Grande graffito della 109^ Compagnia Alpina - Cellon

Codici
NCT - Codice
000187
ESC - Ente Schedatore
Gruppo Storico Friuli Collinare - Museo della Grande Guerra di Ragogna
OG - Oggetto
OGTT - Tipo oggetto
Iscrizione
LC _ Localizzazione
PVCS - Stato
Italia
PVCR - Regione
Friuli Venezia Giulia
PVCP - Provincia
Udine
PVCC - Comune
Paluzza
PVCL - Località
Creta di Collinetta
PVCE - Denominazione estera
Cellon
LS - Localizzazione storica
LTST - Toponimo storico
Cellonkofel o Zellonkofel
AU - Autore
ESBE - Esercito stato belligerante
Regio Esercito Italiano
ESBA - Arma
Fanteria
ESBS - Specialità
Alpini
ESBR - Reggimento
8° Reggimento Alpini
ESBB - Battaglione - Gruppo
Battaglione Monte Arvenis
ESBC - Compagnia - Batteria - Squadrone
109^ Compagnia Alpina
RE - Notizie storiche
RENN - Notizia storica
Grande graffito (alto quasi 3 metri) effettuato (almeno nella sua porzione soprastante) da alcuni soldati della 1^ Squadra di un non meglio precisato "Plotone Eroico" della 109^ Compagnia Alpina, Battaglione Monte Arvenis, 8° Reggimento Alpini. La 109^ Compagnia Alpina iniziò il conflitto come Compagnia di Milizia Mobile del Battaglione Tolmezzo. Inquadrata in tale battaglione, il 22 giugno 1915 conquistava il Cellon, dovendo però ritirarsi dalla Cima Est pochi giorni più tardi, in seguito all'audace colpo di mano del manipolo austro-ungarico guidato dal Sottotenente della Gendarmeria di Mauthen Simon Steinberger (il cognome del valoroso ufficiale, casualmente, tradotto significa Roccia di montagna!). Tuttavia, continuò a resistere sulla Cima occidentale. La parte del graffito datata 1915 allude, con ogni probabilità, a quella prima fase della vita bellica della 109^ sul Cellon. Il 5 aprile 1916, la compagnia venne trasferita al neonato Battaglione Alpini Monte Arvenis (interamente formato da reparti di Milizia Mobile). Dall'8 al 24 giugno 1916, la 109^ Compagnia presidiò nuovamente le linee italiane del Monte Cellon, iscrivendo il suo nome nella storia di questa aspra montagna della Carnia. Il Monte Cellon, all'inizio del 1916, era ripartito tra i due contendenti nella seguente modalità: le truppe austroungariche tenevano la Cima Est (quota 2228 m.) e le creste sottostanti, quelle italiane la Cima Ovest (quota 2239 m.) e la affilata crestina che dalla vetta discende verso meridione. La caverna e il vicino graffito ivi censito si trovavano dunque in prima linea, avendo le postazioni di vedetta avanzate sul filo del sottile crinale menzionato, alla distanza di meno di 10 metri (vestigia tuttora intuibili e graffito cod. 000188). Il 23 giugno 1916 la 109^ Compagnia, comandata dal Capitano Armando Ciofi, ricevette l'ordine di prendere d'assalto il caposaldo austro-ungarico della Cima Est. Il progetto di azione, tuttavia, non convinse i graduati e gli alpini, che ritenevano l'attacco votato ad un sanguinoso insuccesso. Le penne nere prospettarono queste valutazioni al Capitano Ciofi: ne derivò un aspro dibattito in cui il Capitano non accolse alcuna delle osservazioni dei suoi uomini che, il giorno dopo (24 giugno), rifiutarono di sferrare l'attacco. 80 alpini furono subito deferiti al Tribunale Straordinario di Guerra di Cercivento con l'accusa di rivolta. La Corte il 29 giugno 1916 emise la seguente sentenza: il Caporale Gaetano Ortis, il Caporale Basilio Matiz, il Caporale Gianbattista Corradazzi e il soldato Angelo Massaro, condannati a morte mediante fucilazione nel petto, eseguita il 1 luglio 1916; altri 71 soldati condannati a varie detentive e/o di natura accessoria. Il Battaglione Monte Arvenis fu trasferito sull'Altopiano dei Sette Comuni e, in un secondo tempo, sui Lagorai. Il Capitano Armando Ciofi morì il 7 luglio 1916, ad una settimana di distanza dalle fucilazioni, sulla Busa dell'Orco, probabilmente colpito da "fuoco amico". Il Monte Cellon venne brillantemente espugnato il 29 giugno 1916 da una compagnia alpina del Val Pellice e da una compagnia di fanti del 147° Reggimento Brigata Caltanissetta. La memoria dei fucilati di Cercivento della 109^ Compagnia riemerse, anche con l'intervento di Autorità pubbliche, solo negli anni'90 del Novecento e, sul luogo dell'esecuzione, è stato eretto un cippo commemorativo. Tuttavia, ad oggi (2014), la Magistratura Militare non ha concesso una riabilitazione giuridicamente efficace in favore dei quattro condannati. La parte alta del presente graffito, dunque, fu incisa nei giorni immediatamente precedenti al tragico episodio narrato (la 109^ Compagnia, nel 1916, si è trovata sul Cellon nel solo periodo compreso tra l'8 giugno e il 24 giugno 1916) e si erge come rara, poderosa e preziosa testimonianza lasciataci sul campo dalla "Compagnia dei Fucilati".
RENF - Fonte
Museo della Grande Guerra di Ragogna
REVI - Data
1915 - 1916/06/08 - 1916/06/24
REVX - Validità
ca.
LI - Iscrizione lapidi
LSIL - Lingua
Italiano
LSII - Trascrizione testo graffito
3

Effige raffigurante un'aquila che sovrasta un monte e regge uno scudo anteposto a due fucili incrociati.
ALBINO
DE
CRIGNIS
CLASSE
88
1916
PLOTONE EROICO
1^ SQUADRA
109^ COM. nia
ALPINA
Effige rappresentante un angelo

Effige rappresentante un cuore
SILVERIO
SILVANO
1895

Pio
DE
CRIGNIS
ALESSAN
Raffigurazione di una stella inquadrata da due fronde di alloro
1

Q.P.
PAL
LSIC - Tecnica di costruzione
Incisione in cavo
LSIM - Materiali utilizzati
Pietra
LSTI - Traduzione in italiano o interpretazione
Caverna n.3

Alpino ALBINO DE CRIGNIS, CLASSE 1888
1916
1^ SQUADRA, PLOTONE EROICO, 109^ COMPAGNIA ALPINA

SILVERIO SILVANO CLASSE 1895

Pio .....
DE CRIGNIS ALESSANDRO
CO - Stato di conservazione
STCC - Stato di conservazione
Parzialmente danneggiato
STCO - Note
Una limitata parte dell'iscrizione (probabilmente il cognome del soldato Pio...), in basso a destra, non è leggibile causa l'erosione della roccia calcarea.
DO - Fonti e documenti di riferimento
CM - Compilazione e aggiornamenti
CMPR - Ruolo intervento CMPN - Nome CMPD - Data
Ritrovamento
Marco Pascoli - Aldo Pascoli
26/08/2001
Foto di
Marco Pascoli
17/08/2013
Rilevamento
Marco Pascoli - Aldo Pascoli
17/08/2013
Inserimento
Marco Pascoli
25/12/2013
AN - Annotazioni
OSS - Osservazioni
De Crignis è un cognome tipicamente carnico, avente particolare diffusione nella zona di Cercivento, Ravascletto e Comeglians; Silverio, altresì, è un cognome tipico del Comune di Paluzza. Ciò a riprova del fatto che buona parte dei battaglioni alpini dell'8° Reggimento erano formati da uomini reclutati in Carnia.
Il numero 3 riquadrato in alto a sinistra allude alla numerazione delle caverne; con ogni probabilità le caverne n. 1 e n. 2 si trovavano presso la Cima Ovest (che adesso presenta un maggior numero di fortificazioni sotterranee in quanto venne potenziata nella seconda metà del 1916 e nel 1917, sempre dal Regio Esercito Italiano).
 
Login
Iscriviti Password dimenticata ?
Nome:
Password:
Mappa
Gallery