Presentazione

Il Progetto "Catasto dei Graffiti della Grande Guerra" si configura come un'attività rilevante per la cultura e la ricerca storica inerente al Primo Conflitto Mondiale.

Appare evidente come il nocciolo del progetto stia nell'opera di "salvataggio" del contenuto testuale, storico e geografico dei graffiti della Grande Guerra. Informazioni che il Catasto archivia mediante criteri scientificamente riconosciuti e moderne tecniche di geo-referenziazione GPS, per renderle facilmente consultabili grazie ad un software user friendly . Del resto, è importante che almeno il contenuto dei graffiti, vera fonte di Storia oltre che patrimonio memorialistico ed umano, sia registrato prima che il tempo, l'uomo, gli agenti atmosferici abbiano a comprometterlo completamente.

Ma le motivazioni per cui la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ha sostenuto il "Catasto dei Graffiti della Grande Guerra" sono anche altre. La capacità di questo progetto di coinvolgere territori e realtà molteplici, con lo scopo di promuovere valori storici che possono diventare anche fonte di turismo tematico e tema di collaborazioni transfrontaliere, non è secondaria. Le implicazioni transnazionali ed europeistiche, nevralgiche nel nostro tempo, si dimostrano chiare in un progetto come il presente, se non altro perché i graffiti furono incisi da soldati di tutti gli eserciti e le nazionalità in campo. Ed il Catasto li censisce, li analizza, li valorizza, in una parola li salva tutti, senza alcun tipo di discriminazione nazionale o linguistica.

Il Catasto del Graffiti della Grande Guerra emerge quale utile strumento di ricerca sia per gli addetti ai lavori, sia per ogni cittadino appassionato o semplicemente incuriosito riguardo alla Grande Guerra.

Infine, questo progetto non può che risultare significativo anche in vista del prossimo Centenario della Prima Guerra Mondiale 1914-1918 | 2014 - 2018. Si tratta di un anniversario che susciterà diffusi momenti di riflessione su quella che fu una delle pagine più tragiche della storia del Vecchio Continente. Quella guerra inaudita che allora ha lacerato l'Europa, oggi può, attraverso la sua oggettiva rilettura storica e il rispetto delle varie memorie nazionali, costituire un forte fondamento per la fratellanza e la pace tra i popoli europei.

Roberto Novelli
(Consigliere Regionale F.V.G.)


Prefazione

Tra le varie iniziative che stanno prendendo corpo per le celebrazioni del centenario dello scoppio della Grande Guerra, questa del Museo di Ragogna è sicuramente una tra le più importanti e significative.

L’idea di provvedere al censimento e alla catalogazione delle iscrizioni lasciate dai soldati e dai reparti sui campi di battaglia e nella zona delle retrovie del Primo Conflitto Mondiale è senza dubbio meritoria e fa onore al suo promotore. Si tratta di un modo non solo di valorizzare preziose testimonianze del passato e ricordare il sacrificio di uomini che trascorsero tra pericoli e sofferenze di ogni sorta in condizioni climatiche spesso proibitive lunghi periodi in luoghi inospitali, ma anche di preservare e favorire la conservazione di queste vestigia.

Il Catasto dei Graffiti della Grande Guerra potrebbe, inoltre, costituire la premessa di ulteriori interventi volti al restauro dei graffiti stessi ed alla messa in sicurezza dei siti che li ospitano, costituiti al solito da trincee, camminamenti, ricoveri, gallerie e caverne. Col recupero e la salvaguardia delle iscrizioni che abbelliscono e rendono vitali zone remote, spesso dimenticate dagli uomini e di difficile accesso, si contribuisce in modo concreto e visibile al ripristino della memoria della Grande Guerra e dei suoi combattenti di entrambi gli schieramenti forse più che con l’organizzazione di stereotipate mostre di cimeli o  noiosi convegni di studio.

Plaudo, pertanto, e con me sicuramente tutti gli appassionati e studiosi di storia militare, il dinamico e volitivo Museo di Ragogna, che ormai da anni si segnala come uno dei centri culturali più attivi e capaci nel campo della promozione e della ricerca storica relativa alla Prima Guerra Mondiale sul fronte italiano.

Ten. Colonnello Filippo Cappellano
(Direttore Archivio Ufficio Storico Stato Maggiore Esercito)


Introduzione

In qualità di fondatore della ricerca dei Graffiti della Grande Guerra, "missione" che trova le sue prime radici ancora negli anni '60, in momenti  in cui l'esplorazione del fronte dell'Isonzo si ravvisava assai difficoltosa a causa della situazione politica  esistente nel Secondo Dopoguerra tra Italia e Jugoslavia, plaudo all'attuale iniziativa del caro amico Marco Pascoli e del Gruppo Storico Friuli Collinare - Museo della Grande Guerra di Ragogna, che hanno imbastito questo progetto di  moderno "Catasto dei Graffiti": sicuramente un salto di qualità, un passaggio da un catalogo formato su base volontaristica alla creazione di un Catasto Ufficiale dei Graffiti della Grande Guerra secondo canoni di catalogazione ben precisi e con il "placet" e supporto finanziario della Regione Friuli Venezia Giulia.

In questa mia introduzione non posso non ricordare come ho conosciuto il giovane ragazzo Marco Pascoli (all'epoca aveva 13 anni) e la sua famiglia. Era il lontano 1998 e, per caso fortuito, ci trovammo dinnanzi ad un suggestivo graffito della Grande Guerra: l'altare del 48° Reggimento Artiglieria da Campagna dell'aprile 1916, a Debenije, sul Massiccio del Monte Korada, in Slovenia.

Da quel momento nacque una grande amicizia che ci coinvolse in ulteriori ricerche ed iniziative sui "graffiti", nell'ambito del mio Gruppo di Ricerche prma formato principalmente da triestini e da cari amici monfalconesi, ma anche di Pontebba, Dogna e della lontana Legnago: persone eccezionali per la costanza delle ricerche sul campo di battaglia, ma anche per la sensibilità dimostrata in vari frangenti.

In tanti anni, assieme a mio figlio Furio, abbiamo scritto diverse pubblicazioni attinenti alle iscrizioni della Grande Guerra, tra cui il grande volume fotografico edito nel 2007 dall'Ufficio Storico dello Stato Maggiore dell'Esercito, "Graffiti della Grande Guerra - dal Carso alle Alpi Giulie-Carniche", una tappa importante per dare dignità storiografica alle incisioni belliche. Dagli anni novanta, abbiamo incominciato a creare un catasto delle iscrizioni con pochi mezzi e tanta passione...

Un augurio dunque a Marco Pascoli e al Museo di Ragogna, che idealmente proseguono lungo la nostra traccia, che possano sviluppare nel migliore dei modi l'impegno assunto affinché il patrimonio storico dei graffiti, di rilevante importanza, non vada disperso e non resti racchiuso nella sfera della passione personale di pochi appassionati.

In ogni graffito, anche coperto dal muschio, c'è una scintilla d'eternità. 

Gr. Uff. della Repubblica Antonio Scrimali
(Storico ed iniziatore della ricerca dei Graffiti della Grande Guerra)


Saluto del Sindaco di Ragogna

“...Rendendo visibili tracce di pietra altrimenti mute per sempre”.

Con queste semplici ma significative parole si concludeva il Dvd realizzato dal Comune di Ragogna nell'ambito del Progetto Interreg "I luoghi della Grande Guerra nel Friuli Collinare".

Il senso di queste parole ha guidato sin dall'inizio, dalla prima idea progettuale, tutte le azioni di questa fortunata iniziativa che, partita nel 2006, sta arrivando all'appuntamento del centenario della Prima Guerra Mondiale con le carte in regola per essere uno dei principali protagonisti  nella nostra Regione.

Elemento fondamentale dell'iniziativa fu quel ragazzo, di cui allora apprezzai la passione, la cultura e la competenza insolite in ragazzi della stessa età. Quel ragazzo d'allora, è lo stesso giovane che oggi, attraverso il Gruppo Storico Friuli Collinare che lui stesso ha contribuito a formare, sta dando corpo ad un altro progetto teso a dare voce a quelle “tracce di pietra altrimenti mute per sempre”. Credo sia proprio questo in reale senso del Progetto Catasto dei Graffiti della Grande Guerra, ideato ed fase di realizzazione dal Gruppo Storico Friuli Collinare: bene ha fatto la nostra Regione a sostenerlo finanziariamente. A conclusione dei lavori, in concomitanza del Centenario, si avrà contribuito a portare alla luce un pezzo importante della nostra storia, a dare voce ai nostri combattenti, a chi per il nostro futuro ha dato gli anni migliori della propria vita e spesso la vita stessa. Alla nostra e alle future generazioni potrà essere lasciata una testimonianza di quello che fu il mondo ai tempi della guerra, a testimonianza delle paure, dei sentimenti, della nostalgia, della speranza, della voglia di rivedere i propri cari, che ha animato i nostri eroici soldati d'allora.

Un grazie quindi ai promotori, ai finanziatori, agli attuatori e ai collaboratori  di questa lodevole iniziativa nella certezza che contribuirà ad accrescere il patrimonio di ricordi che noi tutti abbiamo il dovere di alimentare e di tramandare alle future generazioni con un chiaro messaggio:  onore e ricordo a chi ha combattuto e sofferto e mai più guerre in futuro. 

Mirco Daffarra
(Sindaco di Ragogna)


 

I Graffiti della Grande Guerra

I "Graffiti della Grande Guerra" costituiscono una categoria peculiare di bene storico-culturale. Si tratta di iscrizioni, targhe, epigrafi, sculture, fregi, lapidi, disegni, decorazioni, monumenti, cippi, scritte e segni di molteplice natura aventi un compiuto e comprensibile significato, effettuati durante il Primo Conflitto Mondiale dai soldati e dagli ufficiali degli eserciti europei impegnati in guerra. Si intendono "Graffiti della Grande Guerra" anche le incisioni prodotte dai civili nel periodo 1914 - 1918, a condizione che abbiano diretta attinenza con i fatti bellici.
Non si considerano "Graffiti della Grande Guerra" i monumenti, i cimiteri, gli ossari, le lapidi, le targhe commemorative costruite in seguito al termine delle ostilità, pur a ricordo di persone o vicende inerenti al conflitto.
Il contenuto dei graffiti si rivela assai variegato: nominativi di militari, indicazioni di reparti, motti, auspici, date, epitaffi, epigrafi commemorative, elementi decorativi, denominazioni. Altrettanto articolate si distinguono le loro finalità, che possono essere ufficiali (per esempio: la localizzazione di un comando), celebrative (per esempio: le lapidi ai caduti dei cimiteri di guerra), personali (per esempio: una firma contenente nominativo, provenienza e classe di leva dell'autore, oppure un'esternazione patriottica o pacifista).
I graffiti sono espressi nelle diverse lingue utilizzate dagli eserciti in campo. Nel caso del fronte italo-austroungarico, rammentiamo che oltre ad iscrizioni in lingua italiana e tedesco-austriaca (con eventuali inflessioni dialettali), ci si può imbattere in scritte prodotte nei variegati idiomi delle etnie che formavano l'Impero Austro-Ungarico: non solo il tedesco, ma anche l'ungherese, il croato, il rumeno, il ruteno, il serbo, il bosniaco, lo sloveno, il polacco, il ceco, lo slovacco, il ladino e... il medesimo italiano. Data la pur minoritaria presenza di truppe francesi, inglesi, americane e legionarie cecoslovacche /rumene/slovene al fianco del Regio Esercito Italiano, non è da escludere il ritrovamento sul fronte italiano di graffiti resi con le rispettive lingue. Ancora, in virtù dell'intervento di forze germaniche sullo scacchiere italiano, sussiste l'eventualità del ritrovamento di graffiti in tedesco-germanico.
I supporti su cui i graffiti sono tracciati sono plurimi: la roccia naturale, le pietre ed il cemento che compongono le murature di fortificazioni, strade, mulattiere, caserme, l'interno delle caverne naturali ed artificiali utilizzate dagli eserciti, le abitazioni civili adibite ad acquartieramento, più raramente assi di legno o strutture analoghe.
Evidente emerge la deperibilità dei supporti materiali che ospitano i graffiti: in tal senso, essi sono beni culturali deperibili. Dal carattere deteriorabile e dalla concreta impraticabilità di una campagna generalizzata di tutela "sul campo" di tutti i graffiti, discende l'esigenza che fonda il presente progetto: salvarne almeno il contenuto letterale, storico e territoriale mediante un opera di censimento.
Sebbene il Catasto dei Graffiti della Grande Guerra verta sull'ex fronte italo-austroungarico a partire dal Friuli Venezia Giulia, i Graffiti della Grande Guerra appaiono quale realtà esistente su ogni territorio europeo, allora sconvolto dalle operazioni belliche della Prima Guerra Mondiale. Ciò detto, le particolarità morfologiche del fronte italo-austroungarico, il quale si snodava prevalentemente su terreno alpino o collinare non intensamente abitato, permettono di ritenere che esso rappresenti uno dei principali scrigni europei di graffiti bellici conservatisi sino ai giorni nostri.
I Graffiti della Grande Guerra sono una fonte storiografica importante per la ricostruzione dei campi di battaglia e dei fatti d'arme, complementare rispetto alla tradizionale documentazione di archivio. Non si ritiene azzardato definire l'insieme dei graffiti quale vero e proprio archivio storico-territoriale a cielo aperto. Un graffito è sito in un punto ben circoscritto: ha pertanto la capacità intrinseca di collocare reparti, persone presso quel definito luogo, spesso proponendo la datazione puntuale di quando è stato costruito. In tal modo, i graffiti hanno spesso consentito non solo di risalire agli autori d'importanti manufatti bellici, ma anche di ricostruire gli opposti schieramenti nel contesto di specifici fatti d'arme, confermando, smentendo o integrando quanto scritto dalla storiografia basata sulle sole fonti cartacee.
Oltre al poc'anzi citato valore storiografico, i graffiti possono assumere un rilevante pregio artistico e custodiscono un'eccezionale carica emotiva, memorialistica ed umana.
Voglia di esserci, auspicio di pace, fierezza patriottica, ricordo di un caduto dimenticato, orgogliosa testimonianza della propria partecipazione a quel tragico e straordinario evento bellico: le iscrizioni, spesso del tutto sconosciute e rimaste celate per decenni, tramandano in modo autentico lo stato d'animo dei soldati che le hanno scolpite. Soldati di ogni esercito e nazionalità che, mentre incidevano la roccia, erano consapevoli che quei graffiti sarebbero potuti essere l'ultima, imperitura, testimonianza della propria vita.


 

 

La ricerca

La ricerca dei Graffiti della Grande Guerra non è cosa facile. Essa consta in una attività di esplorazione degli ex teatri di battaglia e dei territori significativi in ordine alle vicende del Primo Conflitto Mondiale, in ogni ambiente: d'alta montagna, preapino, collinare, carsico, pianeggiante.
L'attività si svolge per lo più fuori dai sentieri segnalati, seguendo ciò che resta delle mulattiere, delle trincee, dei camminamenti, dei sentieri, delle vie alpinistiche, perlustrando caverne e forti, aggirandosi tra le vestigia dei manufatti e delle tracce risalenti agli anni 1915 - 1918. Tali strutture, in grandissima parte non hanno goduto di alcuna manutenzione per circa un secolo e, spesso, si trovano in ambiente impervi. Perciò, la ricerca dei graffiti è anche un'attività che richiede attenzione, denotata da un certo livello di rischio per l'incolumità personale. Non è possibile iniziare tale attività se non si è ben consci dei pericoli che la montagna, l'ambiente carsico, i resti di edifici pericolanti presentano e della necessità di ridurli al minimo. Prudenza dunque, per chiunque si dedichi a esplorazioni di questo tipo.
Ogni perlustrazione di ricerca è eseguibile dopo un'accurata preparazione storica, basata su una previa consultazione di documentazione storica d'archivio. Ritrovare un graffito "inedito", quindi non prima conosciuto, può rivelarsi risultato di giornate di esplorazioni, seguendo mappe ed immagini di un secolo fa ed affidandosi alla propria lettura del territorio: capacità indispensabile per muoversi tra i canaloni, i dirupi, i roveti e tutto quanto caratterizza i rilievi friulani . Altre volte, molto meno frequenti, soccorre la fortuna e una pregevole testimonianza emerge laddove meno se l'aspetta, magari sulla casa di un paese della pianura friulana o sul colle dove si è soliti trascorrere un momento di relax pomeridiano.
Una volta reperito un graffito, per poterlo censire occorre procedere ad una serie di azioni che richiedono cura e disponibilità tempistica:
- fotografia del graffito così come ritrovato;
- pulizia del graffito da muschio, licheni, pietre, terra, ecc.;
- evidenziazione dell'epigrafe con matite e/o pennarelli solubili all'acqua (in modo da non alterare in modo permanente l'incisione);
- fotografia del graffito evidenziato;
- registrazione delle coordinate GPS per la georeferenziazione del graffito;
- redazione della scheda di censimento secondo i criteri validi per il Catasto dei Graffiti della Grande Guerra.
La ricerca naturalmente non ha ad oggetto l'asportazione delle testimonianze. Si ricorda peraltro che asportare, danneggiare o commercializzare un graffito configura un reato penalmente rilevante e punibile dalla legge italiana, oltre che un illecito severamente perseguito anche dalle leggi slovene ed austriache.
Al dicembre 2012, circa 1800 Graffiti della Grande Guerra sono conosciuti grazie alla ricerca volontaria condotta da sodalizi o singoli appassionati negli ultimi 20 anni, per quanto riguarda il territorio della Regione Friuli Venezia Giulia, della Slovenia e della Carinzia (Austria), prendendo come riferimento il tratto di fronte interposto tra il Monte Peralba ed il Mare Adriatico. Ben oltre il migliaio sono le testimonianze epigrafiche scoperte nel rimanente tratto di fronte, che in grande parte deve essere tuttora soggetto a perlustrazione finalizzata al censimento dei graffiti. Tuttavia, ogni anno emergono "novità", ovvero graffiti prima sconosciuti, anche di elevato interesse storico: la ricerca, lungi dall'essere esaurita, continua.


 

 

Il progetto "Catasto dei Graffiti della Grande Guerra"

Il progetto "Catasto dei Graffiti della Grande Guerra", ideato e sviluppato dal Gruppo Storico Friuli Collinare | Museo della Grande Guerra di Ragogna col sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, nasce nel 2012 con le seguenti finalità:
- salvare e censire il contenuto storico-territoriale dei Graffiti della Grande Guerra prima che le intemperie, l'azione dell'uomo, lo scorrere del tempo cancellino definitivamente tali vestigia;
- rendere pubblico il patrimonio storico culturale dei graffiti in una banca dati ufficialmente riconosciuta, organica, organizzata secondo criteri scientificamente validi: creare, pertanto, un vero "catasto on line", potenzialmente unitario ed esteso a livello europeo;
- offrire a tutte le persone e soggetti associativi che si occupano di "Graffiti della Grande Guerra" una piattaforma aperta su cui registrare, promuovere e pubblicare i risultati delle proprie ricerche;
- valorizzare la tutela, lo studio, a divulgazione dei Graffiti della Grande Guerra;
- promuovere azioni di turismo culturale incentrati sulla riscoperta dei Graffiti della Grande Guerra, in un quadro di tutela e rispetto delle vestigia storiche.
Il progetto "Catasto dei Graffiti della Grande Guerra" nasce in Friuli Venezia Giulia. Pertanto, il suo sviluppo, necessariamente graduale, inizialmente s'incentrerà sulla Regione del "Forum Julii" e territori circostanti: le aree coinvolte dal fronte "giulio" o "isontino" e da quello "carnico", stando alle denominazioni in uso nel conflitto 1915 - 1918.
Tuttavia, la vocazione progettuale è quella di estendersi all'intero teatro bellico italo-austroungarico e, in potenza, ad ogni zona europea toccata dalla Prima Guerra Mondiale dove esistono graffiti riconducibili a quel tragico evento. Perciò, sarà accettata con entusiasmo ogni collaborazione da parte di chi si occupi scientificamente di censimento e studio delle incisioni di guerra.
Durante (e dopo) gli interventi progettuali, procede la costante ricerca dei Graffiti della Grande Guerra: pertanto, le testimonianze "inedite" saranno di volta in volta inserite nel Catasto. Il progetto Catasto dei Graffiti della Grande Guerra è uno strumento dell'attività di ricerca e di catalogazione dei graffiti, la quale non ha un termine definito e continuerà dopo completamento delle fasi progettuali


 

 

Caratteristiche tecniche del Catasto on line

Il cuore del Progetto "Catasto dei Graffiti della Grande Guerra" è il Catasto on line , fruibile sul presente sito web alla sezione "Catasto".
Esso è costituito dalla banca dati che raccoglie le schede di censimento dei graffiti, collegata ad una mappa interattiva generale. La mappa permette di selezionare i singoli graffiti in relazione a molteplici criteri, individuandone allo stesso tempo la collocazione geografica.
Per ragioni di tutela dei graffiti, abbiamo evitato di rendere pubblica la localizzazione dettagliata delle testimonianze, per quanto concerne sia il posizionamento sulle mappe che la georeferenziazione riportata in ogni scheda di censimento.
I dati in oggetto sono tuttavia consultabili presso il Museo della Grande Guerra di Ragogna o, per fini di ricerca e/o istituzionali, richiedendo motivatamente le credenziali d'accesso all'area riservata. I recapiti sono indicati nella sezione Contatti.
Ogni scheda di censimento si riferisce ad un rispettivo graffito. Le schede sono prodotte tenendo conto degli standard di catalogazione utilizzati dall'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD) del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali italiano, così da configurarsi compatibili con i circuiti scientifici vigenti.

In estrema sintesi, la scheda di censimento del Catasto presenta le seguenti voci essenziali:
1) codice e titolo;
2) contenuto ed eventuale traduzione in lingua italiana dell'iscrizione;
3) individuazione del reparto autore e della data di esecuzione;
4) commento e indicazioni storico-tecniche;
5) georeferenziazione basata sul riferimento delle Coordinate Global Position Sistem, datum WGS 84, correlate a mappa/ortofotografia interattiva leggibile in otto diverse vestizioni grafiche (i dati originali delle coordinate GPS sono stati elaborati - modifiche di dettaglio - al fine di rendere la posizione indicata su mappa ortofotografica BHybrid il più possibile aderente alla realtà);
6) contestualizzazione geografica tradizionale;
7) stato di conservazione;
8) data e autori della rilevazione/inserimento/fotografia/ritrovamento;
9) immagini del graffito.
Il Catasto ha una capacità pressoché illimitata circa la quantità di dati inseribili.

 

 

Bibliografia e Sitologia

Di seguito si propone una bibliografia ed una sitologia sintetica relativa ad iniziative editoriali e/o web dedicate, in modo esclusivo o in parte significativa, alla tematica dell'epigrafia bellica:


         Bibliografia

  • Bellotti Walter, Dallo Stelvio al Garda, alla scoperta dei manufatti della Prima Guerra Mondiale, vol. I, Museo della   Guerra Bianca in Adamello, Breno (BS), 2004.
  • Bellotti Walter, Dallo Stelvio al Garda, alla scoperta dei manufatti della Prima Guerra Mondiale, vol. II, Museo della Guerra Bianca in Adamello, Breno (BS), 2007.
  • Burbello Alberto, Parole dal Grappa, Epigrafia Militare dal Brenta al Piave 1915-1919, edito dall'autore col sostegno del Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia nel Parlamento Europeo, Sacile (PN), 2010.
  • Comunità Montana del Gemonese, Canal del Ferro e Val Canale, La Grande Guerra sulle Alpi Giulie - Atti del convegno internazionale del 15 ottobre 2005, Edizioni Saisera, Udine, 2007. 
  • Di Brazzano Orio, Caporetto, una rilettura sui luoghi della battaglia che sorprese vinti e vincitori, Edizioni Lint, Trieste, 1996.
  • Di Brazzano Orio, La Grande Guerra sulla Fronte Giulia (1915 -17), dalla conquista del Monte Nero a Caporetto, Edizioni Panorama, Trento, 2002.
  • Fabi Lucio, Todero Roberto, Andar per trincee sul carso triestino, goriziano e sloveno, Transalpina Editrice, Trieste, 2004.
  • Foramitti Paolo, Tonazzi Davide, Ricordi del Confine di Frontiera in Malborghetto-Valbruna Comune in Valcanale, Edizioni del Confine, Udine, 2003.
  • Juren Mitja, Nad Logem, la collina tra due mondi, Gaspari Editore, Udine, 2007.
  • Juren Mitja, Persegati Nicola, Pizzamus Paolo, Il Carso dimenticato - Guida agli itinerari, Gaspari Editore, Udine 2009.
  • Gattera Claudio, Greslin Roberto, Pasubio 1915 - 1918, Salvare la Memoria, Graffiti della Grande Guerra nei campi di battaglia del Pasubio - Carega - Zugna - Vallarsa - Val Terragnolo - Val Posina - Monte Maio, Gino Rossato Editore, Valdagno (VI), 2008.
  • Mantini Marco, Il racconto dei segni della Grande Guerra, alla scoperta del patrimonio nascosto lungo l'Isonzo, da Monfalcone a Plezzo, Gaspari Editore, Udine, 2007.
  • Pascoli Marco, Graffiti di guerra, un patrimonio storico "nascosto" tra le trincee del Primo conflitto mondiale, Aviani&Aviani Editore, Udine, 2014.
  • Pascoli Marco, I luoghi della Grande Guerra nel Friuli Collinare - Fotoalbum, Comune di Ragogna, Ragogna (UD), 2008.
  • Pascoli Marco, Sui luoghi della Grande Guerra nel Friuli Collinare - Guida informativa, Comune di Ragogna, Ragogna (UD) 2006.
  • Pascoli Marco, Vazzaz Andrea, I forti e il sistema difensivo del Friuli, Gaspari Editore, Udine, 2005.
  • Pecile Ivo, Tubaro Sandra - Le guide di SentieriNatura, volume 4, i sentieri della memoria, schede storiche di Marco Pascoli, Editrice CO. EL., Udine, 2008.
  • Persegati Nicola, Scrimali Antonio, Il Carso dimenticato 1916 - 1917, F&G Prontostampa, Trieste, 2003.
  • Polli Gea, Cortese Nino, I graffiti della Grande Guerra sulle Alture di Monfalcone, Gaspari Editore, Udine, 2007.
  • Schmid Abramo, Il Vallone del Carso (notizie, documenti, memorie), Società Alpina delle Giulie, Sezione di Trieste del C.A.I., Trieste 1985.
  • Scrimali Antonio, Scrimali Furio, Graffiti e iscrizioni della Grande Guerra, dal Carso alle Alpi Giulie - Carniche, "le pietre parlano",  Stato Maggiore dell'Esercito Ufficio Storico, Roma, 2007.
  • Scrimali Antonio, Scrimali Furio, Il Carso della Grande Guerra, le trincee raccontano - Vol. I Redipuglia, Monte San Michele, Monte Sei Busi, Edizioni Lint, Trieste, 1995.
  • Scrimali Antonio, Scrimali Furio, Il Carso della Grande Guerra, le trincee raccontano - Vol. II Da Monfalcone al Vallone di Gorizia, Edizioni Lint, Trieste, 1996.
  • Scrimali Antonio, Scrimali Furio, Escursioni e testimonianze sui monti della Grande Guerra - Alpi Giulie,  Edizioni Panorama, Trento, 1995.
  • Scrimali Antonio, Scrimali Furio, Escursioni e testimonianze sui monti della Grande Guerra - Alpi Carniche, Edizioni Panorama, Trento, 1996.
  • Scrimali Antonio, Scrimali Furio, Escursioni e testimonianze sui monti della Grande Guerra - Prealpi Giulie, Edizioni Panorama, Trento, 1997.
  • Scrimali Antonio e Furio, 1915 - 1917, La Grande Guerra in Val Dogna e il Battaglione Alpini Gemona, F&G Prontostampa, Trieste, 2004. 
  • Società Storica della Guerra Bianca, Archeologia della Grande Guerra, Cultura materiale, epigrafia, restauro, Vol. 1/2008, coordinamento editoriale Marco Balbi, Fizzonasco di Pieve Emanuele (MI), 2008.
  • Stok Silvo, Persegati Nicola, La Trincea delle Frasche, Gaspari Editore, Udine, 2003;
  • Striffler Robert, Guerra di mine nelle Dolomiti - Col di Lana, Edizioni Panorama, Trento, 1997.
  • Todero Roberto, Fortezza Hermada 1915 - 1917, Gaspari Editore, Udine, 2000.
  • Tonazzi Davide, La Prima Guerra Mondiale sul Fronte Carinziano/Der Erste Weltkrieg on Kärntens Front, Vol. I, Edizioni Saisera, Udine, 2001.
  • Tonazzi Davide, La Prima Guerra Mondiale sul Fronte Carinziano/Der Erste Weltkrieg on Kärntens Front, Vol. II, Edizioni Saisera, Udine, 2003.
  • Unfer Lindo, Testimonianze della Grande Guerra sui Monti di Timau e dintorni, Associazione Amici delle Alpi Carniche, Timau, 1998.

         

          Sitologia

          www.graffitidiguerra.it 
          www.grandeguerra-ragogna.it 
          www.zenobionline.com
          www.sentierinatura.it
          www.grandeguerrafvg.it
          www.museomonfalcone.it
          www.prohereditate.com
          www.amicidicastelnuovo.it
          www.caisag.ts.it
          www.cimeetrincee.it
          www.archeologiagrandeguerra.it
          www.paroledalgrappa.it


 

 

Crediti

Il Progetto "Catasto dei Graffiti della Grande Guerra" è un progetto promosso da:

logo 1915-1918

Associazione culturale Gruppo Storico Friuli Collinare | Museo della Grande Guerra di Ragogna
sede legale: Via I. Nievo 10, Ragogna - c.f. 94106910303
www.grandeguerra-ragogna.it - www.graffitidiguerra.it  
info@grandeguerra-ragogna.it  - info@graffitidiguerra.it  
tel: (0039) 0432 954078  cel: (0039) 348 0134637

col contributo ed il patrocinio di
logo 1915-1918
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
ex. L.R. FVG n. 18/2011, articolo 11, comma 233.
www.regione.fvg.it  

Ideatore e coordinatore progetto:
dr. Marco Pascoli

Autore testi e foto
(salvi diversi riferimenti): dr. Marco Pascoli

Consulente tecnico-informatico: Ivo Pecile

Fornitore software e grafica:
CG Soluzioni Informatiche S.r.l. - www.cgsi.it

Stampa pannelli tematici: Aviani&Aviani editori - www.avianieditori.com

Collaboratori: Cav. Aldo Pascoli, Silvana Faion, Dino Ceschia, Roberto Todero, Davide Tonazzi, Dr. Andrea Vazzaz, Giovanni Aviani Fulvio, Paolo Gaspari, Dr. Michele Comici, Dr. Marco Gotti, Flavio Menis.
Si rinvia alle schede del Catasto per l'indicazione puntuale delle persone che hanno fornito dati, immagini, esperienze circa i singoli graffiti.  

Ringraziamenti: Roberto Novelli (Consigliere Regione Autonoma F.V.G.), Mirco Daffarra (Sindaco di Ragogna dal 2004 al 2014), Gr. Uff. Antonio Scrimali (storico e fondatore della ricerca dei graffiti), Ten. Col. Filippo Cappellano (Direttore Archivio Ufficio Storico S.M.E.), Dr. Francesco Ciani.

Si ringrazia tutti coloro che hanno gentilmente prestato la loro collaborazione, segnalati nelle singole schede del Catasto.


 

 

Patrocini / Partner

Provincia di Gorizia | Provincie di Gurize | Pokrajina Gorica - www.provincia.gorizia.it  
Provincia di Udine | Provincie di Udin - www.provincia.udine.it
Provincia di Pordenone - www.provincia.pordenone.it
Provincia di Trieste - www.provincia.trieste.it

Comune di Ragogna - www.comune.ragogna.ud.it
Comune di San Daniele nel Friuli - www.comune.sandanieledelfriuli.ud.it
Comune di Pinzano al Tagliamento -
www.comune.pinzanoaltagliamento.pn.it
Comune di Forgaria nel Friuli -
www.comune.forgarianelfriuli.ud.it
Comune di Rive d'Arcano - www.comune.rivedarcano.ud.it
Comune di Vito d'Asio - www.comune.vitodasio.pn.it
Comune di Clauzetto -
www.comune.clauzetto.pn.it 
Comune di Resiutta -
www.comune.resiutta.ud.it
Comune di Tramonti di Sopra - www.comune.tramonti-di-sopra.pn.it
Comune di Casarsa della Delizia - www.comune.casarsadelladelizia.pn.it 
Comune di Resia -
www.comune.resia.ud.it  

Progetto SentieriNatura - www.sentierinatura.it
Associazione Culturale F. Zenobi - www.zenobionline.com  
Associazione Culturale Amici di Valbruna - www.grandeguerra-valbruna.it
Gruppo Archeonaturalistico Reunia - www.reunia.com  
Pro Loco Ragogna - www.prolocoragogna.it  
Pro Loco Fogliano Redipuglia - www.prolocofoglianoredipuglia.it
Lega Nazionale - www.leganazionale.it  
Associazione Culturale Julia Augusta
Associazion dai Students Furlans
Associazione Mazziniana Italiana, Sezione Friulana "Luciano Bolis" - www.digilander.libero.it/AMIfriulana/  
Club UNESCO Udine - www.udineclubunesco.org
Associazione Amici di Castelnuovo - www.amicidicastelnuovo.it
Associazione Culturale Clio - www.rileggiamolagrandeguerra.org
Associazione Toscani in Friuli Venezia Giulia - www.toscani.fvg.it
Associazione Culturale "Storia&Territorio"
Progetto: Viaggio nel tempo e nella memoria della Grande Guerra -href="http://www.sandonadipiave.net/portale/grandeguerra/index.php">www.sandonadipiave.net/portale/grandeguerra/index.php
Tutto Storia - www.tuttostoria.net
Associazione Nazionale Amici della Scuola di Artiglieria - www.scuoladiartiglieria.it
Associazione Monte Fortin - www.montefortin.it

Grande Guerra FVG Sentieri di Pace - Società Cooperativa Consortile  - www.grandeguerrafvg.it 
Gaspari Editori - www.gasparieditore.it
Aviani&Aviani editori - www.avianieditori.com  
DOK Dall'Ava Prosciutterie - www.dokdallava.com  
Banca di Credito Cooperativo Friuli Centrale - www.bccfc.it  
Art & Grafica S.r.l. - www.arte-grafica.com  
Climaservice S.r.l. - www.climaserviceimpianti.info
Comet S.p.a & SimeVignuda s.p.a - www.simevignuda.it  
Idea45 Società Cooperativa Sociale - www.idea45.it