Settore: Carnia - Medio Gail
In seguito alla conquista italiana della Cima Est del Cellon (29 giugno 1916), le sottostanti posizioni della Cellonstellung sulla Cellon-Schulter si trovarono in grave difficoltà tattica, venendo colpite d'infilata e dall'alto dalle sovrastanti postazioni italiani della Cima Est. Per questo motivo, l'8 luglio 1916 il Comando della Imperiale e Regia 94ª Divisione di Fanteria inviò una mezza compagnia di Zappatori aventi la disposizione di allestire adeguatamente la Cellonstellung e le sue vie di accesso.
Tale contingente non fu tuttavia sufficiente e il comando divisionario dovette richiedere ai comandi superiori altri reparti di Zappatori, soprattutto per poter costruire una lunga galleria, quasi verticale dotata di scale in legno per l'ascesa, che permettesse di raggiungere al coperto le linee della Cellonstellung. Tra questi reparti, ritroviamo la 1ª Compagnia del Battaglione Zappatori n° 9 (Sappeur Kompagnie Nr. 1/9), qui menzionata.
La galleria, costruita nella seconda metà del 1916, è lunga 183 metri e supera un dislivello di 110 metri. È stata trasformata in via ferrata accessibile agli escursionisti nel 1986/87 dall'Associazione Amici delle Dolomiti, sotto la direzione delle guide alpine dell'Esercito Austriaco. Da segnalare che nella zona superiore del Cellon-Schulter esistono numerose, ampie gallerie che consentivano il collegamento coperto tra le varie postazioni trincerate e che, in alcuni tratti, sono assai simili al primo tronco percorso dalla via attrezzata (che si conferma, comunque, il tratto di galleria indiscutibilmente più lungo del Cellon-Schulter).
Il complesso epigrafico è in alcuni punti di difficile interpretazione.
Si nota che la scritta "Spp" significante "Sappeur" è stata resa in modo "specchiato", con la "S" e le "p" orientate all'opposto.
Il complesso epigrafico è suddiviso in due porzioni, sulle due pareti della feritoia interessata; tale feritoia, rivolta a nord, non era finalizzata alla collocazione di armi automatiche od artiglieria, bensì serviva quale presa d'aria, via di scolo per i detriti prodotti durante l'escavazione e eventuale via di fuga per i soldati che fossero, causa qualche eventualità imprevista, rimasti all'interno della galleria in situazione di pericolo.
Nella iscrizione sul lato sinistro si nota il cognome "Polzinger", ripetuto due volte; l'iscrizione "18.8.90" (1890) potrebbe riferirsi alla data di nascita del militare autore dell'epigrafe.