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Edicola con l'Occhio di Dio nella dolina Alba - Fajti Hrib

Settore: Basso Isonzo - Carso

Codici

Codice
001196
ESC - Ente Schedatore
Gruppo Storico Friuli Collinare - Museo della Grande Guerra di Ragogna

OG - Oggetto

OGTT - Tipo oggetto
Targa
OGTE - Epoca origine
Bellica

LC - Localizzazione

PVCS - Stato
Slovenia
PVCR - Regione
Goriška
PVCC - Comune
Miren-Kostanjevica
PVCL - Località principale
Fajti Hrib
PVSO - Localizzazione attuale
In situ

LS - Localizzazione storica

LTSS - Settore
Basso Isonzo - Carso
LTST - Toponimo storico località principale
Dolina Alba

AU - Autore

ESBS - Stato belligerante
Regno d'Italia
ESBE - Forza Armata
Regio Esercito Italiano
ESBA - Arma, Corpo, Ripartizione generale
Fanteria
ESBG - Brigata
Brigata Rovigo

RE - Notizie storiche

RENN - Notizia storica
All'interno della Dolina Alba è rinvenibile un'evidente costruzione, ora in rovina. Durante la guerra, l'edificio ospitava il comando della Brigata Rovigo ed era per tale motivo noto con il nome di "Mastio Rovigo".
Si tratta di un singolare esempio di comando avanzato, non realizzato in caverna. Sul muro esterno, a sinistra dell'apertura destinata a porta di accesso, è presente una nicchia, sormontata da una lunetta, all'interno della quale è raffigurato il simbolo noto come "Occhio di Dio" od "Occhio della Provvidenza" (un occhio inscritto in un triangolo).

Nelle sue memorie "Piccole luci della nostra Grande Guerra" (riportate da Persegati e Scrimali nell'opera citata in bibliografia), il generale Giulio Franchi così descrive il "Mastio Rovigo": "Alto poco più di due metri, due ambienti intercomunicanti di una dozzina di metri quadrati in tutto, con un ingresso di stile e colle finestre bifore; un sedile esterno pei vassalli, con catena infissa in un pilastro d'ingresso per gli ostaggi. Sopra le bifore lo stemma padronale. ... Serviva al tempo stesso da ricovero, ufficio e ripostiglio, con quella continua scorribanda di grossi topi e col frequente ed irrequieto trillare del telefono".
Poco dopo il completamento della costruzione, la Brigata Rovigo ed il suo comandante vennero trasferiti ad un altro settore: infatti, la "Rovigo" si trovò schierata nel settore fra il Dosso Faiti e Quota 309 (altura situata a sud del Dosso, in direzione di Castagnevizza) durante il relativamente breve intervallo temporale compreso fra il 26 settembre e il 16 ottobre 1917, quando venne richiamata nella pianura friulana per fungere da riserva in vista dell'offensiva che gli austro-tedeschi stavano organizzando sul fronte dell'Alto Isonzo (Caporetto).

Giulio Franchi, al momento della costruzione del "Mastio Rovigo" e quindi, con ogni verosimiglianza, dell'edicola con l'Occhio di Dio, comandava la Brigata Rovigo col grado di Colonnello Brigadiere. Di famiglia mantovana ma milanese di nascita, classe 1863, percorse la carriera militare fino ad ottenere il grado di generale di divisione nel 1926, all'atto del suo collocamento in posizione ausiliaria. Combatté per l'intero periodo della Grande Guerra, dal 21 settembre 1915 come colonnello comandante del 43° Fanteria impegnato nel settore di Plava e, durante l'anno successivo, sull'Altopiano di Asiago. Promosso colonnello brigadiere, nel 1917 guidò prima la Brigata Volturno sul Pasubio, quindi la Brigata Rovigo sul Carso e nel corso della ritirata di Caporetto. Il 15 novembre 1917 passò in testa alla Brigata Emilia, con la quale fu impegnato nelle operazioni sul massiccio del Monte Grappa fino alla fine della guerra, guadagnando la promozione a brigadier generale nel giugno 1918. Nel corso del Primo conflitto mondiale meritò due Medaglie d'Argento al Valor Militare e la Croce di Cavaliere dell'Ordine Militare di Savoia.
RENF - Fonte
Gaspari Paolo, Pozzato Paolo, Scala Ferdinando, I GENERALI ITALIANI DELLA GRANDE GUERRA, ATLANTE BIOGRAFICO, VOL. 2 C-Z, Gaspari Editore, Udine 2019.Ministero della Guerra, RIASSUNTI STORICI DEI CORPI E COMANDI DELLA GUERRA 1915 - 1918, BRIGATE DI FANTERIA, Libreria dello Stato, Roma 1924 - 1929. Persegati Nicola, Scrimali Antonio, IL CARSO DIMENTICATO, NAD LOGEM - FAJTI - LOKVICA - PECINKA - HUDI LOG - CASTAGNEVIZZA - KORITE - SELO, Global Print, Gorgonzola 2003.
REVI - Data
1917/09/26 - 1917/10/16
REVX - Validità
ca.

TE - Testo epigrafe

LSIL - Lingua
Italiano
LSII - Trascrizione testo graffito
Raffigurazione di un occhio iscritto in un triangolo
IDDIO ... TTO
LSIO - Trascrizione testo originale
Raffigurazione di un occhio iscritto in un triangolo
IDDIO ... TTO
LSTI - Traduzione in italiano
Occhio di Dio
Iddio sia benedetto (?)
LSIC - Tecnica di costruzione
Incisione in rilievo
LSIM - Materiali utilizzati
Malta

CO - Stato di conservazione

STCC - Stato di conservazione
Molto danneggiato

DO - Fonti e documenti di riferimento

BIB - Bibliografia che menziona il graffito
Persegati Nicola, Scrimali Antonio, IL CARSO DIMENTICATO, NAD LOGEM - FAJTI - LOKVICA - PECINKA - HUDI LOG - CASTAGNEVIZZA - KORITE - SELO, Global Print, Gorgonzola 2003.

CM - Compilazione e aggiornamenti

CMPR - Ruolo interventoCMPN - NomeCMPD - Data
Foto diSergio Cassia27/03/2021
RilevamentoSergio Cassia27/03/2021
Foto diClaudio Pettarin23/01/2022
InserimentoGiorgio Pisaniello11/02/2022
AggiornamentoSergio Cassia08/04/2022
AggiornamentoMarco Pascoli27/05/2023

AN - Annotazioni

OSS - Osservazioni
All'interno della dolina Alba, poco distante dal "Mastio Rovigo", si possono rivenire i resti di altre due costruzioni. L'ultima, sulla sinistra, conserva ancora al suo interno una serie di fori sulle pareti, destinati probabilmente a sorreggere mensole in legno. E' possible che l'edificio fosse destinato a infermeria, per assicurare un primo soccorso ai feriti provenienti della prima linea.

Gallery

  • a. L'edicola con l'Occhio di Dio
  • b. Particolare dell'edicola con l'Occhio di Dio
  • c. Il "Mastio Rovigo"
  • d. La dolina Alba
  • e. Il "Mastio Rovigo" nella dolina Alba
  • f. Particolare dell'iscrizione
  • g. Particolare dell'Occhio di Dio
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