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Iscrizione "20 C" - Cima di Terrarossa

Settore: Valli del Fella - Tarvisiano - Basso Gail

Codici

Codice
002189
ESC - Ente Schedatore
Gruppo Storico Friuli Collinare - Museo della Grande Guerra di Ragogna

OG - Oggetto

OGTT - Tipo oggetto
Iscrizione
OGTE - Epoca origine
Bellica

LC - Localizzazione

PVCS - Stato
Italia
PVCR - Regione
Friuli Venezia Giulia
PVCP - Provincia
Udine / Udin
PVCC - Comune
Chiusaforte / Scluse
PVCL - Località principale
Cima di Terrarossa
PVSL - Località specifica
Forca di Terrarossa
PVSO - Localizzazione attuale
In situ

LS - Localizzazione storica

LTSS - Settore
Valli del Fella - Tarvisiano - Basso Gail
LTST - Toponimo storico località principale
Cima di Terra Rossa
LTPE - Altra denominazione
Cima Terra Rossa
LTSL - Toponimo storico località specifica
Cima di Terra Rossa - Scharte

AU - Autore

ESBS - Stato belligerante
Regno d'Italia
ESBE - Forza Armata
Regio Esercito Italiano

RE - Notizie storiche

RENN - Notizia storica

Iscrizione di significato non ancora compreso, situata lungo il sentiero di guerra realizzato dalle truppe italiane per accedere alle postazioni di prima linea allestite sulla Cima di Terrarossa e presso la vicina omonima Forca.

 

La Cima di Terrarossa fu mantenuta dalle truppe italiane durante i primi anni di guerra, dall'inizio del conflitto ai giorni della ritirata di Caporetto. Essa garantiva il dominio tattico sulla Spragna e una buona osservazione sopra le posizioni austro-ungariche della Val Saisera, dello Schwarzenberg e del massiccio dello Jôf Fuart. Il suo possesso favoriva anche il controllo delle impervie pareti settentrionali-orientali che caratterizzano l'intera cresta compresa fra lo Jôf di Montasio e il Cregnedul, lungo cui correva la prima linea italiana; tali pareti saltuariamente venivano scalate dalle pattuglie imperiali, con intenti di ricognizione e di disturbo ai danni degli insediamenti italiani posti sulle vette e forcelle sommitali.

 

Segnatamente, dalla Forca di Terrarossa precipita verso est sulla Spragna l'impressionante canalone della Huda Paliza. Per quanto ripido, pauroso e opponente difficoltà alpinistiche nella parte alta, questo burrone costituisce il più facile e diretto passaggio naturale che consente di valicare la cresta del Montasio, anche d'inverno (s'intende con adeguate attrezzatura e abilità alpinistiche; oggi è noto per il blasonato e severo itinerario di sci alpinismo che lo percorre). Ecco spiegato come, fra il 1915 e il 1917, la Huda Paliza rappresentasse un possibile itinerario di attacco per gli alpieri austro-ungarici, da sorvegliare costantemente per parte delle compagini italiane dislocate sulle Forca e Cima di Terrarossa; e come fosse proprio il canalone della Huda Paliza a incrementare il valore tattico difensivo delle citate posizioni d'alta quota, che lo dominavano direttamente dalla sua la testata morfologica.

 

Le guarnigioni che per quasi due anni e mezzo si alternarono nel presidio della Cima di Terrarossa - così come quelle deputate alla difesa delle posizioni dello Jôf di Montasio, di Cima Verde, di Forca da lis Sieris, del Buinz e di tutto l'aspro crinale roccioso che si estende verso il Cregnedul - erano composte in parte prevalente da truppe alpine (grossomodo, fino alla metà del 1916 appartenenti al 1° Reggimento Alpini, successivamente e fino al 27-28 ottobre del 1917 all'8° Reggimento Alpini). Fra loro spiccavano le squadre dei reparti specializzati, come i plotoni skiatori, i plotoni pattugliatori e i plotoni guide.

 

Seppure non coinvolto dalla "battaglia di materiali" e dagli assalti in massa  che hanno insanguinato tragicamente altri fronti, questo settore di alta montagna richiese alle truppe che lo calcarono sforzi non comuni, oltre alla robustezza, all'addestramento, all'organizzazione logistica e a tutte le capacità necessarie per sopravvivere e agire in un contesto ambientale difficile. Ciò valse soprattutto nelle stagioni fredde, quando si susseguivano temperature rigidissime, copiose nevicate e letali slavine, come in una lettera del 13 marzo 1916 concludeva l'allora Sottotenente Giuseppe Garrone (allora comandante di un plotone skiatori del 1° Reggimento Alpini, figura destinata a diventare un simbolo dell'eroismo alpino - Medaglia d'Oro al Valor Militare alla memoria): "Ancora non sono uscito a perlustrare la zona, perché infuria il maltempo, e dall'alto dei monti scrosciano giù a valle, devastando ogni cosa nel loro passaggio, continue valanghe. Si ha come l'impressione quassù che quest'ira di Dio non debba più cessare".

RENF - Fonte
Archivio privato di Davide Tonazzi: ZONA CARNIA (XII° CORPO D’ARMATA), SCHIZZO DELLE LINEE SUCCESSIVE DI DIFESA E DOCUMENTI ALLEGATI CIRCA LA SISTEMAZIONE DIFENSIVA, OTTOBRE 1917.Garrone Eugenio, Garrone Giuseppe, LETTERE E DIARI DI GUERRA 1914-1918, a cura di Alessandro Galante Garrone e Virginia Galante Garrone, Garzanti Editore, Milano 1974.https://www.vecio.it/cms/eroi/capitano-giuseppe-garroneKugy Julius, LA MIA GUERRA NELLE GIULIE, in tre lingue, a cura di Davide Tonazzi, Edizioni Saisera, Tavagnacco 2008.LA GRANDE GUERRA SULLE ALPI GIULIE, Società Alpina delle Giulie, Trieste 1968.Lukas Hans, DER KRIEG AN KÄRNTENS GRENZE 1915 - 1917, Lenkam Verlag, Graz 1938.Marini Dario, Galli Mario, ALPI GIULIE OCCIDENTALI, Società Alpina delle Giulie Sezione di Trieste del CAI, Trieste 1977.Ministero della Guerra, RIASSUNTI STORICI DEI CORPI E COMANDI DELLA GUERRA 1915 - 1918, ALPINI, Libreria dello Stato, Roma 1930 - 1931.Nau Norbert, DER KRIEG IN DER WISCHBERGGRUPPE, Leykam Verlag, Graz 1937.Pascoli Marco, Teot Luigi, Vazzaz Andrea, O LA'... O ROMPI, STORIA DELL'8° REGGIMENTO ALPINI, Aviani & Aviani Editori, Udine 2020.Scolè Pierluigi (a cura di), DEGNI DELLE GLORIE DEI NOSTRI AVI - ALPINI E ARTIGLIERI DA MONTAGNA DECORATI NELLA GRANDE GUERRA, Centro Studi Associazione Nazionale Alpini, Milano 2019.
REVI - Data
1915/05/24 - 1917/10/28
REVX - Validità
ca.

TE - Testo epigrafe

LSIL - Lingua
Italiano
LSII - Trascrizione testo graffito
20 C
LSIO - Trascrizione testo originale
20 C
LSIN - Interpretazione
20 C
LSIC - Tecnica di costruzione
Incisione in cavo
LSIM - Materiali utilizzati
Pietra
LSDM - Dimensioni
Piccola

CO - Stato di conservazione

STCC - Stato di conservazione
Integro

DO - Fonti e documenti di riferimento

CM - Compilazione e aggiornamenti

CMPR - Ruolo interventoCMPN - NomeCMPD - Data
RitrovamentoDino Ceschia, Aldo Pascoli, Marco Pascoli02/10/2014
Foto diMarco Pascoli02/10/2014
RilevamentoDino Ceschia, Aldo Pascoli, Marco Pascoli02/10/2014
Foto diSergio Cassia03/09/2023
Foto diMarco Pascoli25/06/2025
InserimentoSergio Cassia, Marco Pascoli05/08/2025
Notizia storicaMarco Pascoli26/08/2025

AN - Annotazioni

OSS - Osservazioni
Appena oltre la Forca di Terrarossa, su un sasso di una postazione di cresta, emerge un'ulteriore piccola iscrizione che reca le iniziali "CP".

Gallery

  • a. L'iscrizione "20 C"
  • b. L'iscrizione su un masso al suolo
  • c. Particolare dell'iscrizione
  • d. L'epigrafe prima dell'evidenziazione
  • e. La cresta del Montasio (la vetta dello Jôf appare coperta dalle nubi, a destra), dalle postazioni austro-ungariche dello Jôf Fuart
  • f. L'epigrafe nel 2023
  • g. La piccola iscrizione delle lettere "CP"
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