Il Catasto dei Graffiti della Grande Guerra
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Esteso complesso di iscrizioni della 109ª Compagnia Alpini - Creta di Collinetta
Settore: Carnia - Medio Gail
Codici
Codice
000187
ESC - Ente Schedatore
Gruppo Storico Friuli Collinare - Museo della Grande Guerra di Ragogna
OG - Oggetto
OGTT - Tipo oggetto
Iscrizione
OGTE - Epoca origine
Bellica
LC - Localizzazione
PVCS - Stato
Italia
PVCR - Regione
Friuli Venezia Giulia
PVCP - Provincia
Udine / Udin
PVCC - Comune
Paluzza / Paluce
PVCL - Località principale
Creta di Collinetta
PVPE - Altra denominazione
Cellon
PVSL - Località specifica
Cima Ovest del Cellon
PVSE - Altra denominazione
Quota 2238
PVSO - Localizzazione attuale
In situ
LS - Localizzazione storica
LTSS - Settore
Carnia - Medio Gail
LTST - Toponimo storico località principale
Zellonkofel
LTPE - Altra denominazione
Cellonkofel
;
Creta di Collinetta
LTSL - Toponimo storico località specifica
Cima Ovest dello Zellonkofel
LTSE - Altra denominazione
Quota 2239
AU - Autore
ESBS - Stato belligerante
Regno d'Italia
ESBE - Forza Armata
Regio Esercito Italiano
ESBA - Arma, Corpo, Ripartizione generale
Fanteria
ESBS - Specialità, Ripartizione mediana
Alpini
ESBR - Reggimento o unità equipollente
8° Reggimento Alpini
ESBB - Battaglione, Battaglione autonomo, Gruppo
Battaglione Alpini Tolmezzo - Battaglione Alpini Monte Arvenis
ESBC - Compagnia, Batteria, Squadrone, Centuria
109ª Compagnia Alpini
RE - Notizie storiche
RENN - Notizia storica
Estesi graffiti (l'area epigrafica è alta quasi 3 metri) effettuati (nella sua porzione soprastante) da alcuni soldati della 1ª Squadra di un non meglio precisato "Plotone Eroico" della 109ª Compagnia Alpina, Battaglione Monte Arvenis, 8° Reggimento Alpini.
La 109ª Compagnia Alpina iniziò il conflitto come Compagnia di Milizia Mobile del Battaglione Tolmezzo. Inquadrata in tale battaglione, il 22 giugno 1915 conquistò il Cellon, dovendo però ritirarsi dalla Cima Est pochi giorni più tardi, in seguito all'audace colpo di mano del manipolo austro-ungarico guidato dal Sottufficiale della Gendarmeria (Gendarmerie-Wachtmeister) Simon Steinberger (il cognome significa Roccia di montagna!). Tuttavia, la 109ª Compagnia Alpina continuò a resistere sulla Cima Occidentale. La parte del graffito datata 1915 allude, con ogni probabilità, a quella prima fase della vita bellica della 109ª sul Cellon.
Il 5 aprile 1916, la 109ª Compagnia venne trasferita al neonato Battaglione Alpini Monte Arvenis (formato da reparti di Milizia Mobile). Dall'8 al 24 giugno 1916, la 109ª Compagnia presidiò nuovamente le linee italiane del Monte Cellon, iscrivendo il suo nome nella storia di questa aspra montagna della Carnia.
Il Monte Cellon, all'inizio del 1916, era ripartito tra i due contendenti nella seguente modalità: le truppe austroungariche tenevano la Cima Est (quota 2228 m.) e le creste sottostanti, quelle italiane la Cima Ovest (quota 2239 m.) e l'affilata crestina che dalla vetta discende verso meridione. La caverna e il vicino graffito ivi censito si trovavano dunque in prima linea, avendo le postazioni di vedetta avanzate sul filo del sottile crinale menzionato, a una distanza di meno di 10 metri da questo graffito (le vestigia di una di queste postazioni di vedetta sono tuttora intuibili, presso il graffito cod. 000188).
Il 23 giugno 1916, la 109ª Compagnia, comandata dal Capitano Armando Ciofi, ricevette l'ordine di attaccare il caposaldo austroungarico della Cima Est. Il progetto di azione, tuttavia, non convinse taluni graduati e alpini della compagnia, che evidentemente ritenevano l'attacco votato ad un sanguinoso insuccesso. Alcuni di questi graduati e soldati prospettarono tali rimostranze agli ufficiali diretti superiori, in modalità non del tutto chiarite dalla documentazione storica. Il giorno dopo (24 giugno), una parte degli uomini della 109ª Compagnia rifiutò di sferrare l'attacco. Il reparto venne subito sostituito nelle posizioni avanzate. Un'ottantina di alpini (fra cui dei graduati) furono deferiti al Tribunale Straordinario di Guerra istituito a Cercivento, con la pesantissima accusa di rivolta. Il Tribunale emise la seguente sentenza: il Caporale Gaetano Ortis, il Caporale Basilio Matiz, il Caporale Gianbattista Corradazzi e il Soldato Angelo Massaro condannati a morte mediante fucilazione nel petto, eseguita il 1 luglio 1916; altri 71 soldati condannati a varie detentive e/o di natura accessoria.
Il Battaglione Monte Arvenis fu trasferito sull'Altopiano dei Sette Comuni e, in un secondo tempo, sui Lagorai, dove peraltro dimostrò valore e capacità combattiva. Il Capitano Armando Ciofi, comandante della 109ª Compagnia e ufficiale che ebbe significativo ruolo nell'attivazione del procedimento giudiziario militare che portò alle fucilazioni di Cercivento, morì il 7 luglio 1916, ad una settimana di distanza dalle fucilazioni, sulla Busa dell'Orco; secondo ipotesi ripetute dalla bibliografia e da fonti giornalistiche, sarebbe stato colpito da "fuoco amico" volontario. La Cima Est del Monte Cellon venne brillantemente espugnata il 29 giugno 1916 dagli alpini del Battaglione Val Pellice, rincalzati da reparti del 147° Reggimento della Brigata Caltanissetta.
La memoria dei fucilati di Cercivento della 109ª Compagnia riemerse alla pubblica attenzione negli anni '90 del Novecento e, sul luogo dell'esecuzione, è stato eretto un cippo commemorativo. Ad oggi (2020), la Magistratura Militare non ha concesso una riabilitazione giuridicamente efficace in favore dei quattro condannati, per quanto esistano proposte di legge orientate alla riabilitazione. Tuttora manca una dettagliata e obiettiva ricostruzione storica dell'accaduto.
La parte alta del presente graffito, dunque, fu incisa nei giorni immediatamente precedenti al tragico episodio narrato (la 109ª Compagnia, nel 1916, si è trovata sul Cellon nel solo periodo compreso tra l'8 giugno e il 24 giugno 1916) ed è una preziosa testimonianza lasciataci sul campo dagli uomini della compagnia dei "fucilati".
RENF - Fonte
Pascoli Marco, Teot Luigi, Vazzaz Andrea, O LA'... O ROMPI, STORIA DELL'8° REGGIMENTO ALPINI, Aviani & Aviani Editori, Udine 2020.
REVI - Data
1915/00/00 - 1916/06/08 - 1916/06/24
TE - Testo epigrafe
LSIL - Lingua
Italiano - Latino
LSII - Trascrizione testo graffito
3
Effige raffigurante un'aquila che sovrasta un monte e regge uno scudo anteposto a due fucili incrociati
ALBINO
DE
CRIGNIS
CLASSE
88
1916
PLOTONE EROICO
1ª SQUADRA
109ª COM. nia
ALPINA
Effige rappresentante un angelo
MCMXV
Effige rappresentante un cuore
SILVERIO
SILVANO
1895
Pio
DE
CRIGNIS
ALESSAN
Raffigurazione di una stella inquadrata da due fronde di alloro
1
Q.P.
PAL
LSIO - Trascrizione testo originale
3
Effige raffigurante un'aquila che sovrasta un monte e regge uno scudo anteposto a due fucili incrociati
ALBINO
DE
CRIGNIS
CLASSE
88
1916
PLOTONE EROICO
1ª SQUADRA
109ª COM. nia
ALPINA
Effige rappresentante un angelo
MCMXV
Effige rappresentante un cuore
SILVERIO
SILVANO
1895
Pio
DE
CRIGNIS
ALESSAN
Raffigurazione di una stella inquadrata da due fronde di alloro
1
Q.P.
PAL
LSTI - Traduzione in italiano
Caverna n°3
Alpino ALBINO DE CRIGNIS, CLASSE 1888
1916
1ª SQUADRA, PLOTONE EROICO, 109ª COMPAGNIA ALPINA
1915
SILVERIO SILVANO CLASSE 1895
Pio ...
DE CRIGNIS ALESSANDRO
LSIC - Tecnica di costruzione
Incisione in cavo
LSIM - Materiali utilizzati
Pietra
CO - Stato di conservazione
STCC - Stato di conservazione
Parzialmente danneggiato
STCO - Note
Una limitata parte dell'iscrizione (probabilmente il cognome del soldato Pio...), in basso a destra, non è leggibile causa l'erosione della roccia calcarea.
DO - Fonti e documenti di riferimento
BIB - Bibliografia che menziona il graffito
Pascoli Marco, GRAFFITI DI GUERRA, UN PATRIMONIO STORICO NASCOSTO TRA LE TRINCEE DEL PRIMO CONFLITTO MONDIALE, Aviani & Aviani Editori - Gruppo Storico Friuli Collinare Museo della Grande Guerra di Ragogna, Udine 2014 | 2016 | 2020.
Pascoli Marco, Teot Luigi, Vazzaz Andrea, O LA'... O ROMPI, STORIA DELL'8° REGGIMENTO ALPINI, Aviani & Aviani Editori, Udine 2020.
CM - Compilazione e aggiornamenti
CMPR - Ruolo intervento
CMPN - Nome
CMPD - Data
Ritrovamento
Aldo Pascoli, Marco Pascoli
26/08/2001
Foto di
Marco Pascoli
17/08/2013
Rilevamento
Aldo Pascoli, Marco Pascoli
17/08/2013
Inserimento
Marco Pascoli
25/12/2013
Rilevamento
Sergio Cassia, Alisa Orlova
28/09/2021
Aggiornamento
Marco Pascoli
08/10/2021
AN - Annotazioni
OSS - Osservazioni
De Crignis è un cognome tipicamente carnico, avente particolare diffusione nella zona di Cercivento, Ravascletto e Comeglians; Silverio, altresì, è un cognome tipico del Comune di Paluzza. Ciò a riprova del fatto che buona parte dei battaglioni alpini dell'8° Reggimento erano formati da uomini reclutati in Carnia.
Il numero 3 riquadrato in alto a sinistra allude alla numerazione delle caverne; con ogni probabilità le caverne n. 1 e n. 2 si trovavano più in alto, presso la vetta della Cima Ovest (che adesso presenta un maggior numero di fortificazioni sotterranee in quanto venne potenziata nella seconda metà del 1916 e nel 1917, sempre dal Regio Esercito Italiano).
Gallery
a. La "lavagna" nelle primissime fasi dell'evidenziazione
b. L'appendice del graffito, non ritoccata
c. L'estesa epigrafe sulla destra della caverna
d. Il complesso epigrafico
e. Il complesso epigrafico
f. L'ordinativo della caverna
g. La parte superiore del complesso epigrafico
h. La parte inferiore del complesso epigrafico
i. L'appendice del complesso epigrafico
l. Il sito dove si trova l'oggetto
m. Particolare del sito
n. Il cippo ai fucilati di Cercivento
o. Particolare del cippo ai fucilati