Settore: Basso Isonzo - Carso
Graffito che rappresenta la firma del militare Angelo Guadagnini, di cui non si conoscono altre informazioni (non comparendo nell'Albo d'Oro dei Caduti della Grande Guerra, si può ipotizzare sia sopravvissuto al conflitto).
Si può ipotizzare che il soldato in parola abbia inciso il proprio nominativo nei primi mesi del 1916, periodo di costruzione dei parapetti in cemento eseguiti dal reparto zappatori del 124° Reggimento Fanteria della Brigata Chieti (cfr. scheda cod. 000289) e di presidio del predetto reggimento (cfr. scheda cod. 001499), in contesto di prima linea. Con minori probabilità, l'iscrizione può risalire anche alla fase posteriore alla Sesta Battaglia dell'Isonzo, e quindi agli ultimi mesi del 1916 o al 1917, quando anche la trincea in cui si trova venne adattata e modificata nell'ambito dei lavori di apprestamento arretrati della "Linea di San Martino" (cfr. scheda cod. 000288).
La trincea che custodisce questo graffito e diverse altre incisioni, in gran parte attribuibili ai fanti del 124° Reggimento Fanteria della Brigata Chieti e non di rado inneggianti alla pace, nel giugno del 1916 risultava denominata Trincea Dogliotti. Tale riferimento toponomastico bellico risulta ispirato alla memoria del Tenente di complemento Achille Dogliotti, classe 1876, nativo di Borgomale (Cuneo), in forza al 124° Reggimento Fanteria. Egli morì il 1° febbraio 1916 presso l'Ospedaletto da Campo n° 85 attivo in Turriaco, a causa di ferite riportate in combattimento subite molto verosimilmente nel settore del Monte Sei Busi. La sua salma riposa presso il Sacrario di Redipuglia.
Guadagnini
Angelo
Guadagnini Angelo