Il massiccio del Monte Coglians (2780 metri s.l.m.) è il più elevato rilievo delle Alpi Carniche, oltre che della Regione Friuli Venezia Giulia. A tutt'oggi attraversato dal confine italo-austriaco, fra l'8 giugno 1915 (primo mese di ostilità fra Italia e Austria-Ungheria) e il 28 ottobre del 1917 (ritirata di Caporetto) il Coglians si trovò coinvolto dal fronte della Grande Guerra.
La vetta principale, il Pilastro e la Cima di Mezzo vennero stabilmente presidiati dalle truppe italiane in contesto di prima linea, anche durante le due stagioni invernali del 1915-16 e 1916-17. Nei mesi freddi le guarnigioni deputatevi superarono impressionanti difficoltà logistiche, dovendo confrontarsi, oltre che col fuoco nemico, contro letali e frequenti valanghe, temperature rigidissime e manti nevosi profondi diversi metri.
Sulla sommità più alta venne allestito un appostamento per cannoni da montagna dotato di piazzole, caverna-osservatorio, teleferica di rifornimento e ricoveri per il personale: almeno un pezzo da 65 mm, poscia sostituito con uno someggiato da 70 mm, fu effettivamente postato e fece fuoco dal "tetto del Friuli"; all'apprestamento d'artiglieria vi si aggiungevano una postazione per mitragliatrice, vari baraccamenti e predisposizioni per il dispiegamento di fucileria. Presso le poco più basse creste del Pilastro e della Cima di Mezzo si organizzarono, invece, alcuni piccoli posti assistiti da baracchette-ricovero per pochi uomini; anche sulla Cima di Mezzo, secondo alcune cartografie citate del 1917, risultava schierata una mitragliatrice.
A tutte le posizioni in quota i militari accedevano mediante un rete di arditi sentieri in parte attrezzati aperti all'uopo, che si dipartivano da Casera Morareto, Casera Plumbs e da Casera Val di Collina.
La pregevole iscrizione in censimento, riconoscibile presso le vestigia del piccolo posto italiano arroccato sulla cresta orientale del Pilastro, rappresenta il fregio dell'8° Reggimento Alpini, corredato dal riferimento al Battaglione Tolmezzo. Le squadre composte dalle fanterie alpine dell'8° Reggimento, a seconda dei periodi appartenenti ai battaglioni Tolmezzo, Monte Arvenis, Monte Nero e alla Compagnia Volontari Gemona, si avvicendarono a quelle del 2° e del 3° Reggimento Alpini nel presidio e nelle attività svolte sul massiccio del Monte Coglians durante molteplici fasi comprese fra il 1915 e il 1917. Si resero encomiabili protagoniste dei difficili soccorsi invernali espressi in favore dei commilitoni, spesso appartenenti ad altre unità, interessati dalla caduta delle valanghe o rimasti isolati causa le tormente di neve.
Si ha precisa notizia che reparti del Battaglione Alpini Tolmezzo operarono sul massiccio del Coglians soprattutto, ancorché non esclusivamente, durante il primo anno del conflitto. In particolare, durante la campagna del 1915, fu principalmente la 109ª Compagnia Alpini (appartenente al Battaglione Tolmezzo, prima di integrarsi nel neonato Battaglione Monte Arvenis sotto la data del 4 aprile 1916) ad alternarsi con le penne nere del Battagione Val Maira (2° Reggimento Alpini) nel mantenimento di quattro posti di osservazione sulla cresta Monte Coglians - Pizzo di Collina.
Nei pressi dell'iscrizione in censimento insiste una seconda testimonianza (cod. 003460) riportante il fregio dell'8° Reggimento Alpini, elegantemente raffigurato in roccia.