Iscrizioni dei soldati austro-ungarici nella Grotta Azzurra di Samatorza

Codici
NCT - Codice
000640
ESC - Ente Schedatore
Giorgio Pisaniello
OG - Oggetto
OGTT - Tipo oggetto
Iscrizione
OGTE - Epoca origine
Bellica
LC - Localizzazione
PVCS - Stato
Italia
PVCR - Regione
Friuli Venezia Giulia
PVCP - Provincia
Trieste
PVCC - Comune
Sgonico
PVCL - Località
Samatorza
LS - Localizzazione storica
LTSS - Settore
Basso Isonzo - Carso
AU - Autore
ESBS - Stato belligerante
Impero Austro-Ungarico (Österreichisch-Ungarische Monarchie / Osztrák-Magyar Monarchia)
ESBE - Forza Armata
Imperiale e Regio Esercito austro-ungarico (Kaiserliche und Königliche Armee)
RE - Notizie storiche
RENN - Notizia storica
La Grotta Azzurra di Samatorza è descritta nell’opera 2000 Grotte di Bertarelli e Boegan, edita nell’anno 1926 per conto del Touring Club Italiano e della Società Alpina delle Giulie con queste parole: «caverna presso Samatorza – nome indigeno Pecina na leskoucah – … Quota ingresso m. 270 – Prof. m. 42 – Lungh. totale m. 216 – Durante la guerra fu utilizzata come riserva d’acqua». Poche note per questa famosa cavità facilmente visitabile da chiunque dato che la discesa, possibile sul sentiero di guerra almeno fino agli anni Sessanta del secolo scorso, si compie oggi parzialmente sulla maceria che dall’ingresso accompagna il visitatore fino all’ampio spiazzo dove la caverna sembra terminare; in realtà c’è ancora un ramo, leggermente ascendente e scomodo da percorrere. Nota a escursionisti e speleologi con il nome di Grotta Azzurra di Samatorza, nome attribuitole da Carlo Marchesetti per il fatto che giunti sul fondo è ancora possibile vedere il colore del cielo, porta il numero 34 del Catasto Regionale e il numero 257 VG del catasto locale. Una nota: il ritrovo per diverse escursioni nei primi del '900 è posto in Piazza della Caserma, l’attuale piazza Oberdan. Ritroviamo la grotta azzurra in una guida della SAG del 1921, firmata da Nicolò Cobol: terre appena “redente”; in questa guida infatti svariate escursioni partono da Piazza Oberdan, già della Caserma. La guida della SAG a cura di Gustavo Cumin pubblicata nel 1919 dedica alla grotta una nota di guerra, presente in quasi tutte le successive pubblicazioni: «ad ovest di Samatorza a circa un chilometro si apre la Grotta Azzurra dove si rinvennero numerosi oggetti neolitici, la grotta venne utilizzata durante la guerra per riserva d’acqua…». Nonostante la presenza del numero romano VII, anno dell’era fascista, è scomparso l’orrendo toponimo Samatorizza; non si dice però quale esercito fruisse della citata riserva d’acqua. La grotta, utilizzata durante la prima guerra mondiale dagli austriaci quale ricovero per 500 uomini e quale riserva di acqua presenta un gioco di luci: dal fondo della maggior sala sotterranea, attraverso la stretta apertura dell’ingresso, si scorge un breve tratto di cielo; un esile raggio di luce arriva fino al fondo». Finalmente sappiamo chi creò la vasca e la condotta idrica ancora presenti e funzionanti nel lato sinistro della galleria di accesso: l’esercito austro ungarico. Beram, Bock, Trieb, sono nomi oggi quasi dimenticati, ma furono loro a lavorare in silenzio per lo studio e l’utilizzo della cavità naturali a fini militari; a Bock si deve lo studio La tecnica e la guerra mondiale ed è quasi certa l’attribuzione di un manuale militare dell’epoca a questo ufficiale: Der Kavernenbau, edito dalla v Armata austroungarica, l’Isonzo Armee, manuale che raccoglie le esperienze fatte dando ogni genere di disposizioni per i lavori di scavo e adattamento di grotte. Trieb fu il creatore – tra le altre cose – del Nanos Wasserleitung, l’acquedotto militare che, captando l’acqua ai piedi del monte Nanos, raggiungeva l’altopiano di Comeno-Komen. Oggi come cento anni orsono nella grotta azzurra di Samatorza l’acqua dello stillicidio viene convogliata verso la grande vasca in cemento che è ornata, nella parte superiore del muro di contenimento dalla scritta: «Erbaut 10/7 1917 von Herrn Oblt. H. Bock» (costruita il 10 luglio 1917 dal signor tenente H. Bock).
REVI - Data
1917/07/10
LI - Iscrizione lapidi
LSIL - Lingua
Tedesco
LSIT - Categoria
Informativa / Di servizio
LSII - Trascrizione testo graffito
Erbaut 10/7 1917 von Herrn Oblt. H. Bock»
LSIO - Trascrizione testo originale
Erbaut 10/7 1917 von Herrn Oblt. H. Bock»
LSIC - Tecnica di costruzione
Incisione in cavo
LSIM - Materiali utilizzati
Cemento
LSTI - Traduzione in italiano o interpretazione
Costruita il 10 luglio 1917 dal signor tenente H. Bock
CO - Stato di conservazione
STCC - Stato di conservazione
Integro
DO - Fonti e documenti di riferimento
CM - Compilazione e aggiornamenti
CMPR - Ruolo intervento CMPN - Nome CMPD - Data
Rilevamento
Giorgio Pisaniello
06/06/2013
Inserimento
Giorgio Pisaniello
09/06/2021
AN - Annotazioni
 
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