Targa del 37° Reparto Mitragliatrici - Quota 121 di Monfalcone (Cima di Pietrarossa)

Codici
NCT - Codice
000435
ESC - Ente Schedatore
Giorgio Pisaniello
OG - Oggetto
OGTT - Tipo oggetto
Targa
LC - Localizzazione
PVCS - Stato
Italia
PVCR - Regione
Friuli Venezia Giulia
PVCP - Provincia
Gorizia
PVCC - Comune
Monfalcone
PVCL - Località
Cima di Pietrarossa
LS - Localizzazione storica
LTST - Toponimo storico
Quota 121 di Monfalcone / Trincea di Quota 121
AU - Autore
ESBE - Esercito stato belligerante
Regio Esercito Italiano
ESBA - Arma
Fanteria
ESBP - Reparto - Sezione - Plotone
37° Reparto Mitragliatrici
RE - Notizie storiche
RENN - Notizia storica
Il graffito testimonia la presenza del 37° Reparto Mitragliatrici; risale con ogni verosimiglianza all'autunno del 1916. A destra della targa è inciso il nome dell'esecutore del graffito, tale Soldato Morotti Veredemio. La scrittura è corretta e denota una certa abilità nella scelta dei caratteri. Il 37° Reparto Mitragliatrici modello 907 (Saint'Etienne) era presente nell'Ottava battaglia dell'Isonzo in carico alla 14^ Divisione con fronte d'azione verso Quota 77 e 57. Al momento dell'entrata in guerra del nostro Paese, era organicamente assegnata ad ogni battaglione di fanteria e bersaglieri una sezione mitragliatrici tipo Maxim modello 1911; in attesa di poter disporre della nuova Mitragliatrice Fiat mod. 1914, si provvide a distribuire le Maxim di scorta, integrate dalle sezioni di armi automatiche prelevate dai forti di terza linea, ad esempio quelli sul Tagliamento. In pratica al 24 maggio 1915, potevamo contare sulle mitragliatrici Maxim, le campali Perino, le FIAT 1907 e le Gardner americane a manovella. Questo modesto parco venne suddiviso in quattro armi per ogni battaglione di fanteria e sue specialità; inoltre si provvide alla costituzione e addestramento dei gruppi che dovevano poi impiegare in combattimento le suddette armi. Durante il periodo della guerra si ebbero diversi “aggiustamenti” e nuove disposizioni furono emanante dal comando supremo, a seconda delle esigenze del momento ed anche dall'incremento di nuove armi tecnologicamente più avanzate; nel 1916 entrarono in linea le pistole mitragliatrici Fiat 1915, distribuite nel numero di due armi ad ogni compagnia di fanteria. Si definì così una particolare caratteristica dei nostri nuovi battaglioni che doveva essere il rilevante numero di mitragliatrici con la specializzazione leggere e pesanti e con compiti ben distinti di offesa e difesa. Per vari problemi (apparato produttivo antiquato, limitazioni finanziarie, miopia dello stato maggiore, lentezza dei comandi ad adeguare le tattiche prebelliche alla situazione concreta), i battaglioni italiani furono notevolmente meno dotati di armi automatiche rispetto a quelli tedeschi e inglesi, e insufficienti rispetto a quelli austriaci e francesi. Solo ai primi del 1917 l'uso delle mitragliatrici italiane fu adeguato all’impiego in prima linea, le nuove tattiche dell’assalto prevedevano che le sezioni mitraglieri affiancassero la fanteria; tuttavia per rendere efficaci le nuove tattiche di guerra mancò il numero sufficiente di armi, infatti al massimo si arrivò ad averne 13 per battaglione. Gli effetti si videro a Caporetto, dove alcuni battaglioni d'élite tedeschi attaccarono muniti di ben 72 mitragliatrici leggere, dimostrando un'inedita potenza di fuoco.
RENF - Fonte
Polli Gea, Cortese Nino, I GRAFFITI DELLA GRANDE GUERRA SULLE ALTURE DI MONFALCONE, Gaspari Editore, Udine 2007.
REVI - Data
1916/08/06 - 1916/12/20
LI - Iscrizione lapidi
LSIL - Lingua
Italiano
LSII - Trascrizione testo graffito
37°
REPARTO
Mitragliatrici

Soldato
Morotti
Veredemio
Classe...
37mo R...to
Mitragl...
LSIO - Trascrizione testo originale
37°
REPARTO
Mitragliatrici

Soldato
Morotti
Veredemio
Classe 18...
37mo Reparto
Mitragliatrici
LSIC - Tecnica di costruzione
Incisione in cavo
LSIM - Materiali utilizzati
Cemento
LSTI - Traduzione in italiano o interpretazione
37° REPARTO MITRAGLIATRICI

Soldato Veredemio Morotti
Classe 18...
37° Reparto Mitragliatrici
CO - Stato di conservazione
STCC - Stato di conservazione
Parzialmente danneggiato
DO - Fonti e documenti di riferimento
BIB - Bibliografia
Cabrio Franco, UOMINI E MITRAGLIATRICI NELLA GRANDE GUERRA, Parte Prima, Gino Rossato Editore, Valdagno 2008.
Polli Gea, Cortese Nino, I GRAFFITI DELLA GRANDE GUERRA SULLE ALTURE DI MONFALCONE, Gaspari Editore, Udine 2007.
Scrimali Antonio, Scrimali Furio, GRAFFITI E ISCRZIONI DELLA GRANDE GUERRA, DAL CARSO ALLE ALPI GIULIE - CARNICHE, Stato Maggiore dell'Esercito, Ufficio Storico, Roma 2007.
CM - Compilazione e aggiornamenti
CMPR - Ruolo intervento CMPN - Nome CMPD - Data
Foto di
Sergio Cassia, Giorgio Pisaniello
11/11/2020
Rilevamento
Sergio Cassia, Giorgio Pisaniello
11/11/2020
Inserimento
Giorgio Pisaniello
20/02/2021
Aggiornamento
Marco Pascoli
23/02/2021
AN - Annotazioni
 
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