Il cippo - purtroppo estremamente danneggiato - sorge a breve distanza dal sito del Cimitero di Pozzo della Scala, alle pendici del Monte Campanaro. Sulla superficie del monumento sono scritti, con un pigmento nero, alcuni nominativi, parzialmente leggibili ma nel complesso univocamente riconducibili, grazie all'esame delle risultanze dell'Albo d'Oro, a militari caduti del 10 giugno 1917, tutti appartenenti alla 24ª Batteria Bombarde. Tale Batteria, al 9 giugno 1917, giorno precedente l'inizio della Battaglia dell'Ortigara, era effettivamente schierata in località "Campanaro Nord".
Nel monumento figurano i nominativi dell'Aspirante Caporaso Michelangelo, del Sergente Noci Paolo, dei Caporali Carotenuto Vincenzo e Veronesi Vittorio e dei Soldati Allietta Lorenzo, Demonti Giuseppe, Musso Umberto, Rachero Angelo e Veltroni Emilio. È verosimile che la porzione del cippo la cui finitura è del tutto rovinata riportasse anche i restanti bombardieri della 24ª Batteria caduti il 10 giugno 1917: i Soldati Farroni Romeo, Fraccaroli Alfonso, Marchesano Gennaro, Tirasso Angelo e Vecchio Mario.
Non è allo stato disponibile documentazione relativa al grave incidente che cagionò la morte dei numerosi artiglieri ricordati nel cippo; è tuttavia noto il contributo di sangue dato dai Bombardieri durante la Battaglia dell'Ortigara e, in particolare, che le batterie vennero fatte specifico bersaglio dei vigorosi bombardamenti austro-ungarici dal 10 al 26 giugno; su 518 bombarde schierate dal Passo dell'Agnella a Camporovere, furono colpite e in gran parte messe fuori servizio 25 bombarde da 240 L, 48 bombarde dal 240 C (di cui era armata la 24ª Batteria) e 60 bombarde da 58 A, quasi un terzo quindi delle armi schierate lungo il fronte interessato.
Secondo testimonianze locali, riportate nell'articolo di giornale citato in bibliografia, il cippo sarebbe stato eretto in ricordo di militari ("Alpini e Fanti delle Brigate Regina e Piemonte") che nel giugno 1917, durante i combattimenti della Battaglia dell'Ortigara, si sarebbero rifiutati di uscire dalla trincea per andare all'attacco. Accusati di diserzione di fronte al nemico, sarebbero stati immediatamente fucilati da un drappello di Carabinieri schierato nelle vicinanze e sepolti in un avvallamento del terreno a poca distanza dal Cimitero di Guerra del Pozzo della Scala.
Tali memorie popolari, di estrazione locale, sono prive di supporti documentali e contrastano con le univoche risultanze epigrafiche tutt'ora estraibili dal cippo, che riportano a militari della 24ª Batteria Bombarde, tutti caduti il 10 giugno 1917 per fatto d'arme e inseriti nell'Albo d'Oro.
È invece possibile che tali memorie facciano riferimento ad altri episodi di esecuzione della pena capitale avvenuti durante la Battaglia dell'Ortigara. Sul punto, si rammenta il drammatico passo di "Le Scarpe al Sole" di Paolo Monelli relativo alla fucilazione di due alpini, condannati "perché un giorno dell'Ortigara, usciti dalla battaglia per una corvè, non vi erano poi più rientrati".