Dolina Contrastata o Dolina Cordoni
La dolina ha forma ovoidale con direzione nord-sud, presenta una larghezza (est-ovest) di 30 m circa e una lunghezza (nord-sud) di 40 m. Ha una altitudine di 106,3 m s.l.m. e una profondità rispetto al piano circostante di circa una decina di metri. Sul versate sud-est si evidenziano due ingressi di caverna semi-ostruiti, probabilmente facenti parte di una stessa cavità artificiale a ferro di cavallo. Presenta evidenti resti di ricoveri e strutture legate all’impiego bellico nel corso della Grande Guerra, fra cui la buratura dove insiste l'iscrizione qui censita. Oggi, tali vestigia sono nascoste da rigogliosa vegetazione.
Inizialmente inglobata nella geografia difensiva austro-ungarica del Monte Sei Busi, dopo violenti combattimenti questa dolina venne conquistata dalle truppe italiane durante la Terza Battaglia dell'Isonzo (verosimilmente nelle giornate di fuoco del 21-22 ottobre 1915). Rimase presidiata e utilizzata dal Regio Esercito fino alla Sesta Battaglia dell'Isonzo (nello specifico fino al 9-10 agosto 1916), quale luogo defilato di immediato retroterra rispetto alle trincee di primissima linea, che si trovavano a meno di 200 metri in linea d'aria. La successiva avanzata italiana oltre il Vallone di Gorizia, condotta per diversi chilometri, proiettò la dolina in un quadro di retrovia vicina fino alle giornate della ritirata di Caporetto (sul Carso scattata il 27 ottobre 1917).
Riguardo ai toponimi militari ascrivibili a questa dolina, occorre in primo luogo segnalare come le denominazioni di gran parte delle doline, camminamenti e trincee del Sei Busi ricavate da memorialistica, schizzi e mappe dell'epoca presentino mutazioni succedutesi nel tempo. Comparando alcune mappe militari dell’epoca con il riscontro attuale sul terreno e con la cartografia in vigore (fonti citate di seguito e in parte presentate negli allegati), si individuano due denominazioni: Dolina Contrastata (al maggio del 1916) e Dolina Cordoni (all'8 agosto 1917).
In riferimento al toponimo Dolina Contrastata, evidentemente ispirato ai fatti d'arme che il sito conobbe soprattutto fra luglio e ottobre 1915, i pionieri della ricerca epigrafica Antonio e Furio Scrimali, in Il Carso..., op. cit., optano per attribuirlo ad altra dolina situata novanta metri circa verso sud-est e caratterizzata dalla presenza di trinceramenti tedeschi costruiti negli ultimi anni della Seconda Guerra Mondiale (oltre che, ovviamente, da numerose testimonianze di fortificazioni italiane della Grande Guerra). Tuttavia, l'esame delle risorse cartografiche menzionate, di più recente acquisizione, consigliano di individuare la Dolina Contrastata nel luogo in descrizione.