Settore: Basso Isonzo - Carso
Munitions Höhle (Grotta delle Munizioni)
L'iscrizione si rinviene all'ingresso di un'insieme di cavità, artificialmente collegate tra loro, che si aprono in una dolina di forma ovale, di circa 20 metri sull'asse est-ovest e di circa 10 metri su quello nord-sud. Il fondo è quotato 316 metri sul livello del mare.
Per la descrizione degli approntamenti realizzati dall'Esercito austro-ungarico durante la guerra, cfr. infra.
I rilievi della dolina e della cavità (immagini all. o. e p.) sono stati effettuati da Guglielmo Esposito e Paolo Omari.
L'iscrizione del militare austro-ungarico di (verosimile) origine polacca I. Kosz emerge sulla finitura in malta del muro in pietra che delimita l'ingresso della grotta nota come Munitions Höhle (Grotta delle Munizioni).
La grotta si apre in una dolina carsica ed è composta da quattro cavità (Vorhöhle 1 e 2, Offenerhöhle e Haupthöhle) artificialmente collegate tra loro; durante la guerra, l'Esercito austro-ungarico eseguì lavori per utilizzarla quale deposito di munizioni (da cui il nome). A tal fine, venne ostruito un pozzo profondo 16 metri, interrata la depressione centrale e costruita una galleria per ospitare un ramo di ferrovia a scartamento ridotto (decauville) per il trasporto degli esplosivi all'interno della grotta, presumibilmente era collegato alla ferrovia a scartamento normale Dutovlje - Kostanjevica, la quale passava nelle immediate vicinanze. Tale linea ferroviaria non entrò mai in funzione a causa della prossimità del fronte, in seguito all'avanzata italiana verso Kostanjevica nell'autunno 1916. Un foro di 4 metri di diametro nella volta venne ostruito con calcestruzzo.
La complessiva cavità, di circa 30 metri di lunghezza e 6/8 di larghezza, era idonea a ospitare circa 750-1000 persone; la grotta riceveva l'acqua dal vicino acquedotto militare.