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Iscrizione del 1° Reggimento Alpini - Cima di Terrarossa

Settore: Valli del Fella - Tarvisiano - Basso Gail

Codici

Codice
002188
ESC - Ente Schedatore
Gruppo Storico Friuli Collinare - Museo della Grande Guerra di Ragogna

OG - Oggetto

OGTT - Tipo oggetto
Iscrizione
OGTE - Epoca origine
Bellica

LC - Localizzazione

PVCS - Stato
Italia
PVCR - Regione
Friuli Venezia Giulia
PVCP - Provincia
Udine / Udin
PVCC - Comune
Chiusaforte / Scluse
PVCL - Località principale
Cima di Terrarossa
PVSL - Località specifica
Forca di Terrarossa
PVSO - Localizzazione attuale
In situ

LS - Localizzazione storica

LTSS - Settore
Valli del Fella - Tarvisiano - Basso Gail
LTST - Toponimo storico località principale
Cima di Terra Rossa
LTPE - Altra denominazione
Cima Terra Rossa
LTSL - Toponimo storico località specifica
Cima di Terra Rossa - Scharte

AU - Autore

ESBS - Stato belligerante
Regno d'Italia
ESBE - Forza Armata
Regio Esercito Italiano
ESBA - Arma, Corpo, Ripartizione generale
Fanteria
ESBS - Specialità, Ripartizione mediana
Alpini
ESBR - Reggimento o unità equipollente
1° Reggimento Alpini

RE - Notizie storiche

RENN - Notizia storica

Iscrizione lasciata dagli alpini del 1° Reggimento su una roccia a pochi passi del sentiero di guerra, costruito dalle truppe italiane per accedere alle postazioni di prima linea allestite sulla Cima di Terrarossa e presso la vicina omonima Forca.

 

Del 1° Reggimento Alpini, sulla Cima di Terrarossa furono schierati nuclei del Battagione Pieve di Teco, del Battaglione Monte Saccarello e probabilmente del Battaglione Val Tanaro, fra il maggio del 1915 e il maggio del 1916.

La Cima di Terrarossa fu mantenuta dalle truppe italiane durante i primi anni di guerra, dall'inizio del conflitto ai giorni della ritirata di Caporetto. Essa garantiva il dominio tattico sulla Spragna e una buona osservazione sopra le posizioni austro-ungariche della Val Saisera, dello Schwarzenberg e del massiccio dello Jôf Fuart. Il suo possesso favoriva anche il controllo delle impervie pareti settentrionali-orientali che caratterizzano l'intera cresta compresa fra lo Jôf di Montasio e il Cregnedul, lungo cui correva la prima linea italiana; tali pareti saltuariamente venivano scalate dalle pattuglie imperiali, con intenti di ricognizione e di disturbo ai danni degli insediamenti italiani posti sulle vette e forcelle sommitali.

Segnatamente, dalla Forca di Terrarossa precipita verso est sulla Spragna l'impressionante canalone della Huda Paliza. Per quanto ripido, pauroso e opponente difficoltà alpinistiche nella parte alta, questo burrone costituisce il più facile e diretto passaggio naturale che consente di valicare la cresta del Montasio, anche d'inverno (s'intende con adeguate attrezzatura e abilità alpinistiche; oggi è noto per il blasonato e severo itinerario di sci alpinismo che lo percorre). Ecco spiegato come, fra il 1915 e il 1917, la Huda Paliza rappresentasse un possibile itinerario di attacco per gli alpieri austro-ungarici, da sorvegliare costantemente per parte delle compagini italiane dislocate sulle Forca e Cima di Terrarossa; e come fosse proprio il canalone della Huda Paliza a incrementare il valore tattico difensivo delle citate posizioni d'alta quota, che lo dominavano direttamente direttamente dalla sua la testata morfologica.

Le guarnigioni che per quasi due anni e mezzo si alternarono nel presidio della Cima di Terrarossa, così come quelle deputate alla difesa delle posizioni dello Jôf di Montasio, di Cima Verde, di Forca da lis Sieris, del Buinz e di tutto l'aspro crinale roccioso che si estende verso il Cregnedul, erano composte in parte prevalente da truppe alpine (grossomodo, fino alla metà del 1916 appartenenti al 1° Reggimento Alpini, successivamente e fino al 27-28 ottobre del 1917 all'8° Reggimento Alpini). Fra loro spiccavano le squadre dei reparti specializzati, come i plotoni skiatori, i plotoni pattugliatori e i plotoni guide.

Seppure non coinvolto dalla "battaglia di materiali" e dagli assalti in massa che hanno insanguinato tragicamente altri fronti, questo settore di alta montagna richiese alle truppe che lo calcarono sforzi non comuni, oltre alla robustezza, all'addestramento, all'organizzazione logistica e a tutte le capacità necessarie per sopravvivere e agire in un contesto ambientale difficile. Ciò valse soprattutto nelle stagioni fredde, quando si susseguivano temperature rigidissime, copiose nevicate e letali slavine, come in una lettera del 13 marzo 1916 concludeva l'allora Sottotenente Giuseppe Garrone (allora comandante di un plotone skiatori del 1° Reggimento Alpini, figura destinata a diventare un simbolo dell'eroismo alpino - Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria): "Ancora non sono uscito a perlustrare la zona, perché infuria il maltempo, e dall'alto dei monti scrosciano giù a valle, devastando ogni cosa nel loro passaggio, continue valanghe. Si ha come l'impressione quassù che quest'ira di Dio non debba più cessare".

RENF - Fonte
Archivio privato di Davide Tonazzi: ZONA CARNIA (XII° CORPO D’ARMATA), SCHIZZO DELLE LINEE SUCCESSIVE DI DIFESA E DOCUMENTI ALLEGATI CIRCA LA SISTEMAZIONE DIFENSIVA, OTTOBRE 1917.Garrone Eugenio, Garrone Giuseppe, LETTERE E DIARI DI GUERRA 1914-1918, a cura di Alessandro Galante Garrone e Virginia Galante Garrone, Garzanti Editore, Milano 1974.https://www.vecio.it/cms/eroi/capitano-giuseppe-garroneKugy Julius, LA MIA GUERRA NELLE GIULIE, in tre lingue, a cura di Davide Tonazzi, Edizioni Saisera, Tavagnacco 2008.Lukas Hans, DER KRIEG AN KÄRNTENS GRENZE 1915 - 1917, Lenkam Verlag, Graz 1938.Marini Dario, Galli Mario, ALPI GIULIE OCCIDENTALI, Società Alpina delle Giulie Sezione di Trieste del CAI, Trieste 1977.Ministero della Guerra, RIASSUNTI STORICI DEI CORPI E COMANDI DELLA GUERRA 1915 - 1918, ALPINI, Libreria dello Stato, Roma 1930 - 1931.Nau Norbert, DER KRIEG IN DER WISCHBERGGRUPPE, Leykam Verlag, Graz 1937.Pallasmann Karl, Tonazzi Davide, KRIEGSWEGE - SENTIERI DI GUERRA, Edizioni Saisera, Udine 2016.Pascoli Marco, Teot Luigi, Vazzaz Andrea, O LA'... O ROMPI, STORIA DELL'8° REGGIMENTO ALPINI, Aviani & Aviani Editori, Udine 2020.Scolè Pierluigi (a cura di), DEGNI DELLE GLORIE DEI NOSTRI AVI - ALPINI E ARTIGLIERI DA MONTAGNA DECORATI NELLA GRANDE GUERRA, Centro Studi Associazione Nazionale Alpini, Milano 2019.
REVI - Data
1915/05/24 - 1916/05/30

TE - Testo epigrafe

LSIL - Lingua
Italiano
LSCT - Categoria
Prevalentemente di reparto - Collettiva
LSII - Trascrizione testo graffito
1 ALP.ᴺ
LSIO - Trascrizione testo originale
1 ALP.ᴺᶦ
LSIN - Interpretazione
1° Reggimento Alpini
LSIC - Tecnica di costruzione
Incisione in cavo
LSIM - Materiali utilizzati
Pietra
LSDM - Dimensioni
Media

CO - Stato di conservazione

STCC - Stato di conservazione
Integro

DO - Fonti e documenti di riferimento

CM - Compilazione e aggiornamenti

CMPR - Ruolo interventoCMPN - NomeCMPD - Data
RitrovamentoDino Ceschia, Aldo Pascoli, Marco Pascoli02/10/2014
Foto diMarco Pascoli02/10/2014
RilevamentoDino Ceschia, Aldo Pascoli, Marco Pascoli02/10/2014
Foto diSergio Cassia03/09/2023
Foto diMarco Pascoli25/06/2025
InserimentoSergio Cassia, Marco Pascoli05/08/2025
Notizia storicaMarco Pascoli26/08/2025

AN - Annotazioni

OSS - Osservazioni
L'incisione "1° ALP." è ben evidente. Più labile e piuttosto dubbio appare il successivo segno "N" (trattasi di un solco effettivamente inciso da mano umana o di una particolarità naturale della roccia?). Nelle immagini a corredo sono presentate le due possibili evidenziazioni.

Gallery

  • a. L'iscrizione del 1° Reggimento Alpini
  • b. L'iscrizione su un grande masso presso la Forca di Terrarossa
  • c. L'iscrizione su un grande masso presso la Forca di Terrarossa
  • d. Particolare dell'iscrizione
  • e. L'epigrafe prima dell'evidenziazione
  • f. L'iscrizione su un grande masso presso la Forca di Terrarossa
  • g. L'iscrizione su un grande masso presso la Forca di Terrarossa
  • h. Particolare dell'iscrizione evidenziata in occasione del rilievo del 2022
  • i. Il massiccio del Montasio (la vetta dello Jôf è ricoperta dalle nubi sulla destra) dalle posizioni austro-ungariche dello Jôf Fuart
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