L'elegante fontana, decorata con un mascherone raffigurante un volto barbuto e con il fregio degli Alpini, fu realizzata dalla 113ª E Compagnia Presidiaria Alpini, mobilitata dal deposito del 3° Reggimento Alpini di Torino.
Le Compagnie Presidiarie erano reparti formati dai depositi dei reggimenti di fanteria, bersaglieri e alpini, con i militari meno atti alle fatiche di guerra per età (classi anziane), difetti fisici gravi o perché convalescenti. Fra i loro compiti, si segnalavano il risanamento igienico del terreno occupato (incluse la gestione delle salme e la disinfezione delle trincee), la raccolta e lo sgombero di materiali abbandonati sul campo di battaglia, i servizi di intendenza, il presidio di fortezze e piazze dichiarate in istato di resistenza. Alla fine del 1916 i reparti presidiari constavano di 33 comandi di battaglione e 276 compagnie, le quali risultavano numerate con un ordinativo numerico seguito da una lettera (l'ordinativo numerico rimaneva sempre quello nel caso di compagnie formate dal medesimo deposito, mentre cambiava la lettera che seguiva l'ordinativo; in luogo di tale lettera, fino all'ottobre del 1916 compariva un avverbio numerale (bis, ter, quater, ecc., a seconda del caso).
Dal pannello didattico in loco si evince che la fontana in oggetto faceva parte dell'impianto idrico "Lungomuson".
I lavori di costruzione di tale impianto, concepito nell'autunno 1917 come "necessario servizio logistico" della 4ª Armata (c.d. Armata del Grappa), furono iniziati alla fine del 1917. Nel febbraio 1918 venne realizzata una vasca principale da 200 metri cubi e si installò un motore a benzina tipo Peerless per il funzionamento della pompa idrica. Nel settembre 1918, considerata la volontà della 4ª Armata di aumentare la potenzialità dell'impianto, iniziarono i lavori di costruzione di una nuova vasca da 300 metri cubi con l'inserimento di una presa con rubinetto per autobotti e carribotti, l'installazione di un nuovo motore elettrico per il funzionamento della pompa e la posa di ulteriori tubature idriche.
Le tubazioni dell'impianto "Lungomuson" servivano principalmente le località "Masiere" a Possagno e "Case Galliera" di Paderno e il comune di Crespano, alimentandone tutte le fontanelle . L'impianto idrico superava lo sbalzo di quota della località "Torreselle" di Paderno (ove era presente una vasca di contenimento, ora presso la Baita Gruppo Alpini di Paderno del Grappa) per poi raggiungere con le tubazioni la struttura di "Villa Fietta", importante snodo logistico sanitario militare del tempo.
Il sito fu anche utilizzato in tempo di guerra come punto di lavanderia militare per il 18ª Corpo d'Armata.