Il complesso incisorio in descrizione è formato da una piccola targa realizzata nel 1917 dalla 9ª Compagnia Zappatori dell'Imperiale e Regio Battaglione Zappatori n° 3; e da una più danneggiata e labile incisione prodotta dalla 7ª Compagnia Zappatori del medesimo battaglione.
Nell'Imperiale e Regio Esercito austro-ungarico, i reparti zappatori (Sappeurtruppe) costituivano una branca delle truppe tecniche specializzata nella costruzione di vie di comunicazione, nella predisposizione di fortificazioni, nell'impiego degli esplosivi e nella conduzione della "guerra di mine", nella strutturazione di teleferiche, nell'impiego dei riflettori, ecc.
In questo caso, le due testimonianze epigrafiche insistono all'interno di una casamatta incavernata per riflettore ad acetilene da 45 cm, collocata lungo la prima linea austro-ungarica e puntata verso le posizioni italiane del Piper e la sottostante "terra di nessuno". Sono state realizzate quindi dai reparti dei militari che hanno costruito la casematta e, verosimilmente, che si sono succeduti nella gestione della fotoelettrica qui piazzata.
La casamatta per riflettore ospite fa parte di una serie di posizioni avanzate austro-ungariche ricavate in un'area assai impervia, arroccate fra i piedi e i primi speroni delle pareti settentrionali dello Jôf di Miezegnot. Siffatte posizioni, costituite da un sistema di trinceramenti, avamposti, caverne e baracche fra loro collegati mediante cenge e sentieri all'epoca attrezzati, risultavano difficilmente rifornibili, severamente esposte a frane ed intemperie, nonché del tutto sovrastate dalle postazioni italiane di vetta: tuttavia, proprio le ripide pareti della montagna ne rendevano gli accessi, almeno parzialmente, defilati al tiro diretto degli italiani.