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Iscrizione della 26ª Centuria Lavoratori - Deveti Konfin (Ježa)

Settore: Medio Isonzo - Collio

Codici

Codice
000248
ESC - Ente Schedatore
Gruppo Storico Friuli Collinare - Museo della Grande Guerra di Ragogna

OG - Oggetto

OGTT - Tipo oggetto
Iscrizione
OGTE - Epoca origine
Bellica

LC - Localizzazione

PVCS - Stato
Slovenia
PVCR - Regione
Goriška
PVCC - Comune
Tolmin
PVCL - Località principale
Deveti Konfin
PVPE - Altra denominazione
Jeza
PVSO - Localizzazione attuale
In situ

LS - Localizzazione storica

LTSS - Settore
Medio Isonzo - Collio
LTST - Toponimo storico località principale
Monte Jeza
LTPE - Altra denominazione
Jessa; Ježa; Quota 929 dello Jeza

AU - Autore

ESBS - Stato belligerante
Regno d'Italia
ESBE - Forza Armata
Regio Esercito Italiano
ESBA - Arma, Corpo, Ripartizione generale
Organi di reclutamento e mobilitazione
ESBS - Specialità, Ripartizione mediana
Distretti Militari / di Reclutamento
ESBZ - Specializzazione, Ripartizione specifica
Centurie Lavoratori
ESBR - Reggimento o unità equipollente
16° Distretto Genova
ESBC - Compagnia, Batteria, Squadrone, Centuria
26ª Centuria Lavoratori

RE - Notizie storiche

RENN - Notizia storica

Iscrizione lasciata dalla 26ª Centuria Lavoratori, format da uomini addetti prevalentemente a lavori edilizi, di scavo, di falegnameria, di riordino, di trasporto e simili, avente per centro di mobilitazione il 16° Distretto (Genova). In generale, le Centurie Lavoratori vennero concepite a fine gennaio 1916 come reparti addetti al lavoro, formati da 100 militari (da cui la denominazione) e comandati da ufficiali del genio di milizia territoriale, possibilmente laureati in ingegneria. Le prime Centurie Lavoratori si costituirono nel febbraio del 1916, con i soldati della terza categoria della Classe 1881, di professione sterratori, falegnami, muratori e affini. Le notevoli esigenze di manodopera favorirono un rapido sviluppo e un grande incremento delle Centurie Lavoratori. Per completarne gli organici, già dall'aprile del 1916 si impiegarono uomini appartenenti a categorie e classi diverse da quelle anzidette, pur scelti fra il personale non idoneo o poco atto alle fatiche di guerra di tutte le classi e categorie, già riformato, di classi anziana, di terza categoria oppure presente presso i battaglioni di Milizia Territoriale dislocati in Paese e avente attitudine ai lavori di terrazziere e manovale. Le Centurie Lavoratori venivano formate e alimentate dai distretti militari/di reclutamento o dai depositi reggimentali di varie Armi. Sovente, risultavano amministrate dalle compagnie del Genio a cui venivano aggregate e distribuite sul fronte direttamente dal Comando d'Armata o di Corpo d'Armata autonomo, a seconda delle necessità. Alla fine del 1916 risultavano costituite 821 Centurie Lavoratori, tutte dislocate nella zona di guerra per attendere a lavori di difesa e lavori infrastrutturali.

 

Questa caverna, probabilmente costruita nel 1916 quando vennero strutturate le tre linee difensive italiane del Settore, alla vigilia della Battaglia di Caporetto (24 ottobre 1917), ospitava il Comando del Generale Giovanni Villani, comandante la 19ª Divisione di Fanteria. Tale divisione fu pressoché annientata nelle prime 24 ore dell'attacco austro-tedesco; il Generale Villani si suicidò nella zona di Clabuzzaro, il 26 ottobre 1917.

RENF - Fonte
Brambilla Andrea, Mesturini Franco, RICAMI DI GUERRA. FREGI E DISTINTIVI DEL REGIO ESERCITO ITALIANO NEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE, Edizioni NonSoloStoria, Parma 2016 | 2018. Ministero della Guerra - Comando del Corpo di Stato Maggiore - Ufficio Storico, INDICE DELLE TRUPPE E DEI SERVIZI MOBILITATI DURANTE LA GUERRA 1915-18, Vol. I LE TRUPPE, Istituto poligrafico dello Stato, Roma 1939.Ministero della Guerra - Comando del Corpo di Stato Maggiore - Ufficio Storico, L'ESERCITO ITALIANO NELLA GRANDE GUERRA (1915 - 1918), VOLUME III, LE OPERAZIONI DEL 1916, TOMO 1°, GLI AVVENIMENTI INVERNALI, Istituto Poligrafico dello Stato, Roma 1931.Ministero della Guerra - Ispettorato dell'Arma del Genio, L'ARMA DEL GENIO NELLA GRANDE GUERRA 1915 - 1918, Tipografia Regionale, Roma 1940.Montù Carlo, STORIA DELLA ARTIGLIERIA ITALIANA, PARTE IV (DAL 1914 AL 1920), VOLUME X (DAL 1914 AL 1917), Istituto Geografico Militare, Firenze 1948.
REVI - Data
1915/06/01 - 1917/10/24
REVX - Validità
ca.

TE - Testo epigrafe

LSIL - Lingua
Italiano
LSII - Trascrizione testo graffito
26.ª CENT.ª
LSIN - Interpretazione
26ª CENTURIA
LSIC - Tecnica di costruzione
Incisione in cavo
LSIM - Materiali utilizzati
Cemento

CO - Stato di conservazione

STCC - Stato di conservazione
Integro
STCO - Note
All'interno della cavernetta si notano alcune iscrizione risalenti al 1943 (Seconda Guerra Mondiale).

DO - Fonti e documenti di riferimento

BIB - Bibliografia che menziona il graffito
Di Brazzano Orio, CAPORETTO, UNA RILETTURA DELLA STORIA SUI LUOGHI DELLA BATTAGLIA CHE SORPRESE VINTI E VINCITORI, Editore Lint, Trieste 1996.Di Brazzano Orio, LA GRANDE GUERRA SULLA FRONTE GIULIA, Edizione Panorama, Trento 2002.

CM - Compilazione e aggiornamenti

CMPR - Ruolo interventoCMPN - NomeCMPD - Data
Foto diMarco Pascoli03/02/2011
RilevamentoAldo Pascoli, Marco Pascoli03/02/2011
InserimentoMarco Pascoli11/05/2013

AN - Annotazioni

Gallery

  • a. L'incisione non ripassata
  • b. Particolare
  • c. A destra: la caverna in cemento con il graffito non ancora evidenziato
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