L'iscrizione, eseguita sui gradini esterni all'ingresso di un abitazione rurale preesistente al conflitto e con ogni evidenza utilizzata quale alloggio per i militari, riporta l'indicazione celebrativa della "Guerra contro l'Austria", il periodo di esecuzione del luglio 1916, le probabili iniziali dell'autore (C. B.) e l'indicazione del 105° Battaglione Milizia Territoriale (reparto cui apparteneva chi incise il graffito).
Il 105° Battaglione Milizia Territoriale venne formato dal centro di mobilitazione del 30° Distretto (Sacile) nel maggio 1915, inquadrando numerosi richiamati friulani delle classi anziane. Come testimoniano alcune altre emergenze epigrafiche, le sue compagnie vennero impiegate per lavori di fortificazione, stradali e logistici in Val Fella, Val Dogna e dintorni. Secondo la documentazione citata, ancora nell'ottobre del 1917 il battaglione risultava schierato presso il Settore Fella (Comando a Dogna).
Normalmente composti da quattro compagnie di duecento uomini l'una, i battaglioni di Milizia Territoriale erano formati da personale richiamato facente parte della Milizia Territoriale e quindi, generalmente da uomini di età uguale o superiore ai 34 anni; oppure da uomini di età inferiore, ma ascritti alla terza categoria (gravati da particolari oneri familiari, che non avevano svolto il servizio militare di leva in tempo di pace), e dichiarati "non idonei alle fatiche di guerra".
Nel corso del conflitto, presso il Regio Esercito i battaglioni di Milizia Territoriale furono impiegati prevalentemente per lavori stradali, opere fortificatorie, difesa costiera, servizi all'interno del Paese, servizi di intendenza, compiti di rifornimento, attività ausiliarie al tergo delle linee avanzate e in retrovia. Furono loro assegnati anche compiti operativi, quale truppa combattente di prima linea, presso il XII Corpo d'Armata Zona Carnia, la 4ᵃ Armata e la 1ᵃ Armata.
L'iscrizione testimonia la compartecipazione del 105° Battaglione Milizia Territoriale alla sistemazione della viabilità d'accesso e all'esecuzione di alcuni lavori fortificatori volti ad apprestare l'articolata linea difensiva italiana che tocca l'intera dorsale della Pale di Chiout di Gus e che si estende, con alcuni elementi, anche a meridione del Torrente Dogna. L'opportunità di fortificare questa "dorsale a occidente del Rio Mas" nel contesto delle "difese arretrate della Val Dogna" appare nella documentazione militare già nell'agosto del 1915, quando pur vi era stata preparata solo "la strada mulattiera di Chiout di Guss - Chiotassot". Al 12 dicembre 1915, il Tenente Colonnello Ferdinando Pecco, Capo di Stato Maggiore della III Frazione Parco Assedio Genio del XII Corpo d'Armata Zona Carnia, evidenziava come si potesse "collocare l'artiglieria sui ripiani di Chiotasot, molto adatti per l'installazione. La roccia ne permette caverne, le case di Chiotasot permettono il pronto e provvisorio alloggio della truppa, e la comunicazione da Chiout di Guss ne permette pure, con qualche ripiego, il pronto transito".
I lavori di edificazione fortificatoria che portarono alla realizzazione delle gallerie cannoniere, dei trinceramenti e degli apprestamenti tuttora visibili lungo la Pale di Chiout di Gus si svilupparono quindi nel 1916 e in successive fasi fino all'ottobre del 1917, con l'impiego di distaccamenti prima della 4ᵃ e poi della 35ᵃ Compagnia del 5° Reggimento Genio Minatori, oltre che di Centurie Lavoratori e di personale di altri reparti del Genio e di Milizia Territoriale.
Durante l'anno 1917, il complesso fortificatorio delle Pale di Chiout di Gus risultava essere parte del quarto e ultimo sbarramento difensivo della Val Dogna (o terzo sbarramento arretrato, non contando la prima linea "a contatto col nemico"); nell'assetto generale delle susseguenti linee di difesa del XII Corpo d'Armata Zona Carnia, tale complesso era inquadrato entro il terzo sistema difensivo durante la primavera del 1917, mentre all'ottobre del 1917 risultava definito come un settore "principale" della "Seconda linea di difesa".