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Iscrizione del III Battaglione del 151° Reggimento Fanteria della Brigata Sassari, "Qui attendò il più bel Battaglione del mondo" - Azzida

Settore: Valli del Torre - Natisone

Codici

Codice
000671
ESC - Ente Schedatore
Gruppo Storico Friuli Collinare - Museo della Grande Guerra di Ragogna

OG - Oggetto

OGTT - Tipo oggetto
Iscrizione
OGTE - Epoca origine
Bellica

LC - Localizzazione

PVCS - Stato
Italia
PVCR - Regione
Friuli Venezia Giulia
PVCP - Provincia
Udine / Udin
PVCC - Comune
San Pietro al Natisone / Špiètar
PVCL - Località principale
Azzida
PVPE - Altra denominazione
Azla
PVSO - Localizzazione attuale
In situ

LS - Localizzazione storica

LTSS - Settore
Valli del Torre - Natisone
LTST - Toponimo storico località principale
Azzida

AU - Autore

ESBS - Stato belligerante
Regno d'Italia
ESBE - Forza Armata
Regio Esercito Italiano
ESBA - Arma, Corpo, Ripartizione generale
Fanteria
ESBS - Specialità, Ripartizione mediana
Fanteria
ESBG - Brigata
Brigata Sassari
ESBR - Reggimento o unità equipollente
151° Reggimento Fanteria
ESBB - Battaglione, Battaglione autonomo, Gruppo
III Battaglione
ESBC - Compagnia, Batteria, Squadrone, Centuria
12ª Compagnia

RE - Notizie storiche

RENN - Notizia storica

"Smontati a Cividale, abbiamo proseguito immediatamente per Azzida dove, a qualche chilometro, ci attendeva un vasto prato, verde e ospitale. ... Nel campo assegnato alla mia compagnia, proprio al centro, vi è un monolito granitico di qualche metro di lunghezza per uno di larghezza, e visto che il da fare non era molto e che distrarre due o tre uomini dalle solite esercitazioni non era un delitto, ho pensato di lasciare quel monolito in custodia a tre minatori i quali dopo un paio di giorni vi avevano scolpito la dicitura 'Agosto 1917 - In questo campo ha attendato la più bella e salda compagnia della Brigata "Sassari" - 12ª del 151° Fanteria'. I fanti, anche degli altri battaglioni e del reggimento fratello, accorrevano in massa ad ammirare il capolavoro, invidiandoci la fortuna di avere trovato quel macigno, oramai dimentichi del fiero Colonnello di Udine le cui sfuriate avevano lasciato così brutta impressione, e unicamente compresi dal pensiero che il 'monumento della 12ª' sarebbe durato nei secoli".

Nel suo "Fanterie Sarde all'ombra del Tricolore", cit., il Comandante della 12ª Compagnia Compagnia, Tenente Alfredo Graziani, così ricorda la realizzazione dell'epigrafe qui presentata, materialmente incisa da tre fanti - minatori nella vita civile - allorché gli uomini della Brigata Sassari si riunirono ad Azzida nei giorni 14 e 15 agosto 1917, rimanendovi, alla dipendenza della 25ª Divisione sino al 25 agosto, quando vennero trasferiti a Canale, a disposizione del XXIV Corpo d' Armata e operando nella XI Battaglia dell'Isonzo sullo Zgorewnice (q. 878).

 

Continua Afredo Graziani, ricordando i buoni rapporti con la popolazione civile: "Azzida è un paesetto distante qualche chilometro dal luogo in cui ci siamo attendati. Curioso! Siamo ancora dentro la vecchia Italia e sentiamo uno stranissimo linguaggio. Gli abitanti ci dicono che è slavo, e citano frasi e parole: 'gospodichna' che significa 'ragazza' e che, in slavo, si dice dal pari 'gospodichna”'- 'ocii lepii', cioè 'occhi belli' nell’una e nell’altra parlata. Ma se può essere uguale il linguaggio, i sentimenti sono davvero italiani. Buona e brava, infatti, questa gente! Lo stesso trattamento e le medesime attenzioni della gente veneta".

 

 

La Brigata Sassari, unità formata in buona parte da militari reclutati in Sardegna, si distinse nel conflitto 1915-1918 fra le brigate più valorose e decorate dell'esercito italiano, meritando due Medaglie d'Oro al Valor Militare concesse alle bandiere di entrambi i suoi reggimenti.

Dopo aver prestato servizio sul fronte carsico, rendendosi protagonista della celebre azione del 13 e 14 novembre 1915 che portò il Regio Esercito Italiano alla conquista della Trincea delle Frasche e della Trincea dei Razzi, la Sassari fu trasferita a fine maggio 1916 in Val Frenzela per far fronte alla c.d. Strafexpedition. Sull'Altopiano dei Sette Comuni partecipò - insieme ai Battaglioni Alpini Argentera, Monviso, Val Maira e Morbegno - all'eroica difesa dei Monti Fior e Castelgomberto dall'attacco austro-ungarico del 7 giugno 1916, attestandosi infine sulla linea dei Monti Spill, Miela e Tondarecar. Partecipò alla controffensiva della seconda metà di giugno, che portò alla riconquista dei Monti Fior e Castelgomberto, costringendo gli Austro-Ungarici a ripiegare sulla linea dei Monti Mosciagh e Zebio. Per tale azione, in uno con quella delle Trincee delle Frasche e dei Razzi, le bandiere dei reggimenti furono decorate dalla Medaglia d'Oro al Valor Militare.

Dopo aver pagato un pesante tributo di sangue, anche a causa del corto fuoco d'artiglieria italiano, nell'attacco del 10 giugno 1917 alla suddetta munitissima linea imperiale, la Brigata scende a riposo in Valpiana per poi essere trasferita ad Azzida, come sopra ricordato.

In seguito alla ritirata del novembre 1917, la Brigata operò nuovamente sull'Altopiano di Asiago e quindi sul fronte del Piave; le bandiere dei reggimenti furono decorate da una seconda Medaglia d'Oro per le azioni sul Col del Rosso e Col'Echele dal 28 al 31 gennaio 1917 e per quelle del giugno, ottobre e novembre 1918.

 

 

Alfredo Graziani nacque a Tempio Pausania il 2 gennaio 1892. Arruolato nel Regio Esercito, svolse il servizio di lega nella Cavalleria, frequentando la scuola allievi-ufficiali di Pinerolo, da cui si congedò nel 1914. Iscrittosi alla facoltà di giurisprudenza presso l'Università di Pisa, fu richiamato in servizio attivo allo scoppio del conflitto mondiale, in forza al Reggimento Cavalleggeri di Piacenza (18°), con l'incarico di Ufficiale d'ordinanza del Comandante della Brigata Sassari, Maggiore Generale Luigi Calderari.

Ottenuta l'autorizzazione ad essere assegnato a un reparto di fanteria, gli fu affidato il comando della 12ª Compagnia del 151° Reggimento Fanteria, distinguendosi immediatamente nell'azione a Bosco Lancia del 21/22 luglio 1915; al comando di con 30 uomini scelti, venne occupata la trincea "Dente del Groviglio" o "Trincea Zeta", difesa da un battaglione di Honvéd, catturando 87 prigionieri e una mitragliatrice. Rimasto ferito a un piede, per tale azione gli fu concessa la Medaglia di Bronzo al Valor Militare con la seguente motivazione: "Comandante di un plotone di volontari uscì dai reticolati tra Bosco Lancia e Bosco Triangolare con un reparto di trenta uomini, attaccò con slancio singolare il nemico, continuò claudicante nell'azione che ebbe per risultato l'occupazione del trinceramento avversario e la cattura di 87 nemici, fra cui due ufficiali, e una mitragliatrice. Bosco Lancia, 22 luglio 1915".

Il carattere e le imprese di Graziani sono così ricordate da Emilio Lussu ne "Un anno sull'Altipiano": “La 12ª era comandata da un ufficiale di cavalleria, il tenente di complemento Grisoni. Egli era stato ufficiale d’ordinanza del nostro comandante di brigata. Morto questi, in seguito ad una ferita di granata, egli era voluto rimanere nella brigata e prestava servizio nel mio battaglione. Come ufficiale di cavalleria, non poteva essere assegnato ad un reparto di fanteria; ma il comandante generale della cavalleria gli aveva accordato un’autorizzazione speciale, con il diritto di conservare ordinanza e cavallo.

Egli era conosciuto in tutta la brigata. Il 21 agosto del ‘15, con quaranta volontari, aveva attaccato di sorpresa e conquistato «il dente del groviglio», solida trincea avanzata, difesa da un battaglione di ungheresi. L’azione era stata di un’audacia estrema.

Ma egli era divenuto celebre per un’altra impresa. Una sera, mentre stavamo a riposo, dopo aver bevuto e frammischiato, senza eccessiva misura, alcuni vini di Piemonte, a cavallo, era penetrato, egualmente di sorpresa, nella sala di mensa, in cui pranzava il colonnello con gli ufficiali del comando del reggimento. Egli non aveva pronunciato una sola parola, ma il cavallo, che sembrava conoscere perfettamente le gerarchie militari, aveva lungamente caracollato e nitrito attorno al colonnello. Per questo fatto, diversamente apprezzato, poco era mancato che non fosse rimandato alla sua Arma".

 

 

Motzo lo descrive come un "quadrato e massiccio uomo di azione di cuore", "un nobile esempio per i soldati, che lo seguivano ammirati ed entusiasti".

 

Lussu

“Il tenente di cavalleria Grisoni, dopo una lunga convalescenza, era stato nuovamente assegnato al battaglione e aveva preso il comando della 12a compagnia. Ancora zoppicante per la ferita di Monte Fior, egli non aveva perduto il suo buon umore. La sua allegria fu preziosa per dissipare la nostra tristezza.

 

Tommasi, p. 169: I comandi hanno rimarcato che la Sassari fa un consumo enorme di munizioni, sproporzionato al consumo di altri reparti. È vero. C'è al mio reggimento il terzo battaglione che usa di rispondere ai colpi nemici con un numero doppio, e per lo più adopera le Benaglia, le bombe da fucile. Graziani, ad esempio, il cavalleggero che comandava la 12a, si divertiva a fare il fuoco a comando, a salve di squadra, di plotone, e persino della compagnia intera. Un'ira di fuoco, e i soldati ci si spassavano. Oggi però a Graziani gli è scoppiata una bomba, austriaca s'intende, fra le gambe ed è rimasto ferito: non si sa quante piccole schegge gli siano penetrate nelle carni

RENF - Fonte
Aluisini Stefano, Dal Molin Ruggero, IL CAPITANO. EMILIO LUSSU: IL CARSO, L'ALTOPIANO E IL PIAVE CHE NON HA MAI RACCONTATO, Itinera Progetti, Bassano del Grappa 2024.Cadeddu Lorenzo, LA STORIA DELLA BRIGATA SASSARI. NELLA GRANDE GUERRA DAL CARSO ALL'ALTIPIANO DI ASIAGO, Gaspari Editore, Udine 2024.Di Pasquale Stefania, L'EROE IRREDENTO DELLA BRIGATA SASSARI. VITA E MORTE DI GUIDO BRUNNER, TRIESTE 1893-MONTE FIOR 1916, Ravizza Editore, Varese 2024.Fois Giuseppina, STORIA DELLA BRIGATA SASSARI. NELLA "GUERRA DEI SARDI" LA NASCITA DI UN MITO, Edizioni Della Torre, Cagliari 2019.Graziani Alfredo, FANTERIE SARDE ALL'OMBRA DEL TRICOLORE, Maxottantotto Edizioni, Sassari 2022.https://decoratialvalormilitare.istitutonastroazzurro.org/https://it.wikipedia.org/wiki/Alfredo_GrazianiLussu Emilio, UN ANNO SULL'ALTIPIANO, Giulio Einaudi Editore, Torino 2014.Ministero della Guerra, RIASSUNTI STORICI DEI CORPI E COMANDI DELLA GUERRA 1915 - 1918, BRIGATE DI FANTERIA, Libreria dello Stato, Roma 1924 - 1929.Motzo Leonardo, GLI INTREPIDI SARDI DELLA BRIGATA SASSARI, Edizioni Della Torre, Cagliari 2007.Pinna Antonio, I DIAVOLI ROSSI - LA BRIGATA SASSARI NELLA GRANDE GUERRA, Comando Brigata Sassari, Asiago 2001.Pino Enrico, IL MASSO DI AZZIDA, in "Rivista Militare" n. 1/2008, Ministero della Difesa, Roma 2008.Rombi Guido, IL TENENTE SCOPA ALFREDO GRAZIANI E L'AMICO EMILIO LUSSU, in "Almanacco Gallurese" n. 30 2022/2023, Giovanni Gelsomino Editore, Sassari 2022.Tommasi Giuseppe, BRIGATA SASSARI. NOTE DI GUERRA, PTM Editrice, Mogoro 2010.
REVI - Data
1917/08/15 - 1917/08/24

TE - Testo epigrafe

LSIL - Lingua
Italiano
LSCT - Categoria
Prevalentemente di reparto - Collettiva
LSII - Trascrizione testo graffito

QUI

ATTENDÓ

IL PIÚ BEL BATTAGL.

DEL

MONDO

151° FANTERIA - 3 BATTAGLIONE

BRIGATA - SASSARI

LSIO - Trascrizione testo originale

QUI

ATTENDÓ

IL PIÚ BEL BATTAGL.

DEL

MONDO

151° FANTERIA - 3 BATTAGLIONE

BRIGATA - SASSARI

LSIN - Interpretazione

Qui attendò il più bel Battaglione del mondo

III Battaglione del 151° Reggimento Fanteria della Brigata Sassari

LSIC - Tecnica di costruzione
Incisione in cavo
LSIM - Materiali utilizzati
Pietra
LSDM - Dimensioni
Grande

CO - Stato di conservazione

STCC - Stato di conservazione
Assoggettato restauro/ricostruzione
STCO - Note

Il masso è stato collocato su un piedistallo all'interno di una piccola recinzione nell'aprile 1987; in occasione è stata apposta sul piedistallo una targa dedicata dai "Sardi del Friuli Venezia Giulia agli intrepidi della Brigata Sassari".

Dall'articolo "Il masso di Azzida", citato in bibliografia, si apprende che il Sergente Giovanni Sale, figlio di un ex combattente e di stanza negli anni '80 a Cividale con il 76° Reggimento Fanteria, venne a conoscenza del masso grazie a un anziano locale, il quale ricordava "che da bambino aveva visto dei soldati che parlavano una strana lingua accamparsi nei prati di Azzida". Acquistato il terreno e aiutato dal personale del 59° Reggimento Fanteria, Sale provvide a dare adeguata sistemazione al monolito, realizzando il monumento a memoria degli intrepidi fanti sardi.

DO - Fonti e documenti di riferimento

BIB - Bibliografia che menziona il graffito
Aluisini Stefano, Dal Molin Ruggero, IL CAPITANO. EMILIO LUSSU: IL CARSO, L'ALTOPIANO E IL PIAVE CHE NON HA MAI RACCONTATO, Itinera Progetti, Bassano del Grappa 2024.Pino Enrico, IL MASSO DI AZZIDA, in "Rivista Militare" n. 1/2008, Ministero della Difesa, Roma 2008.

CM - Compilazione e aggiornamenti

CMPR - Ruolo interventoCMPN - NomeCMPD - Data
RilevamentoGiorgio Pisaniello10/05/2015
InserimentoGiorgio Pisaniello29/06/2021
Foto diSergio Cassia08/04/2023
Notizia storicaSergio Cassia28/03/2026
AggiornamentoSergio Cassia28/03/2026

AN - Annotazioni

Gallery

  • a. L'iscrizione del III Battaglione del 151° Reggimento Fanteria della Brigata Sassari, "Qui attendò il più bel Battaglione del mondo"
  • b. L'iscrizione sul masso
  • c. Il masso con l'epigrafe; Giovanni Sale è il secondo da sinistra (fonte: Pino, op. cit.)
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