IN PREPARAZIONE
Nel corso della IVª Battaglia dell'Isonzo, il 37° Reggimento di Artiglieria da Campagna si trova a fronteggiare con le sue batterie posizionate presso Villanova di Farra la linea del Monte San Michele.
Il 29 novembre 1915 in tale località cade il Caporal Maggiore Guido Pellizzari, decorato con la Medaglia d'Oro al Valor Militare con la seguente motivazione: "Capo pezzo, diede ai propri dipendenti costante, insuperabile esempio di ardimento e di fermezza. Essendo stato incendiato dal tiro nemico il riparo del proprio pezzo, con grave pericolo di scoppio delle numerose granate contenute nella riservetta, animosamente intraprese l'opera di estinzione e riuscì nell'intento, nonostante la mancanza di mezzi adeguati ed il persistere del fuoco avversario. Per due volte, essendo il pezzo soggetto al tiro di smonto, chiese di rimanere a proseguire il tiro da solo e rimase impavido al suo posto, continuando il fuoco con rapidità ed efficacia e dando fulgida prova di valore, finché, colpito da una granata nemica, incontrò morte gloriosa. Villanova di Farra, 25 - 29 novembre 1915".
In quella giornata nel settore del XI Corpo d'Armata, cui apparteneva il 37° Reggimento, si verificarono i seguenti avvenimenti: "Durante la notte niente di notevole, ma nella giornata la 22ª Divisione ha ordine di insistere per impadronirsi delle cime di S. Michele, specialmente della Cima 4 e del costone fra questa e la cappella diruta di S. Martino; la 21ª deve cooperare all’azione della 22ª, la 29ª ha l'ordine di svolgere una tenace azione difensiva; le batterie devono battere gli obiettivi delle fanterie, conseguire tiri di interdizione, mantenere in soggezione le artiglierie nemiche. La 21ª divisione riesce, coll’estrema ala sinistra (una compagnia del 29°), ad occupare, risalendo il valloncello di S. Martino, una trincea nemica a poche decine di metri dall’abitato di S. Martino, assicurando così ancor meglio il collegamento con le truppe più avanzate della 22ª Divisione; cattura alcuni prigionieri. Tutti gli attacchi contro le cime di San Michele da parte della 22ª falliscono, perché nonostante il fuoco di preparazione delle artiglierie di grosso e medio calibro concentrato sugli obiettivi, il nemico può rioccupare prontamente le suddette posizioni non appena le nostre artiglierie allungano il tiro, e si oppone ad ogni nostro tentativo con fuoco di fucileria, di artiglieria, mitragliatrici ed intenso lancio di bombe a mano. Sembra pertanto che il nemico disponga a ridosso delle cime, e in tutta la loro prossimità, di rifugi che lo sottraggono agli effetti del nostro tiro e gli permettono di rioccupare prontamente le trincee non appena il nostro tiro viene allungato. In conclusione la truppa della 22ª, venute in più punti a contatto con le trincee nemiche, debbono sostare nelle posizioni di ieri, tranne il 148° che stende l’occupazione sulla destra e alquanto innanzi, sino a prendere contatto colla compagnia del 29° fanteria avanzatasi verso S. Martino. Sulla fronte della 29ª divisione, il 132° completa la conquista della trincea intermedia per meglio assicurare il collegamento della sua destra colla sinistra del 130°. In questa parziale azione sono catturati i prigionieri e materiali vari".
Il cippo in pietra posto all'interno del giardino della ex scuola di Villanova di Farra venne scoperto il 28 ottobre 1934 in occasione dell'inaugurazione della struttura scolastica.
Guido Pellizzari è stato ricordato anche con altri monumenti elevati sul prospiciente monte San Michele:
Il suo nome compare sul cippo n.18 che delimita la Zona Monumentale del monte San Michele istituita nel 1922, mentre il 4 novembre 1929 venne inaugurato sul piazzale sottostante Cima 3 un cippo dedicato ai caduti del 37° Reggimento Artiglieria da campagna il quale su una targa di bronzo portava i riferimenti della MOVM G.Pellizzari.
Il Pellizzari venne seppellito al cimitero militare di Villanova di Farra (t.211) soppresso nel 1934; al Sacrario di Redipuglia è ricordato da un loculo in memoria (28231, gradone n.15). Con tutta probabilità dopo una permanenza al Sacrario venne traslato a Tricesimo suo paese natale.