Il Cimitero Militare di Lucinico era sorto in località Verbis fin dall’estate 1915 e rimase attivo fino all’inizio 1917.
Il cimitero, classificato nel 1918 dai Reparti cimiteriali austriaci come Militärfriedhof Nördlich Lucinico Nr. 62 custodiva a quella rilevazione 249 militari, tutti italiani.
Al termine della fase di “sistemazione provvisoria” avviata nel primo dopoguerra dalle Autorità italiane, il cimitero venne mantenuto e classificato come Cimitero “Soldato Nanni Cucchiari” o Cimitero militare di Lucinico (Quota 99) “Soldato Nanni Cucchiari”, custodendo 175 militari, tutti italiani.
Al momento della sua dismissione (metà anni '30), i Caduti italiani furono traslati al Tempio Ossario di Udine (o alla propria residenza di origine); il Soldato Nanni Cucchiari fu traslato prima al Cimitero degli Invitti sul Colle S.Elia e successivamente alla sua chiusura (1937) al Sacrario di Redipuglia (gradone 6°, loculo 10935).
Il Cimitero fu dedicato Giovanni (Nanni) Cucchiari, di Giuseppe, nato a San Ginesio (Macerata) il 26 novembre 1894, Soldato dell'11° Reggimento (Brigata Casale), morto sul Podgora il 24 giugno 1915 per "ferite riportate in combattimento; gli fu attribuita la Medaglia d'Oro al Valor Militare con la seguente motivazione: “Costante, fulgido esempio di valore e di tenacia, incaricato, con altri, del taglio dei reticolati nemici, si dirigeva verso i reticolati stessi con indomito coraggio e ne iniziava il taglio, servendosi delle pinze. Fatto segno, da vicino, a violento fuoco, che gli spezzava le pinze fra le mani, si manteneva calmo e saldo al proprio posto, finché non gli fu ordinato di arretrarsi. Dopo circa un'ora, pur sapendo che l'avversario era sempre vigile, usciva con un'altra pattuglia a ritentare la pericolosa operazione, e primo fra tutti con impareggiabile ardimento, raggiungeva i reticolati, togliendo dagli stessi un campanello d'allarme. E benché non ancora raggiunto dai compagni, iniziava nuovamente ed intrepidamente il taglio dei fili e continuava nel suo eroico tentativo, finché colpito da una nutrita scarica di fucileria nemica vi lasciava gloriosamente la vita”. - Podgora, 24 giugno 1915".