Singolare fontana di matrice militare, costruita nel 1915 dalle truppe della 26ª Divisione presso Paluzza, a ridosso di un'area all'epoca caratterizzata dalla presenza del prebellico Tiro a Segno e del passaggio della ferrovia a scartamento ridotto proveniente da Tolmezzo (opera di costruzione bellica).
Nel Secondo Dopoguerra, nell'area in parola operò per decenni la Caserma Maria Plozner Mentil, utilizzata da vari reparti alpini ed abbattuta quindici anni dopo la sua dismissione, nel 2016. Aperta nel 1953, denominata nel 1955 e solennemente inaugurata il 24 maggio 1956, la Caserma Maria Plozner Mentil risultava esse la sola caserma militare italiana intitolata ad una donna, in specie all'unica portatrice carnica colpita a morte dal fuoco nemico durante il proprio servizio (nei pressi di Casera Malpasso, 15 febbraio del 1916 - Medaglia d'Oro al Valor Militare). La fontana venne dunque a trovarsi per un non meglio precisato periodo all'interno del cortile della Caserma Maria Plozner Mentil.
Il manufatto, non più esistente, riportava diverse iscrizioni e decorazioni sui lati del suo rifinito pilastrino centrale. Dalle uniche immagini conosciute che la ritraggono, risalenti al 1956, si evincono i riferimenti all'anno costruzione (1915), alla 26ª Divisione e al suo Comandante, Tenente Generale Michele Salazar, che "provvide" per la costruzione della fontana stessa.
La 26ª Divisione fu la grande unità inquadrata nel XII Corpo d'Armata Zona Carnia che, fra l'inizio del conflitto sullo scenario italo-austriaco (24 maggio 1915) e il ripiegamento conseguito alla battaglia di Caporetto (in Carnia scattato con le prime ore del 28 ottobre 1917), presidiò e mantenne il Settore But - Degano, intercluso fra le Sorgenti del Piave e il Monte Cullar.
Il nobile partenopeo Tenente Generale Michele Salazar, nato a Napoli nel 1859, ne fu comandante dal maggio del 1915 fino al 22 gennaio 1917 (trovandosi anche al comando interinale del XII Corpo d'Armata durante la primavera del 1916, allorché il titolare Tenente Generale Clemente Lequio di Assaba veniva temporaneamente assegnato alla guida del Comando Truppe Altipiani per fronteggiare la Strafexpedition austro-ungarica). Durante la Grande Guerra, il generale Salazar la Croce di Ufficiale dell'Ordine Militare di Savoia e tre Medaglie d'Argento al Valor Militare.
Onde evidenziare forbitamente l'importanza dell'approvvigionamento idrico, gli autori delle epigrafi hanno richiamato il verso iniziale della prima Olimpica di Pindaro, "per Ierone di Siracusa, vincitore con cavallo Ferenico in Olimpia": "Ottima è l’acqua: più d’ogni ricchezza magnanima".