Settore: Litorale - Carso Triestino
La Grotta di Ternovizza, esplorata già a metà '800, venne apprestata dai reparti austro-ungarici specializzati nell'adattamento delle cavità carsiche a fini militari, che la unirono mediante corridoio artificiale all'adiacente cavità della Peiča Jama (Caverna presso Boriano), dalla quale si accede attualmente per accedere alla grotta senza difficoltà, mediante una rudimentale scalinata realizzata durante la guerra. La galleria artificiale termina in una caverna nella quale si apre il pozzo dell'accesso originale alla grotta. Situata in quelle che erano le retrovie vicine dell'Isonzo Armee, la grotta venne utilizzata dagli Imperiali per il ricovero di truppe e/o per l'accantonamento di materiali.
Le iscrizioni riportano alcuni nominativi di militari austro-ungarici di origine slovena (come testimonia l'analisi dei cognomi), affiancati dalle indicazioni di data afferenti al primo semestre del 1917. Trovandosi nell'area della grotta raggiungibile senza particolari tecniche speleologiche, è probabile si tratti di soldati impiegati nei lavori di adattamento della cavità, oppure di uomini che ebbero a stazionare all'interno della stessa.
Fra il 1915 e il 1917, sul Carso, le forze armate austro-ungariche organizzarono reparti e procedure appositamente formati per l'impiego delle grotte naturali ai fini militari, che furono protagonisti di importanti cantieri di adeguamento degli ipogei. Di conseguenza, le cavità conobbero un ampio utilizzo militare, prevalentemente incentrato sul ricoverare truppe, mezzi e materiali al coperto dall'aviazione e delle artiglierie italiane.
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23 febbraio 1917
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6 giugno 1917