La iscrizione in oggetto, ora conservata presso il Museo 1915-1918 Dolomiten a Passo Pordoi, era incisa in un'asse di legno facente parte di un fienile in località Renaz dove, secondo quanto riferito dal personale del Museo, era ospitato il Comando del K.K. Standschützen Bataillon Enneberg. Il fienile è stato demolito nel 1992 e l'iscrizione donata agli Schützen di Pieve di Livinallongo, i quali la hanno poi consegnata al Museo.
All’inizio del conflitto con l’Italia, il contava 940 uomini (25 ufficiali e 915 Schützen), risultando quindi una delle unità più corpose. Gli Schützen dell’Enneberg provenivano dalla Val Pusteria centrale, dalla Val Badia/Gadertal, dalle valli di La Valle/Wengental e di Badia/Abteital, dalla Val Cordevole/Buchensteintal e da Cortina d’Ampezzo (Anpezo/Haiden). La parte settentrionale dell'area di reclutamento era popolata da tirolesi di lingua tedesca, quella meridionale era abitata da tirolesi di lingua ladina.
Il Battaglione rispondeva al comando dello Stdsch.-Major Franz Kostner, classe 1877, direttore delle poste a Corvara, ed era diviso in quattro compagnie: 1ª “Bruneck” (Brunico), 2ª “Enneberg” (Marebbe), 3ª “St. Leonhard/Abtei” (San Leonardo/Badia) e 4ª “Buchenstein/Cortina” (Livinallongo/Cortina d’Ampezzo). Quanto a tale ultima Compagnia - formata da uomini di Livinallongo, Colle di Santa Lucina e Cortina - Il Comandante Kostner ricorda che inizialmente i superiori li consideravano infidi, ma che tale sfiducia "sparì ben presto, poiché essi si rivelarono fedeli ed attaccati al dovere. I soldati dei reparti alpini li prendevano spesso con sé quando dovevano uscire in pattuglia perché essi sapevano trovare i sentieri e i passaggi più difficili anche di notte" (cfr. Kostner, op. cit., p. 76).
L'unità rimase attiva per tutta la durata della guerra, pur ridotta a 3 compagnie nell'ottobre 1917 e a 2 compagnie nel maggio 1918; dal luglio 1918 fu accorpata nel K.K. Standschützen Gruppe Enneberg. Prestò servizio nel V Rayon Pustertal (in particolare sul Col di Lana) da maggio 1915 a novembre 1917 e in Val Posina da fine dicembre 1917 sino all’armistizio.
Allertato nei giorni immediatamente precedenti l’inizio del conflitto, il Battaglione portò le sue compagnie presso la Sella e il Monte Sief, il Col de la Roda, il Passo Valparola, Arabba e il Pizzac. I "Marebbani" furono poi riuniti tutti nel settore del Col di Lana, dove prestarono poi servizio fino alla fine della guerra sulle Dolomiti.
Dopo l’arrivo del Deutsche Alpenkorps a giugno 1915, il Battaglione, prima impegnato in lavori di rafforzamento e sistemazione (scavo di trincee, costruzione di rifugi e mulattiere, ecc.), partecipò ai combattimenti del luglio e agosto 1915, respingendo i violenti attacchi italiani alle posizioni del Panettone/Infanteriestellung e del Cappello di Napoleone/Felsenwache, con significative perdite. Il Capitano Kostner riporta il giudizio di "un ufficiale tedesco che comandava un reparto di fanteria al quale erano aggregati 40 dei nostri uomini", il quale osservava che "a fianco dei nostri soldati combattono questi uomini che fanno pensare nel loro aspetto ad Andreas Hofer, ammirevoli nel coraggio durante i più aspri scontri. Fra le esigenze tecniche della guerra moderna essi portano soltanto il loro coraggio personale e la coscienza di difendere il suolo dove sono nati. Data la loro età non li possiamo considerare adatti alla guerra, né veri e propri soldati, ma tanto più è ammirevole la loro volontà, la loro decisione di aiutare con tutte le loro forze per la difesa della patria" (cfr. Kostner, op. cit., pag. 77).
Dopo un periodo di riposo, nell’ottobre 1915 il Battaglione Enneberg venne nuovamente inviato sul Col di Lana, prendendo parte, insieme ai Kaiserjäger, alla difesa delle suddette posizioni dagli attacchi italiani di fine ottobre.
Trasferiti in retrovia da fine novembre 1915 a marzo 1916, i "Marebbani" furono poi impegnati nella difesa del Sief dagli attacchi italiani provenienti dalla cima del Col di Lana, persa in seguito alla mina del 17 aprile (nell'esplosione, gli Standschützen ebbero 16 morti). Il Comandante Kostner così ricorda questo frangente: "Le nostre postazioni avanzate erano costruite in maniera primitiva. Era possibile lavorare solo di notte o con la nebbia, perché il versante della montagna rivolto verso il nemico era completamente scoperto, illuminato da riflettori anche di notte e continuamente bombardato" (cfr. Kostner, op. cit., p. 78).
Il Battaglione lasciò la prima linea nel maggio 1916 per un periodo di riposo; provato dai combattimenti e dalla durezza del servizio in alta montagna, nell’ottobre 1917 fu riorganizzato su tre compagnie.
In seguito ai fatti di Caporetto il fronte dolomitico venne abbandonato e il 27 dicembre 1917 il Battaglione sostituì gli Standschützen di Kufstein nella zona della Cima del Coston e del Monte Maio, a est del Passo della Borcola.
Ridotti a due sole compagnie all’inizio di maggio 1918, i "Marebbani" furono rinforzati dagli Standschützen di Gröden (Val Gardena) e Kastelruth (Castelrotto), nel frattempo già riorganizzati su singole compagnie, formando così il K.K. Standschützen Gruppe Enneberg.
Alla fine dell’estate del 1918 le due compagnie di Enneberg erano posizionate sul Cimon dei Laghi e I Castelli (dove respinsero alcuni attacchi italiani), la compagnia della Val Gardena sul Monte Maio e la compagnia di Castelrotto a presidio delle posizioni avanzate sul Cimon dei Laghi, la Cuccà e il Capèl del Vescovo/Bischofsmütze.
Nel luglio 1918, 16 Standschützen (1ª e 2ª Compagnia), insieme a un distaccamento di Kaiserjäger, assaltarono il Monte Calligari. Paolo Zardini, Standschütze di Cortina, così ricorda nel suo diario: "E fra tutti i cannoni austriaci e italiani, tutte le mitragliatrici e tutti i lancia mine che screpitava era una tempesta di ferro e fuoco che non vidi ancora in 3 anni di guerra. Era un terrore che chi non provò non può farsi un'idea. Da per tutto scoppiava. Morti di qua, morti di là, feriti che grida, invano i soccorsi. tutto tremava. Pareva la frantumazione del mondo. La mia morte la vedevo certa. ...Solo si vede sangue" (cfr. Zardini, op. cit. pagg. 116-117).
Gli Standschützen del Gruppe Enneberg rimasero in tali posizioni fino al 17 settembre 1918, allorché, rilevati dai Kaiserjäger, vennero trasferiti a Folgaria, dove furono fatti prigionieri in occasione dell'armistizio.