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Cippo miliario con distanze da Quota 1238 e dalla Chiesa di Tiarno - Monte dei Pini

Settore: Giudicarie - Alto Garda - Vallagarina

Codici

Codice
004091

OG - Oggetto

OGTT - Tipo oggetto
Monumento - Cippo
OGTE - Epoca origine
Bellica

LC - Localizzazione

PVCS - Stato
Italia
PVCR - Regione
Trentino-Alto Adige/Südtirol
PVCP - Provincia
Trento
PVCC - Comune
Ledro
PVCL - Località principale
Monte dei Pini
PVPE - Altra denominazione
Coste de Viàs
PVSO - Localizzazione attuale
In situ
PVSN - Nota localizzazione attuale

In cima al vallone in cui ora giace il cippo, sono rinvenibili resti di edifici, postazioni e piazzole; il cippo è verosimilmente scivolato da tale area. È in progetto il suo riposizionamento accanto al campanile della chiesa di Tiarno di Sotto (luogo richiamato dal cippo stesso).

LS - Localizzazione storica

LTSS - Settore
Giudicarie - Alto Garda - Vallagarina
LTST - Toponimo storico località principale
Monte dei Pini

AU - Autore

ESBS - Stato belligerante
Regno d'Italia
ESBE - Forza Armata
Regio Esercito Italiano

RE - Notizie storiche

RENN - Notizia storica

La particolare epigrafe - incisa su una grande pietra squadrata a forma di cippo - è stata rinvenuta al suolo lungo un impervio vallone che scende da versante nordorientale del Monte dei Pini, evidentemente in un luogo diverso da quello in cui era in origine posizionata.

Tenuto conto della presenza di resti di edifici, postazioni e piazzole nell'area sommitale del vallone, è del tutto ragionevole concludere che il cippo provenga da tale area e sia scivolato a valle in seguito alla rovina del manufatto in cui era collocato (una strada, un edificio, ...). Tale conclusione risulta peraltro confortata dall'esame del testo inciso, di cui si dà qui di seguito riscontro.

Il cippo riporta infatti due riferimenti topografici, accompagnati dalla relativa indicazione metrica: a 1312 metri di distanza la Quota 1238, che corrisponde al dosso fortificato a sud ovest della cima del Monte dei Pini, nei pressi dell'omonima sella; e a 3988 metri la Chiesa di Tiarno, il cui campanile costituiva il più alto di tutta la Val di Ledro e per questa ragione era utilizzato, fin dalla sua costruzione nel 1861, come punto geografico e cartografico di riferimento.

Sul significato delle indicazioni metriche sono state avanzate varie ipotesi: che fossero distanze (curve) di tiro per i pezzi di artiglieria, oppure distanze lineari ottiche di riferimento tra gli osservatori dislocati in questa zona o ancora distanze di percorrenza sui sentieri e sulle mulattiere di collegamento con il punto d’origine del cippo miliario (o, analogamente, lo sviluppo dei cavi telefonici collocati su pali a lato di tali percorsi).

Queste ipotesi sono state poi testate con l’utilizzo di programmi cartografici 3D-GIS e rilievi GPS, per verificarne la corrispondenza con dati riportati sul cippo. Le prime due ipotesi sono state scartate, atteso che i punti ottenuti (tramite l’intersezione di raggi pari alle distanze indicate con cerchi sul piano orizzontale o con sfere nello spazio 3D) presentano tra loro una differenza di parecchie centinaia di metri, evidentemente eccessiva per giustificare il dato metrico inciso. L’ipotesi che ha fornito dati compatibili con quelli riportati dal cippo è quella delle distanze di percorrenza sui sentieri e mulattiere di collegamento: la zona dove si è intuitivamente ipotizzato fosse in origine collocata la pietra - la testata del vallone - si trova infatti a 1301 metri di percorrenza da Quota 1238 ed a 3984 metri partendo dal campanile di Tiarno di Sotto, seguendo i tragitti militari ancor oggi riconoscibili, con uno scarto nell'ordine di 10 metri circa.

 

 

Dichiarata la mobilitazione, la situazione dell’Esercito italiano sul versante meridionale della Val di Ledro vedeva schierata la I Armata - III Corpo d'Armata - 6ª Divisione, con le Brigate Sicilia (61° e 62° Reggimento Fanteria) e Toscana (77° e 78° Reggimento Fanteria), il 7° Reggimento Bersaglieri, il 45° Battaglione Bersaglieri, i Battaglioni Alpini Vestone, Val Chiese e Val d'Intelvi del 5° Reggimento Alpini, il 3° Battaglione Regia Guardia di Finanza, il 16° Reggimento Artiglieria, l'11ª Compagnia Zappatori del 2° Reggimento Genio.

L’Esercito austrungarico si era intanto ritirato più a nord, dove le montagne costituivano, con i loro versanti ripidi ed impervi, un bastione naturale imprendibile da valle; così facendo, la lunghezza lineare del confine da presidiare si era ridotta, con il conseguente minor numero di soldati da impiegare per la difesa.

 

Dopo la presa di monte Palone nell’ottobre 1915, fu la volta di monte Vies, la cui sommità venne conquistata il 10 dicembre 1915 dalla 91ª Compagnia del Battaglione Vestone, con i reparti del 62° Reggimento Fanteria (Brigata Sicilia), appoggiati anche dal fuoco del 16° Reggimento Artiglieria, posizionato su Monte Naé e Monte dei Pini. La linea così raggiunta rappresentò la massima avanzata dell’esercito italiano e restò immutata per tutto il resto del conflitto; il Monte Naé e il Monte dei Pini sono quindi rimasti caposaldo fondamentale per il supporto e i rifornimenti alla prima linea di Monte Vies.

RENF - Fonte
Fava Domenico, Grazioli Mauro, Ligasacchi Gianfranco (a cura di), LA GRANDE GUERRA NELL'ALTO GARDA - DIARIO STORICO MILITARE DEL BATTAGLIONE VAL CHIESE, Il Sommolago, Arco 2010.Fava Domenico, Grazioli Mauro, Ligasacchi Gianfranco (Il Sommolago), LA GRANDE GUERRA NELL’ALTO GARDA - DIARIO STORICO MILITARE DEL BATTAGLIONE VESTONE, Grafica5, Arco 2008Fioroni Giovanni, LA VALLE DI LEDRO NELLA PRIMA GUERRA MONDIALE, Edizioni Temi, Trento 2008.Pellizzari Ovidio, IMMAGINI E STORIE DAL FRONTE DELLE GIUDICARIE. VALLE DEL CHIESE 1915-1918, Biblioteca Comunale di Borgo Chiese, Condino 2018.

TE - Testo epigrafe

LSIL - Lingua
Italiano
LSCT - Categoria
Informativa - Di servizio
LSII - Trascrizione testo graffito

DA QUOTA 1238

METRI 1312

decorazione floreale

DALLA CHIESA

DI TIARNO

METRI 3988

LSIO - Trascrizione testo originale

DA QUOTA 1238

METRI 1312

decorazione floreale

DALLA CHIESA

DI TIARNO

METRI 3988

LSIN - Interpretazione

(Distanza di percorso) da Quota-1238 (sella del Monte dei Pini): 1312 metri

(Distanza di percorso) dalla Chiesa di Tiarno (di Sotto): 3988 metri

 

LSIC - Tecnica di costruzione
Incisione in cavo
LSIM - Materiali utilizzati
Pietra (granito)
LSDM - Dimensioni
Grande (larghezza 50 cm. x altezza 100 cm. x spessore 40 cm. circa)

CO - Stato di conservazione

STCC - Stato di conservazione
Integro
STCO - Note

Nonostante sia scivolata dalla zona sommitale del vallone (cfr. supra), il cippo risulta tutt'ora integro.

Dallo spessore si può immaginare che fosse murata su qualche parete.

DO - Fonti e documenti di riferimento

CM - Compilazione e aggiornamenti

CMPR - Ruolo interventoCMPN - NomeCMPD - Data
SegnalazioneGiorgio Mora02/02/2018
RitrovamentoMatteo Volpe02/01/2022
RilevamentoMatteo Volpe02/01/2022
Foto diMatteo Volpe02/01/2022
Foto diMatteo Volpe18/09/2022
Foto diSergio Cassia13/04/2025
Notizia storicaMatteo Volpe09/09/2025
InserimentoMatteo Volpe09/09/2025
AggiornamentoSergio Cassia21/01/2026

AN - Annotazioni

OSS - Osservazioni

La prima foto di questa pietra (che i locali hanno denominato “el préó”) è circolata nel 2018; l'autore dell'immagine è Giorgio Mora, un boscaiolo che aveva notato la pietra mentre recuperava del legname in un canalone. Il luogo del ritrovamento è assai impervio; solo dopo alcune perlustrazioni, molte delle quali accompagnato anche dallo stesso boscaiolo che l’aveva inizialmente vista, Matteo Volpato (Volpe) è riuscito a trovare, mappare e ripulire il grande cippo miliario.

Durante la pulizia è emersa una sorpresa: oltre alle indicazioni metriche era presente, nella parte centrale, anche l’incisione di un decoro geometrico floreale; la precisione e l’accuratezza del decoro, rispetto alle incisioni del testo, fanno pensare che sia stato fatto con uno strumento diverso oppure da un altro soldato scalpellino.

 

Grazie all’interessamento degli Alpini di Bezzecca (Valter Mora, in particolare), è recentemente nato il progetto di valorizzazione del cippo miliario, tramite il suo recupero dal canalone e il successivo collocamento presso la chiesa di Tiarno di Sotto.

 

Gallery

  • a. Il cippo miliario con distanze da Quota 1238 e dalla Chiesa di Tiarno, a seguito del ritrovamento nel 2022
  • b. Particolare del decoro floreale, ripulito ed evidenziato
  • c. Particolare del decoro floreale, prima dell'evidenziazione: l'incisione è precisa e curata, diversamente da quella del testo
  • d. Il cippo miliario nel momento del ritrovamento, prima della pulizia
  • e. Il cippo miliario durante il rilevamento con il GPS
  • f. Il cippo miliario presenta un notevole spessore; verosimilmente era murato in verticale
  • g. Il cippo miliario si trova in fondo ad un canalone assieme a residui metallici dei baraccamento soprastanti
  • h. Il luogo ove giace ora il cippo è impervio e poco accessibile, anche per la presenza di alberi schiantati al suolo
  • i. Il campanile della Chiesa di Tiarno di Sotto, uno dei due punti citati dalle incisioni sul Il cippo miliario
  • l. Il campanile della Chiesa di Tiarno di Sotto, costruito nel 1861
  • m. L'altro punto citato dalle incisioni sul cippo, sella di Monte dei Pini, ovvero Quota 1238, visto dalla piazza della Chiesa di Tiarno di Sotto
  • n. Vista dall'Osservatorio di Rinalt sulla zona del Monte dei Pini, con i punti strategici ad esso collegati
  • o. Vista da cima Vies (avamposto italiano): la cresta del Monte dei Pini, da Quota 1238 fino alla Cingla
  • p. Carta IGM con le indicazioni dei punti indicati sul Il cippo miliario
  • q. Le analisi metriche dei dati riportati sul Il cippo miliario sono state elaborate con un programma GIS-3D
  • r. I due percorsi analizzati, le cui lunghezze metriche sono verosimilmente quelle indicate sul Il cippo miliario
  • s. I dati metrici dei rilevamenti GPS dei due percorsi analizzati
  • t. L'ipotesi di indicazioni metriche di tiro non fornisce soluzioni congruenti o plausibili
  • u. Il cippo miliario con distanze da Quota 1238 e dalla Chiesa di Tiarno, ripulito ed evidenziato nel 2025
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