Alpini, finanzieri. L'azione verso Riva non va molto bene: gli Austriaci sono trincerati (sic) in gallerie e anche i nostri maggiori calibri non riescono a sloggiarli" (15 aprile).

L’azione verso la sovrastante quota 906 (Cima Capi o Sperone) ebbe invece luogo tra il 20 e il 21 aprile: gli alpini del Battaglione Val Chiese, sostenuti da due plotoni di bersaglieri, scalarono la parete rocciosa, con “salita difficoltosissima e … effettuata esclusivamente col concorso delle corde manilla” (così nel Diario storico militare del Battaglione Val Chiese).
Memorabile la descrizione dell'assalto fatta dal bersagliere Tenente Giuseppe Gabbin in una lettera al fratello (cfr. “Qui finisce l’odio del mondo”, cit.): "Si trattava di superare un piccolo dislivello di 200 metri per giungere di sorpresa sulle trincee nemiche. Il breve dislivello era allora rappresentato da una muraglia sola. Salimmo quindi a larghi intervalli, passando da una roccia all'altra, da una spaccatura ad una corda, sempre sospesi nel vuoto. Il buon Dio pensò ch'era conveniente qualche corroborante e fece imperversare su noi, per tutta la durata della scalata un diluvio di pioggia, neve, grandine e con esso sassi d'ogni misura ed un vento impetuoso. Col mio plotone di testa giunsi alla fine della salita dopo nove ore di fatica improba. Non c'erano che due vedette, mezzo addormentate, che senza essere in tempo di dare l'allarmi, fecero un volo di 800 metri cadendo a picco presso la bella Riva".
Dopo numerosi attacchi e contrattacchi la quota 906 venne brevemente conquistata: già alle ore 5, 30 del 21 aprile, tuttavia, gli attaccanti furono costretti a ripiegare sulle posizioni di quota 700.

RENF - Fonte
Castagna Annalisa, IL DISPERSO DI MONTE SPERONE, in "Forte Rivon" n. 9/2008, Associazione Ricercatori Storici "IV Novembre", Schio 2008.Colombo Dario, MEMORIE DI GUERRA DA BIACESA - DIARIO DEL FINANZIERE CELESTINO BOTTI, Ermanno Albertelli, Parma 2007.Discacciati Primo, MIO DIARIO DI GUERRA (a cura di Gianni Poletti), Gruppo storico culturale "Il Chiese", Storo 1989.Fava Domenico, Foglio Antonio, Grazioli Mauro, Ligasacchi Gianfranco (a cura di), LA GRANDE GUERRA NELL'ALTO GARDA - DIARIO STORICO MILITARE DEL III BATTAGLIONE DELLA REGIA GUARDIA DI FINANZA, Il Sommolago, Arco 2017.Fioroni Giovanni, LA VALLE DI LEDRO NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE, Edizioni Temi, Trento 2008.Ricciardi Francesco (a cura di), 1915-1916 CANNONI IN VAL DI LEDRO, Ricciardi & Associati, Roma 2014.Tamburini Arianna, Tavernini Lodovico, Ischia Marco, LA DIFESA SOTTERRANEA - IL "FESTUNGABSCHNITT", SETTORE FORTIFICATO DI RIVA, E LE SUE OPERE IN CAVERNA NELLA GRANDE GUERRA, Museo Civico Riva del Garda, 2007.Vecchiato Dino, Zanon Giampietro, QUI FINISCE L'ODIO DEL MONDO - LA GRANDE GUERRA NELLE MEMORIE E NELLE IMMAGINI DEL CAPITANO GIUSEPPE GABBIN, Ugo Mursia Editore, Milano 2005.
REVI - Data
1916/04/21
REVX - Validità
post

TE - Testo epigrafe

LSIL - Lingua
Italiano
LSII - Trascrizione testo graffito
GERVAƧONI
LSIO - Trascrizione testo originale
GERVAƧONI
LSIN - Interpretazione
Gervasoni
LSIC - Tecnica di costruzione
Incisione in cavo
LSIM - Materiali utilizzati
Pietra
LSDM - Dimensioni
Grande

CO - Stato di conservazione

STCC - Stato di conservazione
Integro

DO - Fonti e documenti di riferimento

BIB - Bibliografia che menziona il graffito
https://www.planetmountain.com/it/itinerari/il-re-del-lago-cima-capi.html

CM - Compilazione e aggiornamenti

CMPR - Ruolo interventoCMPN - NomeCMPD - Data
RitrovamentoBonanome Mattia, Della Casa Fabio16/08/2014
Notizia storicaSergio Cassia01/12/2024
Foto diSergio Cassia01/12/2024
RilevamentoDiego Cassia, Sergio Cassia01/12/2024
InserimentoSergio Cassia06/12/2024

AN - Annotazioni

Gallery

  • a. L'iscrizione del nominativo "Gervasoni"
  • b. L'iscrizione sulla esposta cengia poco sotto q. 700
  • c. Lo scavo per baraccamento adiacente alla cengia
  • d. Lo scavo per baraccamento adiacente alla cengia
  • e. L'epigrafe prima dell'evidenziazione
  • f. L'iscrizione sulla esposta cengia poco sotto q. 700
  • g. L'iscrizione sulla esposta cengia poco sotto q. 700
  • h. Scale in pietra poco sotto l'iscrizione, facenti parte dell'artidissimo sistema di camminamenti italiani al di sotto di q. 700
  • i. Cima Capi e, cerchiata, la spalla di q. 700
  • j. Quota 700 di Cima Capi
  • k. Cima Capi e Cima Rocca
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