Complesso di iscrizioni realizzato dai militari Antonio Laterza e Pesce (quest'ultimo della classe 1882), durante lavori di costruzione/rafforzamento dei trinceramenti ancora riconoscibili sulla piccola altura dove sorgono le dirute architetture di quella che era una signorile abitazione ottocentesca: Villa Hinke. Tale collina si eleva fra i paesi di Ronchi e di Selz. Storicamente, venne individuata col toponimo di Quota 11 o La Montagnola.
Il cognome Laterza ha origini spiccatamente pugliesi; Pesce, diffuso in tutta Italia, ha matrici storiche in Lombardia, Liguria e Campania. Sull'Albo d'Oro dei militari caduti nella guerra nazionale 1915-1918, compaiono tre caduti della Classe 1882 aventi per cognome Pesce.
La Montagnola fu occupata e fortificata dalle truppe del Regio Esercito fin dal giugno del 1915, che la trasformarono in una notevole posizione di seconda linea e in un importante appoggio tattico per lo schieramento avanzato di prima linea.
Difatti, fino alla seconda settimana dell'agosto del 1916 (Sesta Battaglia dell'Isonzo), le trincee della prima linea italiana si snodavano sulle vicine Alture di San Polo (meno di 1 km a sud-est) e sul non lontano (1 km - 1,3 km est-nordest) dirimpettaio ciglione che include Monte Sopra Selz (Quota 45-Quota 65) e Costa Lunga (Quota 70), ben osservabile e battibile dalle mitragliatrici appostate presso La Montagnola stessa.
Durante le prime concitate fasi del conflitto, né scaturirono anche dolorosi episodio di "fuoco amico". Narrando degli attacchi alla Quota 70 scagliati dal 13° Reggimento Fanteria della Brigata Pinerolo a fine giugno del 1915, a cui partecipò in prima persona, il graduato Mario De Carolis ricorda: "Purtroppo i mitraglieri, che si erano appostati su una piccola altura davanti alle Cave di Selz, per errore di calcolo della distanza avevano sbagliato alzo e la mitraglia invece di colpire il nemico, si scagliò contro di noi, mietendo numerosissime vittime" (Scrimali Antonio, Scrimali Furio, op. cit., pag. 232). La "piccola altura davanti alle Cave di Selz" s'identifica, per l'appunto, ne La Montagnola.
Dopo diversi mesi di guerra e di apprestamento, all'aprile del 1916, il "Caposaldo di Villa Ammiraglio (settore Ronchi)" su La Montagnola così si presentava: "gli elementi trincerati erano stati ultimati e il reticolato antistante era in fase di completamento; l'edificio [della Villa, n.d.r.] costituiva un ottimo punto di controllo del ponte di Selz e sul Canale Dottori" (Mantini Marco, Stok Silvo, I tracciati..., Parte 2ᵃ. cit., pag. 34).
In seguito all'avanzata di alcuni chilometri verso oriente attuata dalla 3ª Armata italiana durante la Sesta Battaglia dell'Isonzo (seconda settimana di agosto del 1916) e fino alla ritirata di Caporetto di fine ottobre del 1917, le fortificazioni su La Montagnola furono consolidate e integrate nell'estesa rete difensiva arretrata che il Comando del Genio d'Armata organizzò nel territorio retrostante alle posizioni più avanzate. Per l'esattezza, i trinceramenti che ospitano il complesso incisorio vennero a sostanziare un tratto della Linea Pedecarsica che, al settembre del 1917, costituiva l'ottavo sistema difensivo italiano esistente nel settore del Carso-Basso Isonzo.
Attesa la vicinanza ad altri graffiti dei quali si legge o si può desumere una datazione (codd. 003263, 003916), è probabile che l'oggetto in censimento risalga a quest'ultimo contesto storico-militare arretrato, caratterizzato dalla relativa distanza della minaccia nemica.
Il diroccato palazzo esistente su La Montagnola, denominato Villa Hinke o Villa Ammiraglio, fu costruito attorno al 1850. Passato di mano più volte, nell'ottobre del 1901 venne acquistato da Johan Evangelist von Hinke, viceammiraglio della marina militare austriaca. Egli visse a Ronchi per più di due anni, prima di perire a causa di un malore il 24 marzo 1904, durante un viaggio a Vienna.