Targhe di Villa Italia, residenza del re Vittorio Emanuele III -Torreano di Martignacco

Codici
NCT - Codice
000572
ESC - Ente Schedatore
Giorgio Pisaniello
OG - Oggetto
LC - Localizzazione
PVCS - Stato
Italia
PVCR - Regione
Friuli Venezia Giulia
PVCP - Provincia
Udine
PVCC - Comune
Martignacco
PVCL - Località
Torreano di Martignacco
LS - Localizzazione storica
LTSS - Settore
Gemonese - Friuli Collinare
AU - Autore
ESBS - Stato belligerante
Regno d'Italia
ESBE - Forza Armata
Regio Esercito Italiano
RE - Notizie storiche
RENN - Notizia storica
Con Salandra e Sonnino, Vittorio Emanuele III ebbe un ruolo decisivo nella stipulazione del Patto di Londra e nell’entrata in guerra dell’Italia nel maggio 1915. Egli scelse di vivere nelle vicinanze del fronte con uno stile di vita molto simile a quello delle truppe. In un primo tempo la sede del re fu Treviso. Vittorio Emanuele III giunse da Roma, in treno, nella giornata del 27 maggio, ma poi il generale Porro lo avvisò che Cadorna aveva intenzione di stabilire il Comando Supremo a Udine, per cui fu scelta la villa dell’avvocato Pietro Linussa a Martignacco dove il Re giunse il 30 maggio. Linussa nel 1878 aveva sposato Costanza Valussi, una delle figlie del noto giornalista risorgimentale friulano Pacifico Valussi. La sua villa è situata a Torreano di Martignacco, vicina a quelle di altre di famiglie importanti di allora: i di Prampero, gli Orgnani e i Cantarutti. Sulla collina a un paio di chilometri dal paese anche il primo governatore della Banca d´Italia, Bonaldo Stringher, aveva costruito da pochi anni la sua villa. La struttura dell’edificio Linussa, che ha un corpo centrale su tre piani, è piuttosto semplice ed è abbellita da un vasto giardino nella parte anteriore, ben curato, con piante anche di alto fusto, di varia specie e numerose aiuole. Così la descrisse Giuseppe Del Bianco ne “La Guerra e il Friuli”: la villa compare quasi improvvisamente su di una largura di verde, dopo aver percorso breve tratto di strada inghiaiata, che si diparte dalla carrozzabile Torreano-Ceresetto. Sul versante opposto a questa, verso ponente, cioè contro le colline, vi è un cortiletto rustico, limitato da un lato dalla casetta dei coloni e dall’altro da un muro di cinta quasi nascosto da frondosi alberi. Alcune epigrafi ancor oggi visibili ai portoni di accesso alla villa e sulla parete centrale esterna ci ricordano che dal maggio 1915 la casa accolse il re Vittorio Emanuele III con il suo seguito per ben due anni e che da allora fu chiamata Villa Italia. La Casa Militare del Re era composta dal Primo aiutante di campo, il tenente generale e senatore del Regno Ugo Brusati; dal Ministro della Real Casa il conte Alessandro Mattioli Pasqualini, senatore; dal conte di Sant’Elia, maestro delle cerimonie e addetto al Comando del Quartier Generale, e dagli aiutanti di campo generali: il maggior generale Augusto Vanzo dal 24 maggio 1915 al 2 luglio 1915, data in cui passò a capo di Stato Maggiore della III Armata; il maggiore generale Giulio Merli Miglietti; il contrammiraglio Guglielmo Capomazza, dal 24 maggio 1915 al 18 ottobre 1915; il marchese Calabrini, Grande Scudiere in uniforme di capitano di cavalleria Aosta; i tenenti colonnelli di San Marzano, Edgardo Guerrieri e Francesco degli Azzoni Avogadro quali aiutanti di campo; il maggiore Dogliotti, aiutante di campo, il Tenente Colonnello Quirico, medico di sua maestà. Sono in tutto 11 persone, ad esse si devono aggiungere il maggiore Lang e 4 ufficiali subalterni dello squadrone di corazzieri. Vi sono poi i funzionari: il commissario Sessi, con rango di ufficiale superiore, direttore del servizio di Pubblica Sicurezza, il commissario Olivieri, capo dell’Ufficio del Primo aiutante di campo; il Cavalier Niancheri, Capo Gabinetto del ministro della Real Casa; il Signor La Monaca, direttore del servizio viaggi e due funzionari di Pubblica Sicurezza, in tutto 22 ufficiali a cui si aggiungevano 177 uomini di truppa. A disposizione della Casa civile e militare del re c’erano poi 111 cavalli e 15 vetture, tre a trazione animale, tre autovetture, due autobus e quattro autocarri. La dimora del re venne naturalmente tenuta segreta per tutta la durata del conflitto, tuttavia molti furono i personaggi militari, politici e diplomatici che visitarono il re a Villa Italia. Il 13 febbraio 1916 giunse a Torreano di Martignacco il Presidente del Consiglio francese, Aristide Briand, che l’aiutante di campo del re, il colonnello Francesco Avogadro degli Azzoni così definì: Briand: esteticamente dà l’impressione di un capo comico. Ha i capelli a zazzera, i baffi spioventi e l’occhio piccolo, mobilissimo. Il suono della voce è assai simpatico, la sua conversazione è piacevole. Certamente è una persona più che intelligente, furba! Ha qualche cosa del Giolitti, pur non avendo nell’aspetto nulla di comune, con questo nostro uomo politico. Poco dopo un mese arrivò il principe Alessandro di Serbia accompagnato dal Presidente del Consiglio serbo Pasic e da altri ministri e diplomatici. Il 3 aprile 1916 fu la volta del Primo ministro inglese, lord Herbert Henry Asquith che pranzò quel giorno con il re. Poi in maggio arrivò il Principe di Galles, Edoardo d’Inghilterra accompagnato dal generale Ratcliff che era il capo missione militare inglese in Italia. Il re andò a riceverlo alla stazione e lo condusse poi a Martignacco dove il principe soggiornò nella villa dei conti Deciani per alcuni giorni. Nel suo diario il colonnello Avogadro così lo descrisse: Ha 22 anni, ma fisicamente e moralmente ne dimostra 16. Si interessa di tutto ciò che è militare e che ha attinenza colla guerra. Non è mai stanco di vedere, e più volte ha esternato il desiderio di entrare in qualche trincea di prima linea, o recarsi in qualche posizione avanzata, dalla quale vedere il nemico, indipendentemente da qualunque considerazione di pericolo… Si è dimostrato un grande camminatore, benché l’aspetto delle sue gambe gracili, non lo lasci supporre. Il 9 giugno è la volta di una delegazione russa. Il 6 agosto giunge a Villa Italia una delegazione giapponese costituita da funzionari civili e ufficiali di marina inviata espressamente dall’Imperatore. Il 4 settembre 1916, alle ore 9, in perfetto orario, giunse alla stazione di Udine il padre della regina Elena il re del Montenegro, Nicola I. L´accoglienza fu particolare e accanto al re c’erano anche il generale Cadorna e le massime autorità militari italiane. Vittorio Emanuele III accompagnò il suocero a Torreano dove venne alloggiato nella villa Orgnani e lì rimase per alcuni giorni, seguendo talvolta il re nelle sue visite ai fronti. Il 13 settembre fu la volta di mister Page, ambasciatore d´America, che si trattenne per il pranzo discutendo con il sovrano la posizione degli Stati Uniti, non ancora entrati in guerra. Tra le altre va ricordata quella avvenuta il 15 maggio 1917 quando nella villa del re arrivò lo scrittore inglese Rudyard Kipling. Egli si trovava in Italia in qualità di corrispondente e osservatore – in seguito pubblicò a New York una specie di instant-book sul suo viaggio lungo il fronte italiano. Il 13 agosto 1917, alle 7.45 del mattino, alla stazione di Udine, il re andò a ricevere il Presidente della Repubblica francese di allora, Raymond Poincarè, che venne ospitato per alcuni giorni nella villa Orgnani. Tra gli illustri ospiti a Torreano di Martignacco non vanno dimenticati la Regina Elena e i figli del re, in particolare l´erede maschio Umberto, per il quale Vittorio Emanuele III costruì addirittura una specie di diario di guerra sia con foto scattate da lui stesso, sia con vari materiali pervenuti al sovrano riguardanti il conflitto. Nella vecchia sede dell’industria di biscotti Delser, a Martignacco, vi erano due lapidi murate nell’atrio che ricordavano la visita della regina Elena e delle figlie Jolanda e Mafalda compiuta il 22 settembre 1915. Il Re lasciò Villa Italia alle 17,30 di 26 ottobre per salire sul treno speciale a Pasian Schiavonesco (Basiliano, dopo il 1923), anche perché a Roma era caduto il governo Salandra ed egli probabilmente voleva che il ministro degli esteri Sidney Sonnino, uno degli artefici del Patto di Londra, rimanesse al suo posto. Il giorno seguente alle 8 del mattino, trovati alcuni mezzi di fortuna, il colonnello Avogadro degli Azzoni, con i rappresentanti della Real Casa ancora presenti, il personale, i militari al seguito, lasciò Villa Italia e, sfilando lungo le vie di Martignacco ingombre di gente, si diresse alla volta di Codroipo per attraversare il Tagliamento. Il 1° novembre il Re era di ritorno, a Treviso e poi in auto verso il Ponte della Priula, e poi alla Villa Altichiero ch’era stata la splendida residenza dei patrizi veneti Querini la quale divenne la nuova Villa Italia
REVI - Data
1915/05/29 - 1917/10/26
LI - Iscrizione lapidi
LSIL - Lingua
Italiano - Latino
LSII - Trascrizione testo graffito
Villa Italia
XXIX MAGGIO MCMXV
XXVI OTTOBRE MCMXVII
...stella...
XXV NOVEMBRE 1918

Ebbe qui stanza
negli anni del sacrificio e della gloria
MCMXV MCMXVI MCMXVII
la maestà del re d'Italia
Vittorio Emanuele III
Qui ritornò vittoriosa
nel XXV NOVEMBRE MCMXVIII
LSIO - Trascrizione testo originale
Villa Italia
XXIX MAGGIO MCMXV
XXVI OTTOBRE MCMXVII
...stella...
XXV NOVEMBRE 1918

Ebbe qui stanza
negli anni del sacrificio e della gloria
MCMXV MCMXVI MCMXVII
la maestà del re d'Italia
Vittorio Emanuele III
Qui ritornò vittoriosa
nel XXV NOVEMBRE MCMXVIII
LSIC - Tecnica di costruzione
Incisione in cavo
LSIM - Materiali utilizzati
Cemento
LSTI - Traduzione in italiano o interpretazione
Villa Italia
XXIX MAGGIO MCMXV
XXVI OTTOBRE MCMXVII
...stella...
XXV NOVEMBRE 1918

Ebbe qui stanza
negli anni del sacrificio e della gloria
MCMXV MCMXVI MCMXVII
la maestà del re d'Italia
Vittorio Emanuele III
Qui ritornò vittoriosa
nel XXV NOVEMBRE MCMXVIII
CO - Stato di conservazione
STCC - Stato di conservazione
Integro
DO - Fonti e documenti di riferimento
CM - Compilazione e aggiornamenti
CMPR - Ruolo intervento CMPN - Nome CMPD - Data
Foto di
Giorgio Pisaniello
04/05/2021
Inserimento
Giorgio Pisaniello
04/05/2021
AN - Annotazioni
 
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