L'incisione, effettuata su una piastra cementizia prefabbricata, riporta l'acronimo del Regio Ungherese Reggimento di Fanteria dell'Esercito Nazionale Ungherese n° 1 di Budapest (M.K. Budapesti 1. Honvéd Gyalogezred / K.U. Budapester Landwehr Infanterie Regiment Nr. 1).
In tempo di pace, questo reggimento della Honvédség aveva stanza (sede di guarnigione del comando e dei battaglioni, nel 1914) presso Budapest, città a cui deve la sua denominazione. Durante la Prima Guerra Mondiale, fu impiegato sanguinosamente su numerosi fronti tenuti dalle forze austro-ungariche, dimostrando tenacia e valore.
Dal 19 luglio 1915 al 9 agosto 1916 (quando scattò il ripiegamento austro-ungarico verso le linee ad oriente del Vallone conseguente alla caduta della testa di ponte di Gorizia, nella Sesta Battaglia dell'Isonzo), il 1. HGYE operò nell'area del Monte San Michele, inquadrato nella LXXXI Brigata della 20ᵃ Divisione Honvéd che, assieme alla 17ᵃ Divisione dell'esercito comune (anch'essa prevalentemente composta da Ungheresi), formava il VII Corpo d'Armata (VII Korps). In tale scenario, di carattere prevalentemente difensivo/controffensivo e caratterizzato dall'estrema durezza dei combattimenti, i suoi reparti presero parte a innumerevoli azioni belliche, fra cui l'attacco di alleggerimento scatenato il 29 giugno 1916 dal VII Korps, con l'ausilio dei gas asfissianti, contro lo schieramento italiano della 21ᵃ e della 22ᵃ Divisione.
Riguardo al VII Korps, merita ricordare come durante le battaglia per la difesa del San Michele, di San Martino e dell'Altopiano di Doberdò tale corpo d'armata fosse guidato dall'Arciduca Giuseppe d'Asburgo, unico dei 9 feldmarescialli (grado apicale raggiunto il 22 ottobre 1918) della Duplice Monarchia ad essere nato in Ungheria e di etnia ungherese. Dopo il conflitto, l'Arciduca Giuseppe divenne Reggente d'Ungheria: ma solo per 3 settimane nell'agosto 1919, in quanto gli Alleati vincitori non accettarono un esponente della dinastia asburgica a capo della nazione magiara, minacciandone l'invasione. In Ungheria, l'Arciduca rimase comunque una figura centrale nel successivo periodo di Reggenza dell'Ammiraglio Horty (1920-1944).
Analogamente all'elemento prefabbricato con analoga iscrizione catalogano nella scheda cod. 001236, la lastra con l'incisione in parola è emersa nel 1998 nelle vicinanze dei resti delle strutture che, fra la fine del novembre 1915 e la prima decade dell'agosto 1916, incarnavano posizioni italiane di prima linea. Pertanto, non si può definire con precisione se risalga all'estate-autunno del 1915, ovvero alla successiva fase compresa fra il dicembre 1915 e l'agosto del 1916. In tal caso, l'oggetto sarebbe stato depositato nel luogo del rinvenimento in momenti successivi alla conquista italiana del San Michele (dopo il 10 agosto 1916), o durante il ritorno austro-ungarico seguito allo sfondamento di Caporetto (da fine ottobre 1917 a inizio novembre 1918), oppure ancora nel dopoguerra.