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Cimitero di guerra - Prato di Resia

Settore: Valli del Fella - Tarvisiano - Basso Gail

Codici

Codice
000224
ESC - Ente Schedatore
Gruppo Storico Friuli Collinare - Museo della Grande Guerra di Ragogna

OG - Oggetto

OGTT - Tipo oggetto
Lapide - Cimitero militare
OGTE - Epoca origine
Postbellica

LC - Localizzazione

PVCS - Stato
Italia
PVCR - Regione
Friuli Venezia Giulia
PVCP - Provincia
Udine / Udin
PVCC - Comune
Resia / Resije
PVCL - Località principale
Prato
PVSO - Localizzazione attuale
In situ

LS - Localizzazione storica

LTSS - Settore
Valli del Fella - Tarvisiano - Basso Gail

AU - Autore

ESBS - Stato belligerante
Regno d'Italia
ESBE - Forza Armata
Regio Esercito Italiano
ESBA - Arma, Corpo, Ripartizione generale
Fanteria
ESBS - Specialità, Ripartizione mediana
Fanteria
ESBZ - Specializzazione, Ripartizione specifica
Reparti Zappatori
ESBG - Brigata
Brigata Treviso
ESBR - Reggimento o unità equipollente
100° Reggimento Fanteria
ESBB - Battaglione, Battaglione autonomo, Gruppo
II Battaglione
ESBP - Reparto, Sezione, Plotone
II Reparto Zappatori

RE - Notizie storiche

RENN - Notizia storica
Vestigia del cimitero di guerra di Prato, che raccoglieva i caduti italiani, tedeschi ed austro-ungarici della Battaglia di Resia - Vall'Uccea (25 ottobre - 29 ottobre 1917), uno dei fatti d'armi più importanti e sconosciuti tra quelli direttamente scaturiti dallo Sfondamento austro-germanico di di Caporetto. Il cimitero fu ultimato in diverse fasi: nei primi giorni dopo i combattimenti, le salme dei Caduti furono raccolte ed inumate provvisoriamente dai civili resiani, su ordine delle autorità militari imperiali. A guerra finita, nella primavera del 1919 fu costruito il vero e proprio cimitero di guerra a cui afferiscono le testimonianze esistenti, dai soldati italiani del 100° Reggimento Fanteria (autori anche del monumento centrale). Nel 1938 le salme furono traslate: alla volta del Tempio Ossario di Udine, quelle italiane (erano cinquantotto); verso l'ossario di Rovereto, quelle austro-ungariche e tedesche (in numero leggermente superiori, stando all'immagine storica). Nel 1970, l'ala deputata all'ex cimitero di guerra, priva delle sacre esequie dei caduti (ma dove esistevano evidentemente ancora le pietre tombali ed il cippo centrale) venne destinata all'ampliamento del cimitero civile di Prato di Resia. Durante quei lavori, le testimonianze epigrafiche e le lapidi del camposanto vennero abbandonate nella scarpata retrostante al cimitero, dove si trovavano fino al 2017 quando, grazie all'Amministrazione Comunale di Resia, sono state recuperate e posizionate su una panoramica altura prossimo al cimitero civile e alla sede storica del cimitero militare..
Le lapidi e il cippo centrale ancora oggi riconoscibili furono dunque edificate all'indomani della conclusione della guerra, nell'aprile 1919, dal 100° Reggimento di Fanteria italiano, Brigata Treviso.
RENF - Fonte
Pascoli Marco, LA BATTAGLIA DIMENTICATA DELLA VAL RESIA, Gaspari Editore, Udine 2014.
REVI - Data
1919/04/00

TE - Testo epigrafe

LSIL - Lingua
Italiano
LSII - Trascrizione testo graffito
Lapidi di caduti

Epigrafe sul monumento centrale:
SE ALLA PATRIA
PER VOI LE NOSTRE VITE
OFFRIMMO IN SACRA PURITÀ D'ARDORE
SIATE VOI DEGNI DI SI GRANDE AMORE
ORSINI

Simbolo della Croce Cristiana

Fregio raffigurante la Corona Sabauda
100
REGG.to FANTERIA
2° REPARTO ZAPPATORI
Fregio raffigurante due asce incrociate
27-4-1919
LSIC - Tecnica di costruzione
Iscrizione: incisione in cavo
LSIM - Materiali utilizzati
Cemento

CO - Stato di conservazione

STCC - Stato di conservazione
Molto danneggiato
STCO - Note
Le due epigrafi sui resti del monumento centrale non sono particolarmente danneggiate. Evidentemente le vestigia del cimitero sono in generale assai danneggiate, in buona parte ancora sotterrate sotto il cumulo di macerie che contraddistingue la scarpata su cui emergono le testimonianze ivi catalogate.

DO - Fonti e documenti di riferimento

BIB - Bibliografia che menziona il graffito
Pascoli Marco, LA BATTAGLIA DIMENTICATA DELLA VAL RESIA, Gaspari Editore, Udine 2014.

CM - Compilazione e aggiornamenti

CMPR - Ruolo interventoCMPN - NomeCMPD - Data
RilevamentoAldo Pascoli, Marco Pascoli12/10/2004
SegnalazioneSergio Chinese12/10/2004
Foto diMarco Pascoli26/11/2013
InserimentoMarco Pascoli08/12/2013

AN - Annotazioni

OSS - Osservazioni
L'epigrafe "Se alla Patria..." richiama i versi scritti dal poeta e pubblicista Luigi Orsini, originario di Imola, e riprodotti su un'allora assai diffusa cartolina postale illustrata di propaganda in favore del prestito nazionale, pubblicata nel 1917.
Il fregio costituito dal numero ordinativo del Reggimento sovrastato dalla Corona Sabauda incarnava il fregio ordinario apposto sull'elmetto dei soldati di fanteria; il fregio delle due asce incrociate, invece, lo ritroviamo come effige da manica che contraddistingueva le uniformi degli Zappatori. Entrambi i fregi rappresentavano un'icona semplificata rispetto ai fregi da berretto che riproducevano il fregio ufficiale del Corpo / Specialità.

Gallery

  • a. Il cimitero di guerra di Prato negli anni attorno al 1920
  • b. Una lapide al momento del ritrovamento (2004)
  • c. Lapide e resti delle colonne d'ingresso
  • d. Particolare della lapide
  • e. Altra lapide
  • f. I resti del cippo centrale prima della evidenziazione
  • g. Ripulitura del cippo
  • h. Il cippo
  • i. Particolare
  • l. Particolare
  • la. Cartolina del Prestito Nazionale con i versi di Orsini
  • lb. Particolare
  • m. Particolare
  • n. Particolare
  • o. Lapide
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