Frammento di lapide collocata in memoria di Giuseppe (Peppino) Ferro, figlio di Pietro, nato il 21 giugno 1892 a Partinico (Sicilia), studente di Giurisprudenza, Tenente di Milizia Territoriale in forza all'11° Reggimento Bersaglieri, caduto sul Debeli (altura posta ad ovest di Quota 144, fra Jamiano e Doberdò del Lago) il 1° maggio 1917 a causa del fuoco dell'artiglieria austro-ungarica.
Il citato Diario Storico-Militare dell'11° Reggimento Bersaglieri, sotto tale data, precisa: "Durante la giornata tiro lento dell'artiglieria nemica sul rovescio di quota 144 controbattuto dalla nostra. Tempo bello. Perdite: morto 1 ufficiale - feriti 5 di cui 2 ufficiali". L'ufficiale morto, come confermano anche i Riassunti storici menzionati, corrisponde con il Tenente Giuseppe (Peppino) Ferro.
Attualmente, i suoi sacri resti riposano presso il Sacrario di Redipuglia. Prima della traslazione nel Sacrario, riconducibile alla seconda metà degli anni'30 del Novecento, giacevano con ogni probabilità presso il Cimitero Grande (militare) di Ronchi (cfr.: https://cadutigrandeguerra.net/), insistente presso la medesima area su cui oggi si sviluppa in cimitero comunale.
La lapide dalla quale deriva il frammento in parola fu posta dalla famiglia (assieme ad altro soggetto non ben desumibile da quanto rimasto dell'epigrafe) durante il Primo dopoguerra, nelle adiacenze della sepoltura del Tenente Ferro. Forse, la lapide venne rotta in concomitanza del trasferimento della salma a Redipuglia; recuperatovi in tempi successivi il frammento risultante ritrovato, questo fu affisso alla cappella del Cimitero Comunale di Ronchi dei Legionari, dove tuttora possiamo apprezzarlo.