Settore: Basso Isonzo - Carso
L'iscrizione in oggetto è stata realizzata dai militari italiani nel periodo compreso fra l'estate del 1915 e l'ottobre del 1917, quando il Valloncello settentrionale di Vermegliano e l'area immediatamente circostante risultavano coinvolte da baraccamenti, camminamenti e infrastrutture militari (che si trovavano immediatamente retrostanti alle trincee più avanzate nel periodo fra il 19 luglio del 1915 e il 9 agosto 1916, e in retrovia vicina a qualche chilometro dal fronte fra il 10 agosto 1916 e il 27 ottobre 1917, data in cui le forze italiane dovettero ripiegare dal Carso verso il Tagliamento in conseguenza dello sfondamento austro-germanico di Caporetto). Senza escludere altre possibilità coerenti con l'ampio intervallo temporale citato, si ritiene probabile che questo graffito di carattere goliardico risalga ai mesi compresi fra l'autunno del 1915 e l'agosto del 1916, fase in cui la presenza dei militari italiani in loco toccò il proprio apice entro un contesto di prima linea fortemente stabilizzato.
I graffiti goliardici ed erotici rappresentano una testimonianza spontanea della vita quotidiana dei soldati durante la Grande Guerra. Tra le migliaia di incisioni ufficiali, commemorative, individuali, improntate alla fierezza o alla disperazione, emergono anche figure di donna nuda, riprodotte sulle rocce, nelle trincee e nei ricoveri, anche per ricercare una forma di evasione dalla brutalità della trincea. Fa vari simili esempii censiti, citiamo l'iscrizione catalogata alla scheda cod. 000085 lasciata dal Battaglione Alpini "Dronero" sul Monte Navagiust (che propone la rappresentazione di un busto nudo di donna); alcune scritte in matita presenti all'interno della Villa della Torre Hohenlohe di Castelnuovo e riportate in scheda cod. 000259; e la targa di cui alla scheda cod. 002206 eseguita del Battaglione Alpini "Val d'Adige" sul Monte Caviojo (che riporta incisioni di carattere esplicitamente erotico).